Nanà figlio della libertà è passato a nuova vita

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Ci sono persone o luoghi che conosci da sempre che senti familiari, che hai sempre visto e che ogni tanto compaiono nella nostra vita dei locridei, come la fontana dei leoni a Siderno, oppure la Playa a Locri. Pensi siano sempre lì, immobili mentre tu vivi questa tua esistenza, ma poi all’improvviso se uno scompare, lo stupore ti emoziona, e crescono i rimpianti. Così da oggi una delle persone meno convenzionali che ho conosciuto nella mia vita di locrideo non c’è più, è morto Nanà Musolino.

Per la verità non ho mai conosciuto il suo cognome, per tutti era Nanà, ed era una delle persone più conosciute e libere della Locride, aveva sessant’otto anni. Tutti lo avranno visto almeno una volta nella loro vita con il suo banchetto di libri usati, con i suoi capelli sempre lunghi e la sua bicicletta. Io lo conoscevo da sempre, non so perché ma lo associavo a quella moltitudine di persone che facevano parte del grande zoo che erano le feste dell’Unità, quando esisteva il PCI, il partito comunista, quello vero. Se non sbaglio aveva il suo banchetto di libri usati, ed era molto di sinistra, talmente da essere quasi anarchico. Anarchico lo era davvero sia nella vita che nelle sue azioni, c’erano molte generazioni di differenza tra noi, ma ebbi modo di frequentarlo grazie a Mario, un amico testone con cui litigo sempre. La casa di Mario per un periodo è stata un’isola nel mare dell’ipocrisia sidernese, un luogo dove ci si vedeva, si parlava e si costruivano utopie cittadine. Certo, era una Siderno diversa, una Siderno che usciva dalla faida degli anni 90 e si trovava, non più vergine, sfregiata dai cadaveri caduti tra le vie del centro come della periferia. Nanà ha vissuto a Locri nella sua villa paradiso. Non era un grande lavoratore ma si preoccupava più per quelli che stavano male, era sempre pronto ad aiutare il prossimo, anche se lui stesso alle volte avrebbe avuto bisogno di qualcuno. Ricordo di averlo visto poco tempo fa, quando venne a Siderno in bici per pagare l’assicurazione, venne in bicicletta da Locri e sul ponte gli cadde il portafoglio con i soldi dell’assicurazione. Per fortuna il portafoglio lo trovò uno buono come lui, che riuscì tramite la Riviera a rintracciarlo. Era un uomo buono, molto intelligente e colto, con la passione per le ovvietà. Nanà spesso ti diceva delle cose che per tutti sono ovvie ma in questo mondo diventano eccezionali, in un primo momento non capivi poi lui sorrideva ed era tutto più chiaro. Purtroppo questo non era sicuramente il mondo di Nanà, ma lui per molte persone è un mondo che da oggi mancherà, da oggi non ci sarà più quella certezza di vederlo tra i libri nel tardo pomeriggio. Anche lui è scomparso.