Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 9 Marzo.

Accadde che:

1562 (460 anni fa): a Napoli, furono vietati i baci in pubblico. Chiunque fosse stato sorpreso a scambiare effusioni di qualsiasi genere, in luoghi cittadini, sarebbe stato condannato a morte. Ancora oggi, il divieto sembra assurdo, senza alcuna apparente ragione. Ed ancora oggi gli storici non riescono a trovare una spiegazione plausibile ad un divieto così assurdo, ed una punizione così esemplare. Due le ipotesi che potrebbero avvicinarsi alla realtà: in primis, all’epoca infuriavano spesso vere e proprie “battaglie” tra cittadini e popolani napoletani per questioni legate a donne, che spesso erano solo vittime a loro volta. Queste ultime, spesso, venivano aggredite e violentate, e mancava una legge che “dividesse” la violenza sessuale vera e propria dal semplice approccio. Ed infatti, non essendovi differenza, fu deciso di punire tutti quegli atti “contro l’altrui pudicizia e che non consistevano nella congiunzione carnale”.  Ma forse la verità sta in un’altra ipotesi, più pratica. Poco prima della comparsa di questa legge, vi erano stati casi di violenti epidemie di peste a Venezia e Torino. I veneziani, soprattutto, navigavano un po’ tutto il Mediterraneo e commerciavano anche con Napoli, dove attraccavano. E dunque potevano essere veicoli per la peste, che attraverso i baci poteva diffondersi in città. Una motivazione dunque igienico-sanitaria.

1908 (114 anni fa): nasce Il Football Club Internazionale Milano, ovvero l’Inter, fondato da 44 soci dissidenti del Milan. La volontà dei dissidenti è quella di accettare anche giocatori stranieri, quindi rendere la squadra “internazionale”. E sarà proprio questo il nome della squadra anche se originariamente la volontà dei dirigenti della nuova società fosse quella di mettere “Milano” come appellativo principale. La presenza del Milan suggerì però di scegliere “Internazionale”. Il pittore Giorgio Muggiani, il più attivo fra gli scissionisti, disegnò il promo distintivo del club e scelse i colori sociali: “Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo i fratelli del mondo”. Nei decenni seguenti sono numerosi i successi della società neroazzurra: 18 scudetti, 7 Coppe Italia e 5 Supercoppe italiane in campo nazionale; 3 Coppe dei Campioni/Champions League, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa del mondo per club e 3 Coppe UEFA in campo internazionale; terzo club italiano per numero di titoli ufficiali vinti (39) – dopo Juventus (67) e Milan (48) – e per vittorie in competizioni internazionali, alle spalle di Milan (18) e Juventus (11). Importante altresì laver centrato, nella stagione 2009-2010, un fantastico triplete, primo club italiano, vincendo campionato, Coppa Italia e Champions League.
Nella stagione 2018/19 è nata la sezione calcistica femminile della società.

Nato oggi:

1883 (139 anni fa): nasce, a Trieste, Umberto Saba, pseudonimo di Umberto Poli poeta. Il futuro poeta cresce, quindi, in un contesto malinconico per la mancanza della figura paterna, che abbandonò la famiglia. Per tre anni viene allevato da Peppa Sabaz, balia slovena, che dona al piccolo Umberto tutto l’affetto di cui dispone, Saba avrà modo di scrivere di lei citandola come “Madre di gioia”. Nel 1911, con lo pseudonimo di Umberto Saba pubblica il suo primo libro: “Poesie”. Seguiranno “Coi miei occhi (il mio secondo libro di versi)”, oggi noto come “Trieste e una donna”. Lo pseudonimo pare sia di origine incerta; si pensa che lo scelse o in omaggio alla sua adorata balia, Peppa Sabaz, o forse in omaggio alle sue origini ebraiche (la parola ‘saba’ significa ‘nonno’).  Nel 1922, vede la luce il “Canzoniere”, che raccoglie tutta la sua produzione poetica del periodo. La sua poesia si volge sia al proprio mondo interiore, che alla realtà quotidiana. Saba sostiene che la poesia deve essere onesta”, veritiera, fondata su un tenace sforzo dell’intelletto” e su una disinteressata grandezza d’animo”. La sua poetica è caratterizzata da un linguaggio semplice, quotidiano, che però va a fondo nellinteriorità del poeta, facendo emergere inquietudine e fragilità. Muore, a Gorizia, il 25 agosto 1957.