I giovani del Liceo Zaleuco monitorano l’impianto di San Leo

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All’interno del progetto nazionale Asoc gli alunni del 4° anno dell’istituto scientifico di Locri saranno i guardiani sullo stato di salute del TMB e delle emissioni prodotte dalla lavorazione dei rifiuti.

Una giornata all’insegna del confronto e del dialogo quella che abbiamo vissuto noi del team Eco – Mind del Liceo Zaleuco di Locri, giorno 17, partecipando all’evento on line “Calabria Open Data Day”, organizzato dall’Eurokom di Gioiosa Jonica, per parlare di dati aperti e del loro riuso da parte dei pubblici cittadini. Ad introdurre l’evento la dott.ssa Alessandra Tuzza, direttore dell’Eurokom, che ha sottolineato l’impegno delle amministrazioni a rendere trasparenti i loro dati e di come tanta parte è stata fatta, ma ancora tanto bisogna raggiungere nell’ambito della trasparenza a favore dei cittadini. Il primo intervento è stato da parte del vice sindaco di Gioiosa Jonica Luca Ritorto. Secondo lui le Amministrazioni devono rendersi conto dell’importanza della collaborazione con la società civile sulla trasparenza dei dati. Nell’utilizzo delle risorse pubbliche il contributo dei giovani è sicuramente fondamentale, per evitare errori nella gestione governativa. Gli interventi critici e mirati, che provengono soprattutto dalle nuove generazioni, danno una spinta in più nel migliorare la fruizione delle informazioni e rendere l’ambiente un posto vivibile e costruttivo dal punto di vista sociale e professionale. Non si tratta, ha aggiunto il vice sindaco Ritorto, di vedere solamente, nel lavoro di monitoraggio, come vengono spesi i soldi, ma capire come sono stati spesi, capire come i dati possono essere rielaborati, modificati e rinviati agli amministratori pubblici, il tutto nell’ottica di un spirito critico che possa evitare, in maniera mirata, errori nelle decisioni amministrative. Certamente, ha continuato Ritorto, la proposta di ASOC è stata quella di una sfida, accolta dalle Reti Territoriali e dalle Scuole che sono diventate protagoniste sul territorio. Un territorio in cui, purtroppo, c’è ancora povertà educativa, e dove c’è povertà educativa non ci può essere un sano sviluppo della società. Allora i giovani devono essere intraprendenti già nel presente del loro territorio, per poter porre quelle radici di un futuro propositivo ed equo – sostenibile. Il secondo intervento è stato portato avanti da un componente del team ASOC di Roma, Cinzia Roma, che ha sottolineato come l’impegno profuso dai ragazzi e dai docenti, nel percorso di monitoraggio, non è venuto meno nonostante la Pandemia. Gli open data sono un diritto ad avere trasparenza, di poter chiedere, visionare, rielaborare un informazione; sono il punto di partenza per migliorare il lavoro amministrativo. Cinzia Roma ha poi voluto riportare alcune riflessioni prese dai percorsi dei team, tra cui anche una nostra: “accrescere la consapevolezza, rendersi conto della realtà, per scuotere la comunità e ribaltare il destino del proprio territorio”. Questo sta a significare che c’è stata una partecipazione di qualità da parte delle scuole e questo e senza dubbio motivo di orgoglio da parte del team di ASOC. A seguire c’è stato l’intervento di Marina Galluzzo, esperta PA del Comune di Udine, che ha sottolineato come già in passato c’era il desiderio e il tentativo di intervenire nelle criticità del territorio, raccogliendo notizie e informazioni sul campo e analizzandole per riuscire a circoscrivere il problema. Ovviamente nell’era di internet i dati hanno cominciato ad essere più fruibili da parte dei pubblici cittadini, che possono dire la loro sul loro utilizzo. In questo tempo di Covid – 19, ha ribadito la Galluzzo, è esploso prepotentemente il tema del dato, dell’importanza di avere sempre dati chiari e certi. Un plauso alla Protezione Civile, per avere aperto un portale con dati sempre aggiornati sull’evoluzione epidemiologica, a livello nazionale e mondiale. La Galluzzo ha continuato il suo intervento mostrando dei grafici che mettevano a confronto diversi stati europei sull’attivazione di politiche sui dati, in alcuni casi ben strutturate, ma in questo quadro l’Italia risulta ancora molto lenta. Le competenze sugli open data non devono essere dei singoli “eroi”, ma di tutta la cittadinanza. Poi la Galluzzo ha anche spiegato che non basta pubblicare i dati, ma bisogna considerare il valore civile lo stato giuridico del dato, bisogna pubblicarlo attraverso precise licenze. Le migliori da utilizzare sono le Creative Commons, che definiscono il dato aperto, permettono di modificarlo e distribuirlo, però citando la fonte, e le Public Domain, licenze di pubblico dominio. Dopo Marina Galluzzo è stata la volta di Raffaella Rinaldis, direttora di Fimmina TV, che ha dato consigli pratici sull’importanza del percorso di ASOC per entrare nel mondo del lavoro, soprattutto nella PA, ma anche nel campo giornalistico, specie quello sull’informazione dei dati. Grazie al monitoraggio civico si ha la possibilità di focalizzare la criticità partendo dall’informazione e collegandola alla consapevolezza. Per costruire una notizia corposa e diretta, bisogna mettere insieme le varie informazioni con un linguaggio comprensibile a tutti. Oltre a ciò, però, è importante, ha aggiunto la Rinaldis, tutelare i minori che scrivono articoli giornalistici, attenendosi alla carta di Treviso, e di servirsi anche di liberatorie per gli intervistati. I dati vanno raccolti in maniera corretta, utilizzando all’occorrenza anche dei sondaggi pubblici sulla tematica monitorata. E dopo questi interventi la presentazione dai parte dei diversi team, che hanno fatto il punto sulla situazione del percorso di monitoraggio. Si sono susseguiti “gli Scaricati”, i “BUS4Medma, gli “H2O” ed infine il nostro team “ECO – MIND”, che nonostante alcuni problemi tecnici è riuscito a portare a termine tutta la presentazione. Clara Bumbaca, Ilaria Pugliese, Flavia Fazzari, Luciana Giordano e Ilenia Policheni si sono destreggiate in maniera encomiabile nell’alternarsi a spiegare ogni slide. La forza di volontà, la passione e l’impegno per il nostro lavoro di monitoraggio si sono avvertite in modo scrosciante e prorompente, destabilizzando gli argini dell’ostruzionismo burocratico e rompendo il silenzio della rassegnazione con la tracotanza del nostro entusiasmo. A chiudere la giornata l’intervento del dott. Pier Luigi Dastola, presidente CIME, che ha ribadito che molte cose devono essere ancora migliorate a livello di Comunità Europea. Però è importante il lavoro di ASOC, perché tutti gli interventi di monitoraggio potrebbero diventare petizioni da inviare alla Comunità Europea, per far sentire la voce dei giovani, come un’aggiunta costruttiva ai vari interventi che l’Europa continuerà a mettere in campo a favore degli stati membri, dall’ambiente, alla digitalizzazione, ai beni di uso comune come l’acqua. L’evento che abbiamo vissuto è stato foriero di molti spunti che ci permetteranno di continuare al meglio il nostro percorso, la nostra spinta al miglioramento del nostro territorio, a trovare le migliori strategie di intervento, di dialogo, di atteggiamento, per aprire una finestra di speranza e rivincita sulla nostra terra ……e allora che il monitoraggio continui!

Autore:Team Eco Mind