Il PD è l’insieme dei difetti dei partiti che l’hanno generato

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Ci scrive Ciccio Riccio, perché impossibilitato a partecipare alla riunione di Caulonia della Sinistra ferita e sconfitta. “Per evitare sfilacciamento della pregevole iniziativa e cadere nella frustrazione del gesto estemporaneo e velleitario, sarebbe il caso di individuare alcune tematiche, a partire dalle più urgenti e pressanti, per acquisire conoscenze più robuste e offrire risposte convincenti e praticabili.”

Caro Ilario,

non si tratta di excusatio non petita. Sono impegnato e non riesco proprio a venire. Mi dispiace ancora più perché mi hai chiamato personalmente, e non solo per amicizia. Tuttavia vorrei  trasmettere a te ed ai compagni del gruppo alcune considerazioni. Il mezzo e il tempo mi impongono di essere schematico e so di tralasciare molti elementi di analisi, quindi procedo per punti, solo alcuni, necessariamente.

1) la prima valutazione riguarda la lettura corretta del voto. Questa lettura è necessaria per evitare di cadere in una ” narrazione” che rischia di diventare senso comune: l’irrilevanza della sinistra da un lato e la grande vittoria della dx meloniana. La teoria del ” distacco” certamente ricca di solido fondamento, deve necessariamente partire da lontano. Le ragioni vanno ricercate nelle profonde mutazioni socio economiche, del 2000 in avanti e l’aver assunto il verbo delle compatibilità economiche come stella polare di ogni scelta. Non è questo il riformismo.

Naturalmente ciò ha messo in crisi la politica di redistribuzione della ricchezza, il welfare, cioè l’elemento caratterizzante della sinistra, politica e sindacale. Negli anni di crisi più profonda una parte di società ha continuato a fare profitti, mentre cresceva un nuovo esercito di povertà. Marx aveva forse visto giusto.

2) Il processo di erosione di consensi a sinistra inizia prima della nascita del PD ed è generato da questo cedimento culturale che prevede sempre un prima ed un dopo. Il prima è un risanamento pagato perlopiù in termini di tassazione a carico del reddito fisso. Il dopo, la restituzione in termini di servizi, come l’intendenza  doveva seguire. Mai giunta. Ed è qui che nel tempo si è perso il consenso, sono scomparse le strutture intermedie della società, i partiti con la fine del finanziamento pubblico e con le sciagurate riforme elettorali si sono trasformati in comitati elettorali. Quello che colpisce di più è che questa trasformazione negativa riguarda più la sinistra così come storicamente l’abbiamo conosciuta, che la dx che si raccoglie attorno al populismo del primo Berlusconi, al partito leninista di Bossi a Fratelli d’Italia.

La spiego semplicisticamente così: per la dx e l’elettorato che rappresenta è molto più semplice trovare l’ubi consistam. Il PD che nasce in questa temperie, non ha mai definitivo il proprio profilo, anzi ha messo assieme i peggiori difetti dei partiti che l’hanno generato.

3) La sinistra si può rilanciare solo se ci liberiamo da ogni pregiudizio di appartenenza, condividiamo un’analisi e costruiamo un contenitore che sia laboratorio di proposte e di iniziative, piuttosto che un condominio rissoso per definizione. Per fare ciò è necessario mettere in conto tutto. Ciò naturalmente non significa che bisogna, necessariamente e pregiudizialmente, partire da un nuovo soggetto politico .

4) Il percorso congressuale del PD non mi convince. Se si vuole evitare di disperdere il vero patrimonio di quel Partito, bisogna dare la possibilità agli iscritti e a chi vuole costruire un percorso comune di rilancio, di poter veramente contare attraverso un Congresso a Tesi e la scelta dei gruppi dirigenti e del Segretario fatta dagli iscritti. Mi soffermo sul PD e non credo di andare fuori tema, perché penso che l’ansia di rilancio dell’iniziativa della sinistra deve necessariamente trovare un riferimento nella forza certo sconfitta ma ancora più rappresentativa di quello che un tempo chiamavamo ” popolo di sinistra” e del quale ciascuno di noi, a vario titolo, ne ha fatto parte.

5) Sarebbe utile cominciare a declinare i punti contenuti nel testo che introduce questa iniziativa, a partire da una puntuale conoscenza dei bisogni del nostro territorio. Com’è noto qui si manifestano profonde contraddizioni ed è anche difficile declinare i bisogni sociali , da quelli primari ai bisogni di socialità, di cultura etc.

6) Per evitare sfilacciamento della pregevole iniziativa e cadere nella frustrazione del gesto estemporaneo e velleitario, sarebbe il caso di individuare alcune tematiche, a partire dalle più urgenti e pressanti, per acquisire conoscenze più robuste e offrire risposte convincenti e praticabili.

Ci sarebbe tanto ancora da dire ma non voglio disturbarti oltre.

Troveremo il modo di parlarne in presenza e in modo più approfondito.

Grazie.

Ciccio Riccio