Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 6 Luglio.

Accadde che:

1785 (236 anni fa): il dollaro viene scelto all’unanimità come valuta degli Stati Uniti, è la prima volta che una nazione adotta una valuta con il sistema decimale. Il nome “Dollaro” deriva dalla valuta d’argento spagnola, derivante a sua volta dal termine “tallero“, una moneta che si diffuse in Europa, sotto l’Impero Asburgico. Durante la Guerra di Secessione, Abraham Lincoln autorizzò l’emissione della valuta a nome del governo Federale. Le banconote vennero denominate green backs per via del loro colore verde sul retro, proprio questo che diede vita alla tradizione americana di stampare i dollari in verde. Fino al 1791 il valore del dollaro si legava direttamente a quello dell’argento, dell’oro o da una combinazione di entrambi. Dal 1782 al 1873 oro e argentano supportarono liberamente il dollaro, con un sistema chiamato bimetallismo. Le denominazioni minori o uguali a un dollaro sono emesse in moneta, mentre quelle maggiori o uguali a un dollaro in banconote. Sia le banconote che le monete del dollaro statunitense non hanno raffigurazioni femminili. Il presidente degli Stati Uniti, nel marzo 2015, prese l’impegno di seguire la questione, dopo aver ricevuto una lettera di una bambina del Massachusetts, che scrisse alla Casa Bianca chiedendone i motivi. In seguito all’invio della lettera, nacque l’organizzazione no-profit Women on 20s, con l’obiettivo di influenzare le scelte sui futuri volti raffigurati sui dollari statunitensi.

1885 (136 anni fa): Louis Pasteur testa con successo il suo vaccino contro la rabbia. Il paziente è Joseph Meister, un bambino di 9 anni morso da un cane rabbioso. Dopo dubbi e paure, su consiglio di colleghi e medici, Pasteur decise di usare per la prima volta il preparato che aveva inventato. Furono dieci lunghi giorni di iniezioni, tredici somministrazioni, ciascuna più forte della precedente. Ma il ragazzo guarì e Pasteur ottenne l’ennesimo successo in campo medico della sua carriera scientifica. Pasteur, chimico e microbiologo francese, aveva condotto decine di esperimenti sugli animali per testare l’efficacia del preparato da lui inventato, contenente virus della rabbia estratto da animali infetti e inattivato, ottenuto a partire dalla materia cerebrale di conigli e ovini, da colture di cellule di embrione di pollo o di cellule umane diploidi e fatto essiccare per circa 5-10 giorni. Più precisamente, poiché molti degli animali, testati con iniezioni sotto pelle di materia cerebrale di altri animali uccisi dalla rabbia, morivano in pochi giorni a causa della virulenza della malattia, Pasteur capì che l’ambiente migliore per agire era proprio il cervello. Per questo modificò e migliorò il vaccino partendo dal midollo di animali morti di rabbia e iniettandolo poi sotto pelle. Sugli esseri umani però nulla era mai stato testato, ecco perché Joseph Meister rappresentò per il medico una vera scommessa. Un anno dopo le persone trattate e guarite divennero 350, di cui una sola deceduta. Negli anni a venire il vaccino venne modificato e migliorato e la sua evoluzione è tutt’ora in corso.

Scomparso  oggi:

1971 (50 anni fa): muore a Corona (New York) Louis Armstrong trombettista, cantante e attore statunitense. Nato a New Orleans il 4 agosto 1901 è stato uno tra i più famosi musicisti jazz del XX secolo, considerato una delle più grandi e influenti personalità in campo musicale del ‘900. Le sue innovazioni interpretative hanno permesso alla musica jazz di evolversi ed espandersi, aiutandola a diventare un genere celebre in tutto il mondo. Armstrong ebbe un’infanzia travagliata: i genitori si separano poco prima della sua nascita e il piccolo viene affidato alla nonna materna Josephine, mentre la madre, con tutta probabilità, si prostituiva. Le sue giornate trascorrono in bilico fra l’emarginazione e la delinquenza anche se, fortunatamente, un grande interesse nasce dentro di lui: la musica. Ancora troppo giovane per suonare la tromba o per apprezzarne potenzialità, si limita in quel periodo a cantare in un gruppo locale assai peculiare, dato che come palcoscenico aveva unicamente le strade. Quando finisce in riformatorio trova il modo di far musica: entra a far parte prima del coro dell’istituto e successivamente della banda, dove inizia suonando il tamburo. Uscito dal riformatorio inizia a frequentare pub e locali, nella speranza che gli si presenti la possibilità di suonare in qualche orchestra. In uno di questi vagabondaggi serali incontra Joe Oliver, considerato il migliore cornettista di New Orleans. Tra i due si instaura un ottimo rapporto, tanto è vero che Oliver, in procinto di trasferirsi, chiede di essere sostituito proprio da Louis. Successivamente, decide di intraprendere la carriera da solista, registra “Hot Fives and Hot Sevens” trasformando così il jazz in una delle più alte espressioni della musica, con la sua tromba chiara e brillante e la sua voce sporca, pescata direttamente dal fondo della gola. Da allora è solo un susseguirsi di successi. Proprio per la sua presenza carismatica contribuisce a rompere ogni barriera razziale, diventando una delle prime star di colore nella musica. La sua vita, oltre ai concerti dal vivo e alle tournée, si arricchisce di collaborazioni e comincia anche ad aprirsi al cinema, apparendo in alcune pellicole. Diventato ormai un’icona, negli ultimi anni era  diventato l’ambasciatore del jazz nel mondo. «Se tu non credi in Dio, non puoi capire il jazz veramente»: questa piccola verità Louis Armstrong avrebbe confessato al giornalista Carlo Mazzarella, alla fine degli anni Sessanta.