Il tempo dei ricordi

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Foto: lac news

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 13 Febbraio.

Accadde che:

1927 (95 anni fa): in Italia viene istituita la tassa sul celibato, durante il periodo fascista. Il proposito era quello di favorire i matrimoni e, di conseguenza, incrementare il numero delle nascite. Secondo lideologia fascista, una popolazione numerosa era indispensabile per perseguire gli obiettivi di grandezza nazionale che si pretendeva spettassero allItalia, oltre che per avere un esercito. Il più numeroso possibile interessava i celibi di età compresa tra i 25 e i 65 anni. Era composta da un contributo fisso che variava a seconda dell’età: partiva da 70 lire per le fasce più giovani, tra i 25 e i 35 anni, salendo poi a 100 lire fino a 50 anni, per poi abbassarsi, se si superava tale età, a 50 lire. Dai 66 anni si veniva esentati da tale pagamento. Tali importi furono aumentati due volte: nell’aprile 1934 e nel marzo 1937, con una aliquota aggiuntiva che variava a seconda del reddito del soggetto. L’importo era devoluto all’Opera Nazionale Maternità e Infanzia. Nonostante la misura legislativa, negli anni successivi, si verificò una decrescita del tasso di natalità. La tassa fu abolita dal Governo Badoglio il 27 luglio 1943.

1983 (39 anni fa): a Torino, avviene l’incendio del Cinema Statuto, che provoca la morte di 64 spettatori, quasi tutti ragazzi. Quella sera, un corto circuito provocò delle scintille che diedero fuoco ad una tenda, quella che separava il corridoio di destra dal quale si accedeva in platea che, cadendo, diede fuoco alle sedie adiacenti. Le persone urlavano, cercavano di scappare. Erano circa 100 gli spettatori presenti quella sera al cinema. Nonostante una delle vie duscita principali fosse invasa dalle fiamme, alcuni di loro riuscirono a mettersi in salvo recandosi alle varie uscite di emergenza, ma le trovarono quasi tutte chiuse. Cinque uscite su sei erano chiuse a chiave per evitare lingresso di persone senza biglietto dallesterno. Il gestore, nellatrio della biglietteria, sentì le mani che, freneticamente, sferravano colpi, ma decise di non accendere la luce per evitare il panico. Decisione fatale. Intanto le persone in galleria, non si accorsero di nulla se non quando ormai era troppo tardi. Morirono tutti; molti corpi furono ritrovati ancora seduti, due fidanzati di ventanni abbracciati, molti ammassati nei bagni, nel tentativo di ripararsi dalle fiamme. In galleria non si vide il fuoco, arrivò solo il fumo, quello tossico. La combustione dei vari materiali usati per larredamento e quella del tessuto che ricopriva le poltrone emanò ossido di carbonio e acido cianidrico. La galleria si trasformò in una camera a gas e bastarono meno di tre minuti per far spegnere tutte quelle vite. Il processo, che ne seguì, condannò 6 persone degli 11 imputati, tra cui il proprietario.

Nato oggi:

1941 (81 anni fa): nasce a Soveria Mannelli (Catanzaro) Rosario Rubbettino editore. Egli era uso portare gli occhi verso il cielo per pregare, non per avvistare se mai piovesse la manna sulla sua tipografia, fondata nel 1973, con il sudore della sua fronte, a Soveria Mannelli. Quella piccola tipografia è diventata negli anni una grande moderna tipografia e, accanto ad essa, è cresciuta una grande casa editrice di respiro nazionale ed europeo. La piccola tipografia, infatti, diventò uno stabilimento di 10 000 m² dotato di macchinari di ultima generazione. Dopo gli inizi piuttosto complicati, nel 1976 lazienda si dota di un vero e proprio stabilimento industriale fornito di nuove tecnologie: le linotype fanno posto ai primi sistemi di composizione elettronica, il piombo fa spazio alla stampa offset. Arrivano i primi videoimpaginatori e con essi la prima fotounità, i tavoli per il montaggio delle pellicole, i torchi, le prime macchine da stampa offset. Grazie al successo dellattività di Rosario Rubbettino, si è sviluppata unintera realtà locale. La Casa editrice ha acquisito notorietà nazionale nel 1987, grazie alla recensione di Leonardo Sciascia al libro La mafia durante il fascismo” dello storico britannico C. Duggan. Il nuovo stabilimento viene inaugurato nel 2000, ma dopo pochi mesi, il 7 ottobre 2000, Rosario Rubbettino muore prematuramente a causa di una neoplasia. Allepoca, il catalogo della casa editrice, contava oltre 2000 titoli con una produzione di 150 volumi l’anno.