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giovedì, Febbraio 22, 2024
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I piedi sulla terra e l’Umanità sotto terra

Francesco Martino ci fa riflettere sul senso di umanità che pare proprio non appartenerci più

 

Ci si abitua a tutto, guardando lo strazio dei morti che ogni guerra comporta.

Le immagini scorrono sulle televisioni e sui social, tra grandi e piccoli schermi assistiamo impotenti alle tragedie in ogni parte della terra.

Ormai ci sono anche moltissimi morti, di cui veniamo a conoscenza, grazie all’informazione immediata che attraversa i confini dei paesi e dei continenti.

Poi ci sono morti sconosciute, quelle delle guerre che non toccano gli interessi del nostro mondo, che si definisce umano, evoluto e libero.

Produciamo armi con cui gli altri si combattono e si ammazzano, e a ogni piccola o grande battaglia le nostre fabbriche rimpiazzano gli arsenali, svuotati dalle guerre che noi rinfocoliamo.

Invece di bloccare le guerre, si inventano armi sempre più letali.

Si pensa che inviare droni a distanza, assolva chi li ha ideati e chi li ha utilizzati.

Proiettili all’uranio impoverito, che perforano i carri armati e poi fanno morire a distanza di tempo. Bellissimo ossimoro.

Guerre per conquistare un pezzo di terra, per crearsi uno stato, che alcuni chiamano nazioni.

Da sempre, le prime tribù, per sopravvivere si spostavano da un posto a un altro più favorevole, per procurare il cibo a tutto il nucleo.

Anche in tempi più recenti, guerre e migrazioni hanno mischiato popoli diversi, di diverso colore e anche religione.

E qualcuno continua a parlare della Patria, quando sarebbe opportuno parlare di Matria, perché non si può credere, ancora, che la donna sia stata creata da una costola dell’uomo.

Anche le grandi narrazioni raccontano favole e su questo si creano miti e si inventano diritti sulla terra calpestata, e sulla quale gli altri non possono vivere.

Se popoli diversi si contendono i territori, rifacendosi a storie di millenni precedenti, anche fossero reali e non racconti orali dei loro antenati, continueremo ad andare verso la follia delle armi nucleari e l’Umanità verrà seppellita per sempre.

Bloccare le guerre, sembra difficile, quanto utopico, e non basterà l’Intelligenza Artificiale, per non distruggere questo piccolo, grande globo, che chiamiamo Terra.

Parlarsi tra le persone che ragionino e non che portino odi e vendette sarebbe opportuno.

No a guerre di religioni, no a guerre tra gli Stati per confini inventati, ma incontri tra testimoni di PACE, per non assistere alle tragedie ricorrenti da molti anni, a morti di innocenti, a espulsioni e migrazioni continue in cerca di un luogo per vivere senza paura.

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