Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 23 gennaio.

Accadde che:

1556 (466 anni fa): avviene uno dei terremoti più disastrosi della storia, con epicentro nella provincia dello Shaanxi, in Cina. Un’area larga circa 900 Km fu distrutta e in alcune contee il 60% della popolazione rimase ucciso. La maggior parte della popolazione, a quel tempo, viveva in caverne artificiali scavate in rocce molto friabili, molte delle quali crollarono durante il disastro causando per questo motivo il più alto numero di vittime da terremoto nella storia. Circa 830.000 persone potrebbero avervi perso la vita. Il terremoto danneggiò gravemente la foresta di Stele: delle 114 stele, 40 furono rotte dal terremoto. Lo studioso Qin Keda sopravvisse al terremoto e ne registrò i dettagli: “All’inizio del terremoto, la gente nelle case non dovrebbe uscire subito. Bisogna sdraiarsi a terra e aspettare la fortuna. Se anche il nido crolla, alcune uova possono rimanere intatte”. Questo potrebbe indicare che molte persone siano state uccise nella fuga, mentre avrebbero potuto sopravvivere rimanendo ferme.

1973 (49 anni fa): nel contesto degli Accordi di pace di Parigi di inizio anno, il Presidente statunitense Richard Nixon annunciò al mondo che un accordo per il cessate il fuoco era stato concluso da Henry Kissinger e la controparte nord vietnamita  Le Duc Tho. Tali accordi prevedevano la sospensione dei combattimenti, ed il ritiro delle truppe statunitensi. Il governo nord vietnamita, a cui veniva riconosciuto il diritto di rimanere nella parte meridionale del paese, si impegnava, inoltre, a liberare i prigionieri statunitensi. Gli accordi di Parigi rientravano in un piano più generale di progressivo sganciamento delle forze statunitensi dal conflitto vietnamita elaborato dall’amministrazione Nixon. Tale progetto imponeva una “vietnamizzazione” del conflitto. Si trattava, in sintesi, di uscire dal Vietnam attraverso un onorevole compromesso.

Nato oggi:

1832 (190 anni fa): nasce, a Parigi, Edouard Manet pittore. È stato uno dei primi artisti del XIX secolo a dipingere la vita, considerato il maggiore interprete della pittura pre-impressionista e fondamentale nella transizione dal realismo. Sin da giovane età ha la passione per l’arte, ma il padre tenta di impedirgli questa realizzazione. Gli storici dell’arte lo considerano l’artista che tra i primi rappresentò la vita quotidiana dei suoi contemporanei. I soggetti che Manet decise di portare sulla tela suscitarono immediatamente grandi polemiche, perché si allontanavano dai modelli accademici. Infatti, al tempo i contenuti delle opere d’arte erano fortemente codificati e la figura umana doveva seguire precise regole rappresentative. Soprattutto nella rappresentazione della figura femminile, i riferimenti al mondo classico erano obbligatori. Ad esempio un nudo di donna era ammesso purché in forma classica, somigliante alle statue greche o romane. Per questo con i dipinti del 1863 intitolati “Colazione sull’erba” e “Olimpia”, Manet creò immagini scandalose di corpi femminili. Le protagoniste non sono giovani classiche in posa, ma sembrano popolane o borghesi colte in momenti di quotidianità sconveniente. Nel 1879 l’artista è colpito da una grave malattia, l’atassia locomotoria, che lo avrebbe accompagnato fino alla morte. Nel 1881 inizia ad avere i primi riconoscimenti dal suo Paese, infatti, è insignito della Legion d’Onore dalla Repubblica francese e premiato presso il Salon. Il 6 aprile 1883 la malattia lo indebolisce ulteriormente, al punto che gli viene amputato il piede sinistro. Dopo una lunga agonia, Ėdouard Manet muore, a Parigi, il 30 aprile 1883, all’età di 51 anni.