L’era della parata e i politici da processione

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Ormai è diventata una moda e giustamente il cronista non può fare altro che decifrarla e renderla pubblica, cercando di spiegare le cause e gli effetti di questa nuova moda.

Succede da un po’ di tempo ormai che nei nostri paesi ad imitazione di quello che fa la politica nazionale, ed in tempo in cui tutta l’umanità avrebbe bisogno di altro per superare la pandemia del covid e le concause del conflitto in Ucraina, che si utilizzi molto il sistema dell’inaugurazione, o della presentazione meglio ancora di possibili finanziamenti. Questo sistema prevede un’organizzazione meticolosa, con tutto quello che fa immagine. Quindi pubblicità su social e video, poi preparazione di tavoli e tavoloni, microfoni, amplificazioni, servizio d’ordine, foto, abbracci e cotillon. Il tutto per apparire, per sapere che ci siamo, che siamo splendidi e fotogenici. Quando ce un’inaugurazione partono tutti, dalla prefettura, al vicepresidente della Regione Calabria, al presidente della Città Metropolitana di Reggio Calabria, il consigliere regionale, il consigliere della Città Metropolitana. Il presidente e il vicepresidente, i sindaci, i consiglieri, sono tutti in processione. L’unica attività di alcuni politici ormai è solo, ed esclusivamente la partecipazione a inaugurazioni, convegni, presentazioni e programmi TV, ma di politica? Niente. Un politico che ha realizzato molto alla mia domanda come mai non voleva organizzare manifestazioni, mi rispondeva, che i cittadini hanno diritto a questi servizi, non è merito di nessuno costruirle, ma si fa solo il proprio dovere, mentre i cittadini avrebbero dovuto avere molto di più dallo Stato, perché è un loro diritto.

Questo vorrei consigliare a chi fa politica oggi, di fare meno selfie, meno processione, leggere più atti e realizzare i bisogni dei cittadini senza cercare meriti.

Saluti.