Disputa da stadio tra novax e sivax, nogreenpass e sigreenpass

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Governanti e politici tutti, mentre fanno finta di condurre la battaglia contro il covid-19, attuano le loro strategie politiche per estendere consenso e visibilità. Infatti, sia coloro che si oppongono sia quelli che fiancheggiano un certo modo di governare l’epidemia, sono completamente aderenti agli interessi che intorno a essa girano.

Nella disputa da stadio che questa pandemia ha provocato, novax e sivax, nogreenpass e sigreenpass, in Italia sui canali di informazione ufficiali e non, vengono presentate, da una politica cialtrona in una miscellanea con gli ‘esperti’ di turno della ‘comuniconfusione’, versioni solo apparentemente contraddittorie, invece sia coloro che si oppongono sia quelli che fiancheggiano un certo modo di governare l’epidemia, anche se con abiti diversi, sono conciliabili e completamente aderenti agli interessi che intorno a essa girano, fosse anche solo, per i politici, per mantenere la poltrona. Dagli atteggiamenti e dai toni, governanti e politici tutti, si mostrano appassionati, ma mentre fanno finta di condurre la battaglia contro il covid-19, attuano le loro strategie politiche per estendere consenso e visibilità illustrandole proprie teorie che, alla fine, conducono al pensiero unico dettato dal sovrano.
Utilizzano lo sfascio della sanità pubblica, che loro stessi hanno prodotto, per le speculazioni di mercato delle multinazionali multimiliardarie della sanità, sono inquadrati nell’assicurare, sempre proni ai dettami di Confindustria, la continuità della produzione a tutti i costi, così come sono allineati nel garantire l’esercizio delle grandi catene commerciali. Sono compatti, infine, a non voler indagare le cause di questa e delle prossime pandemie e per questo motivo non lavorano a una soluzione che le possa prevenire. Nulla importa loro della necessità di promuoveree sostenere la medicina collettiva, perché la ritengono una spesa improduttiva, anche essendo certi dei benefici per la salute.
In questa ingannevole discussione, nessuno vuole perdere o sacrificare ciò che è di proprio interesse. All’inizio di questa tragedia, non si doveva esagerare con gli allarmi, era meglio sdrammatizzare facendola passare come una semplice influenza evitando di correre dietro a tracciamenti, mascherine e quant’altro per non dover chiudere, col mondo padronale, che si trincerava dietro un fermo “noi non chiudiamo”. Il dio profitto prima di tutto, andando avanti lasciando morti sul campo in nome della grande produzione e per dedizione alpotere capitalista. Nessuno avrebbe portato mai il padrone sul banco degli imputati, sicuramente non l’operaio o l’impiegato. Ora che si ha il vaccino, frutto di contratti capestro tra gli stati occidentali e le grandi industrie del farmaco, si è passati al ricatto col famigerato green pass, una sorta di patente vaccinale molto controversa che se, per qualunque motivo, ne sei sprovvisto, puoi rischiare addirittura di perdere il posto di lavoro.Tutto a un tratto hanno scoperto di essere campioni di civismo e responsabilità sociale. Tutti i governanti all’improvviso sono diventati garanti della salute, ma è lo stesso tipo di politica che ad arte, ha smantellato, negli anni, la sanità pubblica a favore dei privati. Forse a quei tempi, ancora la salute della gente non esisteva! Il vaccino diventa l’arma che abbatterà il covid-19, solo però, firmandola liberatoria che mette al riparo i tuoi ‘salvatori’ da ogni responsabilità per le eventuali conseguenze collaterali. Intanto si mette in sicurezza la ripresa, perché di questo parlano e non come vogliono farci credere, di salute, incrementando, così, il prestigio e l’immagine del leader indiscusso di fronte ai grandi dell’alta finanza lasciando, caso mai, la colpa di eventuali difficoltà ai non vaccinati, invece che alla crisi economica perenne causata da un debito pubblico smisurato e insostenibile. Sono riusciti ancora una volta a mettere gli uni contro gli altri, creando come solitamente fa un certo tipo di politica, divisioni e lacerazioni tra la gente, mentre in tutto questo ‘pandemonio’ regna una confusione palpabile e una inconsistenza, che ancora una volta evidenzia la differenza tra le classi sociali. Tutte le emergenze, da sempre, di qualsiasi tipo, si vivono in modo differente perché niente e nulla, socialmente e economicamente, si applica in modo omogeneo e indifferenziato se vi sono condizioni sociali diverse. I ricchi si salvano, magari alcuni lo diventano di più, e i poveri sprofondano, quando non muoiono. Non a caso nei paesi più poveri, nei sud del mondo la vaccinazione arranca. Laggiù big-farma non può mungere. Ancora più avvilente, nello scontro di posizioni in atto, specie in ‘brothel facebook’ è, inoltre, vedere come tanti, specialmente tra i lavoratori, si infiammano in aspre discussioni contrapposte, dimenticando di fare solo il gioco dei padroni, di tutti quelli che hanno costruito i loro imperi economici col ricatto e lo sfruttamento. In nome del vaccino, che tutti o quasi, tra gli scienziati, concordano non bastare, ma che ormai è diventato la cuccagna per i colossi farmaceutici, si sta scoraggiando l’azione sanitaria complessiva che comprende anche la cura domiciliare, la prevenzione e anche una più producente ricerca scientifica, ma soprattutto deve essere portatrice di una sanità universale e umanitaria.

Pasquale Aiello