Decreto Sostegni bis: ecco le misure per imprese, professionisti e lavoratori

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Il Premier Mario Draghi, con i Ministri dell’Economia e delle Finanze, Franco, e del Lavoro e delle Politiche Sociali, Orlando, ha presentato il nuovo Decreto Sostegni bis, a favore di imprese, professionisti, lavoratori, sanità e servizi territoriali in difficoltà a causa della pandemia. Ma vediamo le misure.

I fondi, la dote e il PNRR

Con il decreto “Sostegni bis”, vengono stanziati complessivamente 40 miliardi di euro, di cui: 17 miliardi a imprese e professionisti; 9 per le ditte che facciano richiesta di sostegno al sistema creditizio e per la liquidità; 4 per i lavoratori e le fasce in difficoltà. Bocciata, con una dura chiusa, la proposta del Segretario del Partito Democratico Letta, che suggeriva di fissare all’1% una tassa sulle successioni superiori a 1 milione di euro per una dote ai diciottenni. Inoltre, il Presidente del Consiglio ha precisato che sul Recovery Plan non si è perso tempo ma si è programmato, prevedendo che entro la settimana verranno emanati i decreti legge necessari su governance e semplificazioni.

Le misure per le imprese e il blocco licenziamenti

Draghi ha annunciato che per corrispondere i ristori verrà usato anche l’utile come requisito, non solo il fatturato, e che l’estensione temporale consentirà di includere nel sostegno altre 370 mila partite IVA. Infatti, sono stati stanziati 15,4 miliardi, di cui 8 per il rinnovo dei precedenti ristori, per quelli alternativi e temporalmente più larghi 3,4 miliardi (1 aprile 2019-31 marzo 2021), per quelli a conguaglio sul risultato d’esercizio 4 miliardi.

Previsto anche un blocco dei licenziamenti fino al 28 agosto per le imprese che chiederanno la cassa covid fino a fine giugno, mentre per le beneficiarie di cassa ordinaria dal primo luglio non dovranno pagare le addizionali a condizione che non licenzino.

I fondi per i giovani e la ricerca

Previsto un contributo fino all’80% del costo totale del mutuo per i giovani che vorranno comprare casa e farsi una famiglia con sicurezza, purché rientrino nella fascia di ISEE fino a 40 mila euro annuali, ma la misura è prevista diversamente anche per gli altri (eliminazione di imposta di registro e sgravio del mutuo).

Inoltre, per favorire il rientro nel Paese dei giovani che se ne sono andati, è stato istituito con 50 milioni di euro (da oggi in poi 150 milioni ogni anno) il Fondo per la scienza, per la ricerca di base.