Euro 2021, Poca Calabria nella Nazionale di Mancini

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(Domenico Berardi con la maglia dell'Italia - Fonte: Instagram - @berardi25)

Il conto alla rovescia per l’inizio dell’Europeo sta finalmente per finire. L’avvio del maggior torneo continentale per nazionali è stato quanto mai travagliato ma con il chiudersi della stagione calcistica ci si potrà approcciarsi alle “notte magiche” estive con la maglia azzurra.

Roberto Mancini ha dato il via all’operazione Euro 2021 diramando la maxi-lista dei pre-convocati per il torneo, che vedrà l’Italia sfidare allo stadio “Olimpico” di Roma rispettivamente la Turchia (11 giugno), la Svizzera (16 giugno) e il Galles (20 giugno).
Nel listone del nostro commissario tecnico sono attualmente presenti trentatré giocatori, che, dopo la fase del ritiro e le ultime amichevoli per effettuare le dovute valutazioni sullo stato di salute della rosa, diventeranno ventisei.

Fra gli atleti che si giocano un posto nella kermesse continentale è presente un pezzo di Calabria: Domenico Berardi. L’attaccante del Sassuolo, è infatti originario di Cariati e dal piccolo centro ionico cosentino ha mosso i suoi primi passi fino ad arrivare poi a vestire la maglia azzurra. Grazie al suo mancino fatato e alle sue doti tecniche, su cui spiccano la facilità del dribbling e la pericolosità dai calci piazzati, Berardi ha saputo ritagliarsi uno spazio importante durante il nuovo corso del “Mancio”, entrando stabilmente nelle rotazioni della squadra e raccogliendo dieci presenze con quattro reti all’attivo, tutte avvenute negli ultimi 9 mesi.

Il calciatore neroverde sta vivendo una delle sue stagioni migliori dove ha collezionato 16 goal e 6 assist. Quella del fantasista è tuttavia un’eccezione che conferma una situazione pressoché impietosa.

Ah belli i tempi di Gattuso, Fiore, Pancaro …

Sono infatti sparuti gli esempi di calabresi che riescono a scalare le vette calcistiche. Lo stesso Berardi entrò nel calcio che conta venendo notato nel corso di una partita di calcetto durante una visita al fratello a Modena a cui erano presenti casualmente degli osservatori della società emiliana e per ritrovare giocatori calabresi che hanno fatto la fortuna della nostra selezione bisogna tornare alla presenza di Gennaro Gattuso, originario di Schiavonea, o di Stefano Fiore e Giuseppe Pancaro, entrambi originario di Cosenza.

Anche la situazione delle società non è tra le più rosee. Nella storia della Serie A, partendo dalla stagione 1929-1930 e per i successivi 89 campionati, solo 19 volte una squadra calabrese ha partecipato alla competizione e sempre come unica rappresentante regionale. Le tre squadre che hanno rappresentato la nostra terra sono state il Catanzaro, tra gli anni ‘70-’80 per ben 9 volte – tra cui le fila ha giocato anche Claudio Ranieri, l’attuale allenatore della Sampdoria, spesso anche come capitano della squadra- . La Reggina che a fine anni ‘90 e i primi anni 2000 ha collezionato bene 7 presenze con la celebre salvezza nella stagione 2006-07 – quell’anno partiva con ben 11 punti di penalizzazione per i fatti di Calciopoli -. Nella storia recente invece è toccato al Crotone tenere alta la bandiera e nelle ultime 5 stagioni ha partecipato ben 3 volte nella massima competizione nazionale.

Cosa manca al calcio calabrese?

La mancanza di strutture apposite, che permettano di convogliare il talento dei giovani calabresi, l’assenza di una rete di scout ad hoc che permetta alle società calcistiche presenti sul territorio di dare la possibilità ai calciatori di essere notati e quindi valorizzati e i ben noti problemi finanziari delle società riduce di molto la possibilità di poter coltivare il sogno di arrivare al professionismo disperdendo colpevolmente il capitale umano a disposizione.

La necessità impellente è quella di invertire questo trend affinché la presenza di calciatori professionisti calabresi cresca nei prossimi anni. La passione e il calore delle persone non manca ora bisogna strutturarsi per scrivere nuove pagine di calcio made in Calabria.