Crotone: messa in mare. La Procura avvia un’indagine

137
Foto: calabria 7

È finita sotto l’attenzione dell’autorità giudiziaria la vicenda del parroco milanese che, alcuni giorni fa, ha celebrato messa nel mare di Crotone usando un materassino come altare.

Il procuratore della Repubblica di Crotone Giuseppe Capoccia, infatti, ha reso noto che: “Il suo ufficio ha iscritto un fascicolo ed avviato indagini per ‘offesa a una confessione religiosa’ in ordine all’episodio di una presunta celebrazione religiosa svolta nel mare antistante la spiaggia cittadina e le cui immagini sono state diffuse sui mass-media. Gli accertamenti sono stati delegati alla Digos di Crotone”.

Il parroco aveva spiegato: “Avevamo scelto la pineta di un campeggio, ma era occupata. Faceva molto caldo e così ci siamo detti: perché non fare messa in acqua? Una famiglia ci ha sentito parlare, ed ha messo a disposizione il loro materassino che abbiamo trasformato in altare. È stato bellissimo anche se ci siamo scottati”.

Sulla vicenda è intervenuta anche la Diocesi di Crotone, affermando che: “In alcuni casi particolari, in occasione di ritiri e campi scuola e nei luoghi di vacanza, è anche possibile celebrare la Messa fuori dalla chiesa. Bisogna, però, prendere sempre contatti con i responsabili ecclesiali del luogo in cui ci si trova per consigliarsi sul modo più opportuno di realizzare una celebrazione eucaristica di questo genere. Soprattutto è necessario mantenere quel minimo di decoro e di attenzione ai simboli richiesti dalla natura stesse delle celebrazioni liturgiche”.