Il tempo dei ricordi

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Foto: opinio juris

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 31 Marzo.

Accadde che:

1889 (133 anni fa): viene inaugurata, a Parigi, la Torre Eiffel, aperta ufficialmente il 6 maggio dello stesso anno, per l’avvio dell’Esposizione Universale del 1889 (nel centenario della Rivoluzione Francese). La sua costruzione fu una straordinaria impresa ingegneristica, alta all’epoca 312 metri (oggi ne misura 324, con le antenne televisive) rimase fino al 1930 l’edificio più alto del mondo, superato solo dalla costruzione del Chrysler Building a Manhattan, a sua volta battuto, nel 1931, dall’Empire State Building.  Il progetto di Gustave Eiffel, ingegnere francese specializzato nella costruzione di ponti metallici, fu scelto tra altre 100 proposte presentate al governo francese, in occasione dei lavori di preparazione per l’Expo. In molti, la ritenevano esteticamente inferiore rispetto alle altre architetture parigine, alcuni la chiamano ancora oggi “l’asparago di ferro. Dal giorno della sua apertura, vi sono salite 250 milioni di persone. Eppure, inizialmente, il pubblico mostrò resistenza a salire, poiché la considerava poco sicura. Nonostante le precarie condizioni di sicurezza durante la fase di costruzione, solo uno dei 300 operai impiegati perse la vita, nel corso dell’installazione degli ascensori.

1930 (92 anni fa): viene istituito il Codice Hays nel cinema, che imporrà nei successivi quarant’anni rigide regole comportamentali nel trattamento di temi come sesso, crimine, religione e violenza. Iniziò, però, ad essere applicato solo nel 1934 e abbandonato nel 1967 a favore del successivo MPAA film rating system. Esso era costituito da tre principi:
– Non sarà prodotto nessun film che abbassi gli standard morali degli spettatori. Per questo motivo la simpatia del pubblico non dovrà mai essere indirizzata verso il crimine, i comportamenti devianti, il male o il peccato.
– Saranno presentati solo standard di vita corretti, con le sole limitazioni necessarie al dramma e all’intrattenimento.
– La Legge, naturale, divina o umana, non sarà mai messa in ridicolo, né sarà mai sollecitata la simpatia dello spettatore per la sua violazione.

Scomparso oggi:

1980 (42 anni fa): muore, a Tucson (Arizona), Jasse Owens velocista e lunghista. Nato, in Alabama (Stati Uniti), il 12 settembre 1913, per qualcuno, infatti,  è stato il più grande personaggio sportivo del XX secolo; per altri è un’icona, il simbolo stesso dei Giochi Olimpici. Jesse Owens mostra fin da giovane un evidente talento per le discipline sportive. Non possiede i soldi necessari a comprare costose attrezzature per praticare altri sport diversi dall’atletica leggera, così si dedica alle discipline della corsa. Negli USA, è il periodo caldo della segregazione razziale quando nel 1933 Owens è costretto ad alcune difficili esperienze: vive all’esterno del campus universitario con altri atleti afro-americani, nei viaggi con la squadra sportiva pranza in ristoranti per soli neri. Nell’anno che precede le Olimpiadi, Owens sbalordisce l’intero paese e fa conoscere il suo nome oltreoceano, dove scende in pista all’ultimo momento, perché reduce da un infortunio alla schiena e in un lasso di tempo inferiore ad un’ora eguaglia il record mondiale nei 100 metri, stabilisce quello nel salto in lungo, vince la gara dei 200 metri e quella dei 200 metri a ostacoli. Ai Giochi Olimpici vince ben 4 medaglie d’oro: nei 100 metri (stabilisce il record mondiale: 10,3”), nei 200 metri (record olimpico: 20,7”), nel salto in lungo (record olimpico: 806 cm) e nella staffetta 4 x 100 (record mondiale: 39,8”). Bisognerà attendere 48 anni, alle Olimpiadi di Los Angeles 1984, per vedere un altro uomo, l’americano Carl Lewis, capace di ripetere l’impresa di Owens. Jesse Owens, il lampo d’ebano, come molti giornali l’avevano ribattezzato, è morto di cancro ai polmoni all’età di 66 anni. Nel 1984, alla sua memoria, è stata dedicata una strada di Berlino.