Gratteri si racconta: riforme italiane, il caso Aracri e il futuro lontano dalla Calabria

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NICOLA GRATTERI PROCURATORE REPUBBLICA DI CATANZARO

Il procuratore, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo, racconta il suo punto di vista, con la sua consueta schiettezza, sulle riforme in corso, compresa quella del ministro Cartabia (ministro della Giutizia), fa ipotesi per il suo futuro e ha trattato il caso del collaboratore di giustizia Nicolino Grande Aracri.

Ciò che racconta Gratteri, in un’intervista il cui fulcro centrale è la riforma Cartabia, è un’inefficienza nel lavoro, che non progredisce in qualcosa di meglio. Ritene offensivo che una commissione, con un ministro esterno, debba spiegare le nuove prassi per essere più efficiente. Sottolinea il fatto che in Calabria esistano magistrati che fanno un ottimo lavoro, ma che vengano ignorati. Vanta il distretto di Catanzaro, nello specifico l’aula bunker di Lamezia Terme, che con un ottimo lavoro si è guadagnata l’ammirazione dei paese esteri.

Riforma del Csm

Appoggia la riforma del Csm (Consiglio superiore della magistratura), definendola «la madre di tutte le riforme»,  secondo la quale bisognerebbe ripartire proprio da quest’ultima, facendo “pulizia” all’interno della magistratura e che, secondo lui, non tutti i magistrati siano onesti.

La riforma Cartabia

«Non mi pare una rivoluzione – spiega il procuratore – non mi pare che si stiano centrando problemi e criticità. Io credo che dovremmo anzitutto ottimizzare risorse e i costi. Perché non è possibile, ad esempio, che a solo 65 chilometri da Palermo ci sia un’altra corte di appello, quella di Caltanissetta. O che ci siano 250 magistrati fuori ruolo

Critica il 41 bis «È stato completamente svuotato dal Dap (Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ndr.) a colpi di circolari», l’unico ordinamento che non ha bisogno di riforme è la prescrizione.

Il caso Nicolino Grande Aracri

Gratteri racconta di come abbiamo chiuso il caso di un noto boss mafioso, ovvero Nicolino Grande Aracri, possibile collaboratore di giustizia, che dopo svariati giorni di interrogatorio, non fornendo informazioni utili, il procuratore ha deciso di interrogarlo di persona, e continuando a non collaborare completamente con la giustizia, andando addirittura in contraddizione con le informazioni dette i giorni prima, ha deciso di negargli il programma di protezione, rimandandolo al 41 bis. Secondo il procuratore, Aracri sapeva molte più informazioni di quelle che raccontava, visto il suo alto rango nel giro mafioso.

Futuro lontano dalla Calabria per Gratteri

Alla fine dell’intervista, Gratteri, rassicura le persone che ripongono speranze in lui, criticando il governo Draghi definendolo poco concreto. Inoltre aggiunge che farà domanda per la procura di Milano.