Covid: importante scoperta da parte degli scienziati calabresi

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Foto: Fanpage

Gli scienziati calabresi, in collaborazione con gli spagnoli, sono arrivati a scoprire come l’eugenolo è al momento l’antivirale più potente  per combattere il Covid-19.

Gli scienziati della Calabria, in collaborazione con quelli spagnoli, in particolare fra l’Istituto di nanotecnologia l’Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche di Rende, Cnr-Nanotec, il Dipartimento di farmacia e scienze della salute e della nutrizione dell’Università della Calabria, l’Istituto spagnolo di biofisica e sistemi complessi dell’Università di Saragozza e, fra gli altri, l’Istituto di Investigazione Sanitaria (IIS) di Aragona, hanno scoperto un composto di origine naturale, l’eugenolo, che si è rivelato un potenziale antivirale contro il Covid-19. La ricerca, che è stata pubblica su Pharmaceuticals, ha mostrato che la piccola molecola, di questo composto naturale, inibisce la proteina 3CLpro del virus SARS-CoV-2, fondamentale per la sua replicazione e apre la strada a nuove prospettive di studio e approfondimenti.

L’eugenolo è  il più potente composto naturale contro Sars-Cov-2

L’eugenolo risulta essere il composto non-sintetico più potente trovato finora contro il virus SARS-CoV-2, anche se sono necessari altri studi per migliorarlo. Si tratta di un costituente principale dell’olio essenziale di diverse piante aromatiche, principalmente dei chiodi di garofano ed è “comunemente utilizzato come disinfettante locale in odontoiatria”, spiega Filomena Conforti, professore associato al Dipartimento di Farmacia, Salute e Scienze della Nutrizione dell’Università della Calabria, a Rende, e coautrice del lavoro.

Fedora Grande, ricercatrice dell’Università della Calabria, ha affermato: “Questa molecola appare particolarmente efficace nel bloccare la proteasi principale 3CLpro ( la proteina più importante nella replicazione virale, ndr) del coronavirus. Abbiamo anche testato altri fitocomposti della stessa famiglia, in particolare estragolo e anetolo, presenti in basilico, finocchio e anice. Nonostante siano meno attivi dell’eugenolo, mostrano anch’essi promettenti proprietà inibitorie. Questo ci fornisce indicazioni sulle potenziali modificazioni che potrebbero essere apportate sulla struttura chimica comune tra queste molecole per migliorarne l’attività antivirale. Inoltre, queste molecole sono talmente piccole da poter essere considerate dei ‘frammenti chimici’ utili per essere modificate al fine di ottimizzarne le proprietà”.

Speranze per un possibile farmaco

Sui futuri sviluppi, i ricercatori osservano che occorrerà studiare, alcune potenziali limitazioni, derivanti principalmente dalle espressioni di questi composti, una volta somministrati, cioè proprietà di assorbimento-distribuzione-metabolismo-escrezione, utili a determinare “la loro biodisponibilità e la loro concentrazione efficace per inibire la replicazione virale”. Le “opportune vie di formulazione e somministrazione saranno pertanto fondamentali per il successo terapeutico”. Ma indipendentemente da ciò, i risultati riportati nel lavoro “possono rappresentare una pietra miliare verso la scoperta di altri composti naturali con proprietà più favorevoli”.