Diritto allo studio negato per Nicola. Non siamo tutti uguali durante la pandemia

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La storia di un ragazzo della Locride che in questo periodo si ritrova senza computer e a non poter frequentare le lezioni

La Didattica a Distanza ha ulteriormente acuito le differenze sociali esistenti, ha creato nuove diseguaglianze, ne è un esempio concreto e vicino quello di Nicola, che frequenta un istituto superiore della Locride. Ecco un breve estratto dell’intervista:

“Andrà tutto bene” scrissero all’inizio della pandemia i bambini su un grande cartellone appeso fuori casa. Un messaggio di speranza che sembra essere ormai così lontano dalla realtà che ci circonda. Il mondo che incontriamo ogni giorno nella Locride ha un passo diverso. Molti dei nostri ragazzi sono costretti a fare i conti con un nuovo modo di vivere, tutto ciò che prima era per loro normale ormai ha una nuova connotazione. Soprattutto per quanto riguarda gli studenti la pandemia ha accentuato diversi problemi, ad esempio quello della dispersione scolastica.

Per la maggior parte degli adolescenti la didattica a distanza (DAD) si è rivelata un’esperienza prettamente negativa. Nicola è un ragazzino di 14 anni e frequenta uno degli istituti superiori del comprensorio, la sua tristezza, la rabbia e la stanchezza che sta vivendo in questo periodo sono palpabili. Lui è solo un esempio, sono tanti i giovani nella sua situazione.

Nicola vive in un contesto familiare complesso, da qualche mese non frequenta le lezioni perché non dispone dei mezzi necessari per connettersi alle piattaforme online e passa la maggior parte del tempo a disegnare i suoi sentimenti.

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Autore: Kezia Filippone