I paroli da sira sunnu chiacchieri a matina

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In queste ore, qualcuno starà discutendo chi rappresenterà il popolo calabrese nel futuro Parlamento. Ovviamente, nessuno parlerà veramente di programmi, perché tutti hanno chiaro che in Calabria e da molti anni “i paroli da sira sunnu chiacchieri a matina”. Non sono qualunquista, andrò a votare e pur con mille difficoltà voterò ciò che resta della “fu Sinistra” con l’illusione di bloccare l’autonomia differenziata scritta a lettere cubitali nel programma del “centro – destra”. Una legge che farà sprofondare il Sud nel Canale di Sicilia e non farà l’interesse del popolo italiano. Il fatto che la Sinistra italiana e soprattutto quella meridionale resti in silenzio dinanzi a tale pericolo, è indicativo del processo di sostanziale separazione tra Politica ed elezioni.

Chissà dove e chissà “Chi” ma, in questi giorni, qualcuno ha deciso chi rappresenterà il popolo calabrese nel futuro Parlamento. Ho detto popolo calabrese, ma avrei dovuto dire Calabria (nel senso di circoscrizioni elettorali), perché i cittadini non hanno avuto alcun ruolo e coloro che hanno preso le decisioni che ci riguardano non erano   legittimati a farlo.
I programmi? Dice l’antico adagio ” i paroli da sira sunnu chiucchieri a matina”.
La “politica” attuale fugge dai problemi, fugge dai sogni, fugge dall’utopia (che sono parti importanti dei bisogni umani) e si rifugia nelle parole. La campagna elettorale è solo guerra di parole, ed i confini invalicabili coincidono con quelli fissati del peggiore capitalismo selvaggio. Lo chiamano pragmatismo, ma è solo schiavitù verso il pensiero unico che scaccia dall’orizzonte non il socialismo (confinato nelle parole impronunciabili insieme alla patrimoniale ), ma  il pensiero liberale e ogni progetto autenticamente  riformista.
Sono uno dei tanti reduci da una lunga militanza eretica nella Sinistra, certamente  piena di errori, dubbi e contraddizioni, ma con valori libertari, meridionalisti, decisamente pacifisti. Oggi affronto queste elezioni senza alcun entusiasmo. Certamente preoccupa la possibile vittoria della destra, ma ancor di più la scomparsa della Sinistra. E non dalla scheda elettorale.
La Sinistra non c’è sui temi che ci riguardano da vicino. Faccio un esempio nel programma della destra c’è scritto a caratteri cubitali la futura approvazione della legge sull’autonomia differenziata “e ciò vuol dire che i “patrioti” metteranno fine all’ Italia come “patria comune” degli italiani e faranno sprofondare la Calabria e il Sud nel Canale di Sicilia. Più vicini alla realtà africana che a quella europea.
E la Sinistra?
Dov’è la Sinistra meridionale e meridionalista che ha scritto tante pagine di storia per impedire l’emarginazione della gente del Sud?  È supina e silente, in qualche caso complice come lo è stata nel momento in cui  si è deciso di mantenere una legge elettorale truffa.
Non mi allargo troppo e ritorno alla nostra Regione.
In Calabria le libertà fondamentali sono state soppresse e non da oggi.
A Scilla, per la seconda volta in quattro anni, si minaccia di mandare a casa il Consiglio comunale democraticamente eletto.
Ma che volete che sia Scilla?
È solo un piccolo Comune dello Stretto, ma unitamente ad altri cento Comuni sciolti per mafia, potrebbe diventare un simbolo anzi una barricata  da cui  l’esausto, sfinito e decimato “esercito dei partigiani della Costituzione” dovrebbe ricordare agli immemori (di destra e sinistra) che la sovranità appartiene al popolo e che solo dopo la sentenza d’un giudice, il governo o il prefetto avrebbero il diritto di destituire o sospendere un consiglio comunale. So bene che le mie idee sull’argomento valgono meno di niente, ma mi conforta ricordare la solitudine in cui, in passato, siamo stati lasciati soli nel chiedere l’abrogazione di alcune leggi che oggi ci appaiono aberranti.
Tocca sempre ai pochi combattere e pagare per i molti.
Comunque, una cosa è certa: solo nei regimi autoritari si può mandare a casa un consiglio comunale con un verbale di polizia.
La Democrazia non è più un valore di Sinistra?
La Libertà  non è più un valore di Sinistra?
La difesa ad oltranza della Costituzione non è più un dovere per ogni militante della Sinistra e non solo?
Vorrei che si leggessero gli interventi di fuoco pronunciati alla Camera da fini  intellettuali, da limpide figure dell’antifascismo di matrice cattolica e di sinistra (che avevano conosciuto galera, confino e guerra partigiana), quando si scatenò sulla Calabria una bufera di arresti sommari in un clima forcaiolo e giustizialista. Si era nel pieno svolgimento della “operazione Marzano”, un tentativo di rispondere al disagio sociale e al bisogno di giustizia con le manette, il confino e il batter di tacchi. Nulla rispetto a quanto avremmo visto dopo, sino ai nostri giorni, tra gli applausi di una classe politica codarda e un’opinione pubblica plagiata da una informazione di regime.
Con molta amarezza dobbiamo prendere atto che la Sinistra, pur con qualche eccezione, ha disertato i luoghi in cui in questi lunghi anni si sono combattute battaglie rischiose e difficili per un nuovo meridionalismo e contro la criminalizzazione calcolata dei calabresi ed il trasferimento del governo reale nelle mani di poteri non elettivi e non democratici.
Le conseguenze?
Basta guardare la sanità calabrese  gestita e devastata  da  generali, ammiragli e prefetti in nome della legalità. Una dimostrazione che non è per questa via che si sconfiggono le mafie.
Malgrado tutto, si è andati, ancora una volta, in processione negli uffici di Pm famosi, per eleggerli in Parlamento, ottenendone un rifiuto. Mai disperare, accetteranno al momento giusto.
A ben riflettere che sia la destra a cercare candidature di questo tipo ci sta pure, e non lo dico con disprezzo, ma solo perché i conservatori hanno in grande considerazione “parole” come gerarchia e subordinazione.
Ma la Sinistra? Con un tale atteggiamento, continua a scrivere pagine di umiliante subalternità umana, politica e culturale ai poteri dominanti.
Il risultato e che oggi, come non mai, in Calabria la comandano i poteri non elettivi oggettivamente di destra.
Quando ci si colloca sullo stesso terreno ci sembra naturale che la destra sappia fare la destra molto meglio della “Sinistra”
Dovremmo tacere, perché siamo in campagna elettorale e “il nemico ci ascolta”?
No. Con la menzogna e l’impostura non si ferma la destra, ma si diventa di destra.
Il “fascismo” del terzo millennio è quello il cui anticipo abbiamo visto farsi strada in questi anni.
Un “regime che non si imporrà con labari e manganelli. Molto più insidioso sarà il tentativo di completare l’opera in corso, cioè lo smantellamento dello Stato di diritto, facendolo passare come necessario per la tutela della sicurezza dei cittadini.
Così come in nome della modernità e del mercato si farà passare come una idea ridicola e balzana il bisogno di uguaglianza.
Alla fine pongo a me stesso una domanda: chi votare? Rispondo per me, ovviamente: l’astensione non credo risolva nulla quindi, e nonostante tutto, voterò insieme a ciò che resta del popolo della “Sinistra”, consapevole che non basterà un voto a coprire l’immenso vuoto.