Il tempo dei ricordi

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Elsa Morante, Rome, 1961

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 18 Agosto.

Accadde che:

1587 (434 anni fa): a Roanoke nasce Virginia Dare, nipote del governatore John White: è la prima persona di origine inglese che nasce nel continente americano.  I suoi genitori erano Ananias Dare (muratore e piastrellista) e Eleanor White, figlia del pioniere John White, capo della spedizione. I coloni si erano stabiliti su Roanoke il 22 luglio dello stesso anno e White riuscì a stabilire rapporti pacifici con alcune tribù locali. In seguito all’uccisione di un colono, White fu costretto a recarsi in Inghilterra per chiedere aiuto, tuttavia per vari imprevisti non tornò a Roanoke prima del 1590. Il destino dei 115 coloni, compresa Virginia, è rimasto un mistero. Secondo alcune interpretazioni i coloni si sarebbero spostati sull’ isola di Croatoan (nota nel ventunesimo secolo come Hatteras), oppure è possibile che si siano integrati con le popolazioni indigene della zona. L’unica testimonianza della nascita di Virginia ci è arrivata attraverso il nonno, scampato alla sparizione di massa dei coloni. Virginia Dare è diventata un simbolo importante della tradizione americana. Per molti rappresenta l’innocenza e la purezza, proprie di una neonata, per altri invece è simbolo di un nuovo inizio, perciò di speranza, ed infine di mistero, poiché non si sa come sia proceduta la sua vita dopo la nascita. Negli anni ‘80 è anche diventata un simbolo dei diritti delle donne.

1940 (81 anni fa): avviene il Giorno più duro della battaglia d’Inghilterra, in cui entrambi gli schieramenti, quello inglese e quello tedesco, subirono il massimo delle perdite. Si tratta del tentativo tedesco di annientare l’aviazione e la contraerea britannica, distruggere installazioni e strutture produttive, e fiaccare il morale delle popolazioni mediante bombardamenti a tappeto della stessa Londra. La “Battaglia d’Inghilterra” fu combattuta tra i bombardieri ed i caccia tedeschi della Luftwaffe, ed i caccia britannici della RAF (Royal Air Force). Le perdite in uomini e mezzi furono alte da entrambe le parti; ma alla fine il piano tedesco fallì e questo impresse una svolta alla guerra. Però, quel 18 agosto 1940 molti ebbero l’impressione (rivelatasi poi infondata) che la Gran Bretagna fosse allo stremo, ed avrebbe capitolato entro breve tempo. Nel complesso, invece, la battaglia d’Inghilterra fu una significativa vittoria britannica. Si trattò certamente di una battaglia piccola, sia in termini di numero di combattenti impiegati che di perdite subite ma, se fosse stata vinta dai tedeschi, la storia si sarebbe svolta in maniera profondamente diversa. La vittoria britannica segnò il primo fallimento della macchina da guerra di Hitler e generò un netto cambiamento di orientamento dell’opinione pubblica statunitense, sino ad allora dubbiosa circa la capacità britannica di resistere ancora a lungo contro la Germania.

Nata oggi:

1912 (109 anni fa): nasce a Roma Elsa Morante scrittrice, saggista, poetessa e traduttrice, tra le più importanti narratrici del secondo dopoguerra. Figlia di Irma Poggibonsi, maestra elementare ebrea e di Francesco Lo Monaco, cresce tuttavia in casa del padre anagrafico Augusto Morante, istitutore in un riformatorio per minorenni. Alla fine degli studi liceali, lascia la famiglia e va a vivere per conto proprio; ma la mancanza di mezzi economici la costringe ad abbandonare la facoltà di Lettere. Negli anni Trenta vive infatti da sola, mantenendosi con la redazione di tesi di laurea, dando lezioni private di italiano e latino, ed in seguito collaborando a riviste e a giornali. Nel 1936 conosce Alberto Moravia, che sposerà nel 1941. Nel ’41 viene pubblicato anche il suo primo libro, “Il gioco segreto”, in cui è raccolta una piccola parte della vasta produzione narrativa destinata ai giornali. Le sue personali e familiari inquietudini, il suo appassionato gusto della finzione emergono già nel “Diario”, redatto dal 19 gennaio al 30 luglio 1938, ma pubblicato solamente nel 1990. Nel 1943 inizia a scrivere il suo primo romanzo “Menzogna e sortilegio”, interrompendone tuttavia la stesura per seguire il marito, indiziato di antifascismo, in Ciociaria. Nell’estate del ’44 ritorna a Roma, ma intanto il suo complicato e difficile rapporto con Moravia alterna momenti di comunicazione intensa, ad altri di distacco e malessere. In Elsa Morante, infatti, il bisogno di autonomia contrasta con una forte esigenza di protezione e di affetto. Allo stesso modo desidera e rifiuta la maternità, a cui rinuncia, ma di cui rimpiange, al tempo stesso, la possibilità perduta. Nel 1948 esce “Menzogna e sortilegio, con cui vince il premio Viareggio. I due coniugi, con il migliorare della loro situazione economica, si trasferiscono in un attico in via dell’Oca, che ben presto diverrà uno dei più frequentati ritrovi del mondo intellettuale romano. Nei primi anni Cinquanta la Morante collabora con la Rai, viaggia e lavora alla redazione del suo secondo romanzo “L’isola di Arturo”, che esce con notevole successo nel 1957, vincendo il premio Strega. Nel 1960, pur non abbandonando la residenza coniugale e il proprio studio ai Parioli, si trasferisce in un appartamento tutto per sé. In questi anni conosce il pittore newyorkese Bill Morrow, con il quale instaurerà un profondo e intenso rapporto, ma dovrà subire la sua perdita, quando il pittore morirà precipitando da un grattacielo. Nel 1962 si separa definitivamente dal marito. Gli anni successivi sono assai drammatici per la Morante appare tormentata dall’ossessione della morte del suo giovane amico e dalla minaccia della vecchiaia. Non solo, ma nella conferenza del 1965 “Pro e contro la bomba atomica”  e nelle poesie de “Il mondo salvato dai ragazzini”, si rileva anche una nuova forte inquietudine per i pericoli che minacciano l’umanità, insieme ad un nuovo desiderio di intervento sul mondo. Nel 1974 esce, ottenendo un immenso successo popolare, ma suscitando diverse polemiche e riserve, il suo terzo romanzo “La storia. Nel 1976 inizia la stesura del suo ultimo romanzo “Aracoeli, che porterà a termine e pubblicherà solamente nel 1982, essendosi fratturata nel 1980 un femore. Dopo aver subito un intervento chirurgico, trascorre gli ultimi anni di vita a letto, non potendo più camminare. Nell’aprile del 1983 tenta il suicidio aprendo i rubinetti del gas, ma viene salvata da una domestica. Dopo un nuovo intervento chirurgico rimane in clinica, a Roma, dove muore d’infarto il 25 novembre del 1985.