Francesco Paderni: una perdita incolmabile per il notariato e per l’intera comunità locrese

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Francesco Paderni

 Paolo Commisso ricorda l’uomo, il professionista, il padre e l’amico speciale che era il notaio Francesco Paderni, in seguito alla sua prematura scomparsa.

La prima volta che incontrai Francesco, si era appena insediato a Locri e mi invitò subito nel suo nuovo studio notarile, fiero di quell’inizio, assistito da una segretaria part-time, arredato da una scrivania, una libreria e dal suo immancabile computer.
Era l’inizio, lo sapeva e si avviava con umiltà a percorrere la strada del notariato, nel solco di una lunga tradizione familiare: suo nonno Francesco prima, suo padre poi.

È doveroso oggi, per la sua prematura ed improvvisa scomparsa, ricordarlo per l’uomo, il professionista, il padre e l’amico speciale.
Nessuno amava più di lui il suo lavoro, la sua famiglia e la vita!
Entrato in punta di piedi nel tessuto sociale e professionale locrese, è diventato presto un punto costante di riferimento, poiché ha saputo coniugare in maniera esemplare il ruolo istituzionale, nel rispetto assoluto delle leggi, con una capacità di ascolto, di approfondimento e di sintesi dei problemi, da lui esaminati con modi improntati all’educazione, cortesia e gentilezza.
Sempre vicino a ciascuna persona, “letta” non come cliente ma come soggetto portatore di proprie ansie e vissuto, di paure e sentimenti, di aspettative e di speranza, a cui Francesco ha dato costantemente ascolto.
Egli, infatti, ha interpretato la professione quale vocazione naturale, la consulenza quale doveroso approfondimento precontrattuale, spendendosi senza limiti e senza riserve.
Animo disponibile, generoso, sempre autentico a sè stesso, premuroso nel saluto e nei sorrisi, era un piacevole ed acuto compagno di riflessioni che spaziavano dal diritto allo sport, dal cibo ai viaggi, dai ricordi della famiglia di provenienza a quelli della sua splendida famiglia formata con la sua adorata Simonetta, ed impreziosita da due figlie a cui era legato indissolubilmente.
Solo alcune settimane fa, parlammo nuovamente della scomparsa prematura di suo padre, del valore per lui di quella perdita che, oltre al dolore e allo smarrimento, lo determinò ad assumersi le responsabilità fino ad allora delegate, per completare gli studi ed abilitarsi.
Di Francesco, ho sempre apprezzato, inoltre, l’amore ed il legame sincero e profondo che lo univa al suo caro fratello Stefano, apprezzato notaio anch’egli, e che condivideva con lui lo Studio Notarile di Locri e di Villa San Giovanni.
Stefano non potrà mai colmare la mancanza di Francesco né nella professione né nella vita familiare, né pretende di farlo, ma sarà certamente, ancora una volta, esempio di una tradizione familiare, proseguimento di un modo nobile di svolgere la professione in un contesto informale, con un gruppo di lavoro coeso, prezioso esempio per ogni giovane studente di come si possa essere grandi uomini e stimati professionisti senza orpelli, con tanta umiltà, studio e con quel sorriso ed amore per la vita, con cui sempre ricorderò Francesco, grande uomo, stimatissimo notaio, caro amico!

Paolo Commisso