E se Rosy Bindi diventasse Presidente della Repubblica?

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Qualcuno indica Rosy Bindi come possibile Capo dello Stato. Nel 2014 la Bindi era stata catapultata in Calabria, dove è stata accolta a braccia aperte, con grande generosità e con spiccato senso di ospitalità. Fu eletta, ma poi il silenzio.. rotto qualche volta per mettere alla gogna presunti “impresentabili”.

 Un giornale particolarmente vicino ad alcuni ambienti che non amano la libertà, ha avviato una raccolta di firme contro l’eventualità di elezione di Berlusconi alla carica di capo dello Stato. Eventualità che, a dire il vero, non mi farebbe affatto piacere. Nei giorni scorsi e in due diversi articoli, lo stesso giornale ha indicato Rosy Bindi come una candidata ideale.

Noi calabresi l’abbiamo avuta candidata ed eletta in Calabria alle elezioni del 2014.

In quella occasione, il Pd ha espresso, in provincia di Reggio, due parlamentari:

Demetrio Battaglia, espressione soprattutto della Città, e la Bindi che avrebbe dovuto rappresentare la Locride e la Piana. Il tutto nella consapevolezza che qualsiasi parlamentare rappresenti tutta la Nazione. 

La Bindi era stata catapultata in Calabria perché nella sua Regione, la Toscana, avrebbero fatto le barricate contro la sua candidatura. Allora non avrei saputo dire il perché ora, e per i motivi che diremo, lo immagino. Eccome!!!

La Calabria l’ha accolta a braccia aperte, con grande generosità e con spiccato senso di ospitalità. Ed anche con un poco di ingenuità rispetto ai giochi dei gruppi di potere della regione. 

In quella occasione, ho avuto modo di conoscerla e intervistarla per Riviera. Ricordo bene quella intervista in cui si impegnava ad esercitare il suo mandato a stretto contatto con la popolazione ed a riprendere e sostenere “il progetto d’urto per la Locride”. Ed ancora a battersi contro i commissariamenti che Ella, al pari di noi, trovava anomali ed in contrasto con la democrazia. 

Fu eletta. 

Passata la festa, gabbato lo Santo, Rosy Bindi divenne per la Calabria “l’araba fenice:” che ci sia ognun lo sa dove sia nessun lo dice.”

Impossibile comunicare con lei. 

Da quanto ricordo la sua presenza nella Locride, zona particolarmente generosa con la Bindi, è stata segnalata in due occasioni. La prima in visita a Polsi che raggiunge in elicottero, sorvolando San Luca. Era accompagnata dal fior fiore dell’antimafia. Forse hanno incontrato la Madonna che tutto comprende e tutto perdona. In un’altra occasione è stata segnalata a Locri nella veste di presidente della cosiddetta commissione antimafia. Rinchiusa in una caserma avrebbe “ricevuto” qualche sindaco e le “autorità” del territorio. 

Barricata e scortata, quasi  avesse bisogno di essere protetta dal popolo che l’aveva votata in massa e grazie al quale era seduta in Parlamento. 

Poi il silenzio… rotto qualche volta per mettere alla gogna presunti “impresentabili” 

A distanza di anni, e nonostante un tale comportamento, qualcuno la indica come possibile presidente della Repubblica. 

Non ne faccio una questione regionale, ma considero ciò un serio indizio della seria crisi della nostra democrazia. Infatti, ritengo la Bindi responsabile, al pari dei peggiori rappresentanti della casta, di una sottrazione moralmente illecita dei consensi elettorali. Responsabile del definitivo distacco della gente dalla politica. Responsabile del populismo dilagante e del pericolo, molto attuale, che in Italia si affermi una democrazia alla Orban senza popolo  e contro di esso. 

Non è un caso che al posto della  Bindi sia subentrato l’onorevole Nicola Morra. Due nomi, ed una sola strategia: utilizzare la criminalità per nascondersi dietro di essa e senza far nulla rispetto al popolo che l’ha eletta.