I risultati delle Invalsi allargano il divario tra il Nord e il Sud

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Foto: zazoom

È stato pubblicato ufficialmente il Rapporto Nazionale Invalsi 2022, che ogni anno valuta il sistema educativo e il livello di istruzione e di formazione degli studenti italiani. Ciò che emerge da tale rapporto è che il livello di conoscenze è stabile, ma dopo anni di pandemia non riesce a raggiungere gli standard pre-Covid.

Una conseguenza molto allarmante è l’allargamento del divario territoriale tra il Nord e il Sud Italia. In alcune regioni del Mezzogiorno, in particolare Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna, c’è un maggior numero di allievi con livelli di risultato molto bassi. Lo studio evidenzia che le perdite maggiori di apprendimento si registrano tra gli allievi che provengono da contesti socio-economico-culturali più sfavorevoli.

Il Rapporto è stato presentato all’Università Sapienza di Roma dal presidente di Invalsi, Roberto Ricci, con il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e il Rettore dell’ateneo, Antonella Polimeni.

Cos’è la dispersione scolastica?

La pandemia ha reso ancora più attuale il problema della dispersione scolastica. Quest’ultima è una criticità del sistema scolastico e formativo, cioè il mancato conseguimento degli obiettivi scolastici e il raggiungimento di un livello di istruzione non considerato sufficiente; perciò i giovani terminano il percorso di studi senza avere le competenze di base necessarie. Perciò è divenuto chiaro che l’attenzione non deve essere rivolta solo a coloro che la scuola l’abbandonano, ma anche a tutti i giovani che la terminano senza avere le competenze di base necessarie. Questa forma di dispersione scolastica è stata definita dispersione scolastica implicita o nascosta. Nel 2019 la dispersione scolastica implicita si attestava al 7,5%, nel 2021 invece sale al 9,8% molto probabilmente a causa di lunghi periodi di sospensione delle lezioni in presenza. Il calo maggiore della dispersione scolastica implicita si registra particolarmente in Puglia (-4,3 punti percentuali) e in Calabria (-3,8 punti percentuali), ma nonostante ciò, queste due regioni, presentando ancora una dispersione scolastica elevata, hanno subito una sorta di miglioramento seppur non ancora sufficiente.

Le differenze assolute a livello territoriale rimangano molto elevate: Campania (19,8%), Sardegna (18,7%), Calabria (18,0%), Sicilia (16,0%), Basilicata (12,8%), Puglia (12,2%), Abruzzo (10,8%), Lazio (10,7%).

Scuola Primaria

Per la scuola primaria, i risultati sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto al 2019 e sono abbastanza simili in tutte le regioni del Paese.

  • In italiano l’80% degli studenti raggiunge almeno il livello base.
  • In matematica arriva al livello base solo il 66% degli allievi, con Calabria, Sicilia e Sardegna che ottengono risultati sotto la media nazionale.

Buoni i risultati in inglese:

  • nella prova di lettura (reading), il 94% (+2 punti rispetto al 2018) degli allievi raggiunge il prescritto livello A1 del QCER
  • nella prova di ascolto (listening) e` l’85% degli allievi (+6 punti rispetto al 2018) a raggiungere il prescritto livello A1 del QCER.

Scuola Media

Nella scuola secondaria di primo grado, si arresta il calo degli apprendimenti riscontrato tra il 2019 e il 2021: gli studenti che raggiungono risultati almeno “adeguati” in italiano sono il 61%, in matematica il 56%, in Inglese-reading il 78% e Inglese-listening 62%. Rispetto agli anni precedenti, i divari territoriali non migliorano, e in alcune regioni del Mezzogiorno (in particolare Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna) si riscontra un maggior numero di allievi con livelli di risultato molto bassi.

Scuola Superiore

All’aumentare dei gradi, le differenze si ampliano e diventano molto più evidenti. Nella scuola secondaria di secondo grado, al secondo anno di studi

  • il 66% degli studenti raggiunge il livello base in italiano (- 4 punti percentuali rispetto al 2019),
  • in matematica lo raggiunge solo il 54% degli studenti (- 8 punti rispetto al 2019).

Nell’ultimo anno scolastico

  • in italiano solo il 52% degli studenti raggiunge il livello base degli apprendimento e in sei regioni del Sud l’esito medio si ferma al di sotto della soglia attesa dalle Indicazioni nazionali (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna).
  • In matematica, uno studente su due non raggiunge il livello base (dal livello 3 in su). In sette regioni del Centro-Sud l’esito medio si ferma al livello 2, quindi al di sotto della soglia attesa (Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna).

Migliori i risultati dei test in inglese:

  • il 52% degli studenti raggiunge il B2 nella prova di reading (+2 punti percentuali rispetto al 2021)
  • il 38% in quella di listening (+1 punto percentuale rispetto al 2021).