Il tempo dei ricordi

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Foto: infobae

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data dell’11 Aprile.

Accadde che:

1947 (75 anni fa): Jackie Robinson è stato il primo afroamericano a giocare nelle Major Leagues di baseball. Ha avuto un ruolo importante nel porre fine alla segregazione razziale nel baseball professionistico. Il suo carattere e le sue capacità hanno messo in discussione le solite basi della segregazione. A parte il suo impatto culturale, Robinson ha avuto una buona carriera nel baseball. Nel corso di dieci stagioni, ha giocato in sei World Series, è stato selezionato per sei All-Star Games consecutivi dal 1949 al 1954. Ha ricevuto il primo premio MLB Rookie of the Year Award, nel 1947. Nel 1949 ha anche vinto il premio di giocatore più prezioso della Lega Nazionale. Robinson è stato inserito nella Baseball Hall of Fame nel 1962. Nel 1997, la Major League Baseball ritirò il suo numero di maglia, 42, in tutte le squadre della Major League.

1961 (61 anni fa): il cantante Bob Dylan debutta a New York, in un locale del Greenwich Village. Poco prima dell’esibizione il proprietario, un calabrese di nome Mike Porco, manda sul palco un ragazzino che non ha ancora compiuto 20 anni, si chiama Robert Allen Zimmerman, dopo un paio di mesi di gavetta in altri locali a New York è pronto per affrontare da solo il pubblico. Quel ragazzo di lì a un anno pubblicherà il suo primo disco per la Columbia e cambierà legalmente il nome in Bob Dylan. Fu proprio in questo locale che Dylan suonò per la prima volta “Blowin’ in the wind”. La musica, la poetica e la sua stessa figura hanno segnato senza dubbio la cultura mondiale del dopoguerra. Dylan è un personaggio multiforme e imprevedibile e ogni tratto della sua personalità merita un capitolo a parte. Distintosi anche come scrittore, poeta, attore, pittore, scultore e conduttore radiofonico, è una delle più importanti figure degli ultimi cinquant’anni nel campo musicale, in quello della cultura popolare e della letteratura a livello mondiale. La maggior parte delle sue canzoni più conosciute risale agli anni sessanta, quando l’artista si è posto come figura chiave del movimento di protesta americano. Canzoni come Blowin’ in the Wind e The Times They Are A-Changin’ sono diventate gli inni dei movimenti pacifisti e per i diritti civili. Nel corso degli anni Dylan ha ampliato e personalizzato il suo stile musicale arrivando a toccare molti generi diversi come country, blues, gospel, rock and roll, rockabilly, jazz e swing, ma anche musica popolare inglese, scozzese ed irlandese. Tra i molti riconoscimenti che gli sono stati conferiti vanno menzionati almeno il Grammy Award alla carriera nel 1991, il Polar Music Prize (ritenuto da alcuni equivalente del premio Nobel in campo musicale) nel 2000, il Premio Oscar nel 2001, il Premio Pulitzer nel 2008, la National Medal of Arts nel 2009 e la Presidential Medal of Freedom nel 2012. La rivista Rolling Stone lo inserisce al secondo posto nella lista dei 100 miglior artisti e al settimo in quella dei 100 migliori cantanti. Nel 2015 è stato nominato, sempre dalla stessa rivista, come il più grande cantautore di tutti i tempi.

Scomparso oggi:

1987 (35 anni fa ): muore suicida, a Torino, Primo Levi scrittore, chimico, partigiano e superstite dell’Olocausto italiano. Nato, a Torino, il 31 luglio 1919 è ricordato soprattutto per essere stato testimone delle deportazioni naziste, sopravvissuto ai lager nazisti.  Dopo il Liceo si iscrive alla Facoltà di Scienze alla locale Università, consegue la laurea con lode nel 1941. Un piccolo particolare macchia però quell’attestato. Esso, infatti, riporta la dicitura “Primo Levi, di razza ebraica”. Nel 1943 si rifugia sulle montagne sopra Aosta, unendosi ad altri partigiani; viene però quasi subito catturato dalla milizia fascista. Un anno dopo si ritrova internato nel campo di concentramento di Fossoli; successivamente viene deportato ad Auschwitz. L’orribile esperienza della sua prigionia è raccontata con dovizia di particolari in una delle sue opere più celebri: il romanzo-testimonianza, “Se Questo è un uomo”, pubblicato nel 1947. Nel libro traspare il grandissimo senso di umanità e di altezza morale, nonché di piena dignità dello scrittore. In un’intervista concessa poco dopo la pubblicazione, Primo Levi afferma di essere disposto a perdonare i suoi aguzzini e di non provare rancore nei confronti dei nazisti. Ciò che gli importa, dice, è solo rendere una testimonianza diretta, allo scopo di fornire un contributo personale affinché si eviti il ripetersi di tali e tanti orrori. Levi viene liberato il 27 gennaio 1945 in occasione dell’arrivo dei Russi al campo di lavoro Buna-Monowitz (in Polonia, situato nelle vicinanze di Auschwitz). Il suo rimpatrio in Italia avviene solo nell’ottobre successivo. Nel 1963 Primo Levi pubblica il suo secondo libro “La tregua” cronache del ritorno a casa dopo la liberazione. Primo Levi  muore suicida, probabilmente lacerato dalle strazianti esperienze vissute e dal quel sottile senso di colpa che talvolta, assurdamente, si ingenera negli ebrei scampati all’Olocausto: di essere cioè “colpevoli” di essere sopravvissuti.