Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 23 Febbraio.

Accadde che:

303 (1719 anni fa ): inizia della persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano. La scelta del giorno non è casuale per questo principe che celebrava le vecchie divinità con grande fervore. Il 23 febbraio era, infatti, la festa di Terminus, il dio che proteggeva la stabilità dei confini, ponendo l’inizio della persecuzione contro i cristiani sotto la protezione di Terminus, Diocleziano intendeva chiudere un’epoca di lotte e di instabilità che aveva funestato l’impero per quasi un secolo. Il giorno dopo, con l’editto, l’imperatore ordinava la distruzione di tutte le chiese e dei libri sacri, la perdita delle cariche e dei diritti civili per tutti i senatori, cavalieri e decurioni di religione cristiana e il ritorno in schiavitù per i liberti cristiani in servizio nei palazzi imperiali.  L’evento che scatenò l’inizio della persecuzione fu un incendio che si sviluppò nel palazzo imperiale di Nicomedia, di cui furono incolpati subito i Cristiani. La persecuzione fu sicuramente la più dura mai vista fino ad allora, ma ebbe diversa intensità ed efficacia nelle varie province.

1945 (77 anni fa): sei Marines statunitensi piantano la bandiera Americana sopra il rilievo, squarciato dalla battaglia dell’isola di Iwo Jima, una roccaforte giapponese strenuamente difesa. Il fotografo Joe Rosenthal ebbe fortuna e catturò il momento in un’unica immagine divenuta immortale. Nell’arco di qualche settimana la fotografia divenne il simbolo del governo statunitense 7th War Bond drive e la scena è stata riprodotta molte volte sullo schermo. La foto cattura il momento essenziale, nel ritrarre il coraggio e il cameratismo di uomini combattenti. Le bandiere issate a Iwo Jima ebbero un effetto immediato sui Marine in tutti i 21 chilometri quadrati dell’isola. E mentre la prima bandiera veniva issata, suonavano le trombe della flotta d’invasione e i soldati sparavano in aria colpi con le loro pistole.

Scomparso oggi:

1942 (80 anni fa): muore a Siderno, Luigi Misuraca saggista, filosofo e poeta. Nato, a Siderno, il 28 giugno 1859, terminate le scuole superiori in Calabria, andò all’Università a Napoli, dove conseguì la laurea in Giurisprudenza. In questo periodo si interessò anche di problemi sociali e politici, ed abbracciò pure le idee repubblicane, tanto che nel 1882 venne imprigionato nel carcere, poiché partecipò a una manifestazione nel corso della quale invece della marcia reale si tentò di far suonare l’inno di Garibaldi, al grido  di Viva l’Italia Abbasso Casa Savoia. Dal 1884 in poi collaborò con alcuni periodici dell’epoca, dove scrisse un articolo sul problema della diffusione del colera e sulle precauzioni prese nei paesi come Roccella, Gioiosa, Siderno, Gerace, Ardore, Bovalino e altre. A Siderno esercitò prima la professione di avvocato e si impegnò nella vita politico-amministrativa sidernese; fu eletto consigliere comunale nel 1887 e ricoprì tale carica fino al 1896; rientrò come consigliere comunale nel 1903 nella lista che appoggiò il sindaco Pietro Campoliti e mantenne tale carica fino al 1909, partecipando attivamente alla lotta politica dell’epoca, fatta anche di satiriche poesie e sonetti. Tra le sue opere più importanti: “Il cuore di un socialista”, “Un pò di storia” e “Rimembranza”.