Il primato dell’università della Calabria

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L’Università della Calabria entra per la prima volta nel ranking di QS, Quacquarelli Symonds, che fornisce un’analisi comparativa delle prestazioni di 1543 università in 88 Paesi del mondo. Ci rendiamo conto di come i calabresi veri e non piagnoni, non  invidiosi, non recriminativi siano una forza per tutta una collettività.

L’Università della Calabria entra per la prima volta nel ranking di QS, Quacquarelli Symonds, che fornisce un’analisi comparativa delle prestazioni di 1543 università in 88 Paesi del mondo.

L’Unical è tra le 4 new entry italiane per Fisica e astronomia. In particolare per quanto attiene al subject “Physics & Astronomy figura tra le 28 università italiane oggi presenti in classifica nell’area.

«Dopo la conferma ai vertici della classifica Censis – ha commentato il rettore, Nicola Leone – e, soprattutto, l’eccellente risultato ottenuto dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) che ci ha collocato tra i migliori atenei del Paese, il fatto che l’Unical entri anche nella classifica QS è un’ulteriore conferma dell’alta qualità del nostro ateneo ed attesta il percorso virtuoso che abbiamo intrapreso, che porterà la nostra università verso traguardi sempre più prestigiosi, con beneficio degli studenti e del territorio».

«Sono orgoglioso di questo ulteriore riconoscimento internazionale attribuito alla nostra università – ha aggiunto Leone – che viene inclusa, per la prima volta, nel “QS World University ranking”, una delle classifiche più prestigiose e consultate al mondo. Peraltro, oltre a valutare l’impatto e la consistenza delle ricerche delle università, la classifica QS considera anche il giudizio espresso da esperti terzi altamente qualificati, per cui questo risultato attesta la crescente reputazione che l’Unical sta conquistando in quest’area a livello nazionale e internazionale».

Il professore Riccardo Barberi, che è il direttore di quel Dipartimento, aggiunge: ‘’la classifica di QS World University è stilata sulla base di indicatori bibliometrici, cioè la qualità e l’impatto delle pubblicazioni scientifiche prodotte, e di indicatori della reputazione dei ricercatori e dell’università che li ospita. In particolare gli indicatori bibliometrici utilizzati sono l’indice di Hirsch e il numero di citazioni per ogni articolo pubblicato.

L’indice di Hirsch (detto anche fattore h), è un criterio per quantificare la prolificità e l’impatto scientifico di un autore, basandosi sia sul numero delle pubblicazioni, sia sul numero di citazioni ricevute. Secondo la definizione, uno scienziato o un’istituzione ha un indice n se almeno n lavori tra quelli che ha pubblicato sono stati citati almeno n volte ciascuno. In fisica sono considerati ottimi scienziati quelli che superano un fattore h di 30. Il fattore h del dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria è 74,4.Utilizzando la banca dati Scopus di Elsevier, una delle migliori al mondo, QS World University ha valutato che ogni articolo scientifico pubblicato da un ricercatore del dipartimento di Fisica viene citato in media 73 volte. Le reputazioni dei ricercatori del dipartimento di Fisica e quella dell’Università della Calabria sono state stabilite con interviste a livello internazionale, per cui questo livello di visibilità fa piacere (sebbene, personalmente non sia mai stato particolarmente attratto da queste classifiche)’’.

Noi – nel nostro piccolo – è da anni, da molti anni, che segnaliamo come questa Università così giovane debba essere il fiore all’occhiello della Calabria tutta, una rarità in un panorama non felice, il simbolo di come le cose possano e debbano essere diverse anche a queste latitudini. Quando parliamo con alcuni dei docenti, specie delle facoltà scientifiche (cito Mimmo Talia e Riccardo Barberi, entrambi calabresi, entrambi della provincia reggina, due scienziati riconosciuti a livello mondiale) ci rendiamo conto di come i calabresi veri e non piagnoni, non  invidiosi, non recriminativi siano una forza per tutta una collettività. Speriamo che questo fiore – che qualche decina di anni fa politici seri e illuminati vollero in quella landa dove prima d’estate si svolgevano le fiere degli animali – possa continuare a crescere. Che sia preso ad esempio questo fiore per dire che le cose possono essere diverse anche qui!