Ciao Nanà

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Ad un mese dalla scomparsa di Nanà Arturo Rocca ricorda l’amico e la sua inseparabile bicicletta

Sei andato via con la stessa discrezione con cui hai vissuto, senza clamore e col sorriso amichevole un po’ beffardo. Se qualcuno ti avesse chiamato come all’anagrafe: Fortunato, non ti saresti girato. Il nome non ti ha sostenuto. Nanà per tutti e per sempre Nanà. Amico che non si dimentica. Il refuso impresso sul manifesto che annunciava la tua dipartita ti ha affibbiato un le, femminile, non è stato uno sgarbo ma si riferiva alla tua inseparabile bicicletta.

… Quanti lo conobbero e le vollero bene, conoscere te e voler bene alla bici era un tutt’uno, tua compagna devota con cui scorrazzavi ovunque.

Il giorno delle esequie ci siamo ritrovati assieme gli amici delle due epoche quelli della tua giovinezza e quelli della tua maturità seppur tanto diversi ci ha unito l’affetto, ricambiato, che ti abbiamo portato ed in chiesa eravamo tutti impacciati perché non ne siamo assidui frequentatori ma se ci sei entrato tu lo abbiamo fatto anche noi, senza indugio. Non c’erano quelli impediti dalla lontananza o dal Covid19 ma lo stesso si avvertiva la loro presenza. Tutti insieme ti immaginiamo a perlustrare il paradiso inforcando la tua Bianchi o Legnano, secondo le occasioni, e con attorno angeli e cherubini a bere con te birra artigianale mentre vendi loro i libri del tuo banchetto. La terra ti sia più lieve dell’aria che hai respirato. Và in pace Nanà.

Arturo Rocca