Il tempo dei ricordi

79
Foto: Brianza web

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 21 gennaio.

Accadde che:

1921 (101 anni fa ): a Livorno, viene fondato il Partito Comunista d’Italia, come sezione italiana dell’Internazionale Comunista in seguito al biennio rosso, alla rivoluzione d’ottobre e alla separazione dell’ala di sinistra del Partito Socialista Italiano. Scriveva Antonio Gramsci su “L’ Ordine nuovo”, il 13 gennaio 1921: “Il Congresso di Livorno è destinato a diventare uno degli avvenimenti storici più importanti della vita italiana contemporanea. A Livorno sarà finalmente accertato se la classe operaia italiana ha la capacità di esprimere dalle sue file un partito autonomo di classe, sarà finalmente accertato se le esperienze di quattro anni di guerra imperialista e di due anni di agonia delle forze produttive mondiali hanno valso a rendere consapevole la classe operaia italiana della sua missione storica. La classe operaia è classe nazionale e internazionale. Essa deve porsi a capo del popolo lavoratore che lotta per emanciparsi dal giogo del capitalismo industriale e finanziario nazionalmente e internazionalmente. Il compito nazionale della classe operaia è fissato dal processo di sviluppo del capitalismo italiano e dello Stato borghese che ne è l’espressione ufficiale”.

1998 (24 anni fa): Papa Giovanni Paolo II va in visita apostolica a Cuba e qui incontra anche Fidel Castro. È un giorno storico per la Chiesa e i rapporti con Cuba. Wojtyla arriva, dice, come “pellegrino della verità e della speranza” e il giorno della cerimonia di benvenuto lancia un appello: “Possa Cuba aprirsi al mondo con tutte le possiblità e possa il mondo aprirsi a Cuba”. Il Santo Padre ribadisce la necessità che nel Paese vengano rispettati i diritti umani. Nel corso del viaggio, avrà anche modo di criticare fortemente le misure restrittive imposte dall’embargo Usa. Incontrato Castro, rivolge queste parole: “Voglio che mi dica la sua verità, come uomo, come presidente, come Comandante della Rivoluzione. E anche la verità sul suo Paese, sulle relazioni tra la Chiesa e lo Stato, su tutto quello che è importante per noi e per tutti». Il titolo di prima del 22 gennaio 1998 è proprio questo: “Il Papa: da Castro voglio la verità. Da ieri sera a Cuba per portare la rivoluzione dell’amore”.

Scomparso oggi:

1924 (98 anni fa): muore a Gorki Leninskie (Russia) Lenin, pseudonimo di Vladimir Il’ič Ul’janov. Nato a  a Simbirsk, oggi Uianovks, (Russia) il 22 aprile 1870, è stato un rivoluzionario, politico e politologo, uno dei maggiori artefici della rivoluzione bolscevica, il primo tentativo di mettere in pratica su larga scala gli ideali socialisti. Lenin si avvicina alle teorie socialiste del filosofo Karl Marx, nel 1898 è tra i fondatori del Partito Operaio Socialdemocratico Russo e, in seguito, è confinato tre anni in Siberia per attività antizariste. Nel 1905 un’ondata di scioperi investe San Pietroburgo: nascono i Soviet e i consigli dei lavoratori. I socialdemocratici si spaccano: Lenin e la sua corrente sono per una rivoluzione che instauri immediatamente il socialismo e porti i Soviet al potere. La rivolta è comunque soffocata nel sangue dallo Zar e Lenin fugge all’estero. Il 3 Aprile torna in Russia ed espone le “Tesi di Aprile”, in cui attacca il governo provvisorio e auspica l’immediata presa del potere da parte di operai e contadini, in aperto contrasto con i suoi rivali di partito, i menscevichi. Il 25 Ottobre inizia la rivoluzione: i bolscevichi di Lenin prendono possesso di San Pietroburgo e Mosca e conquistano il potere. Le prime decisioni di Lenin sono: uscita dalla guerra e firma di un trattato di pace con la Germania, distribuzione di terre ai contadini, aumento del potere dei soviet nelle fabbriche, istituzione di organismi di controllo e repressione degli oppositori. Lenin diventa un mito e una figura di riferimento per i partiti operai di tutto il mondo. Prima di morire, all’età di 54 anni, nel suo testamento politico avverte i compagni di partito della pericolosità di Stalin, che riuscirà comunque a succedergli al potere.