Il tempo dei ricordi

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Foto: Vatican News

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 13 Aprile.

Accadde che:

1870 (152 anni fa): viene fondato il Metropolitan Museum of Art di New York. Si trattava di istituire e conservare un museo e una biblioteca d’arte, di incoraggiare e incrementare lo studio delle belle arti. La sua sede principale si trova sul lato orientale del Central Park, lungo quello che viene chiamato il Museum Mile (cioè il “Miglio dei musei”). Nel 1986 è stato inserito nella lista dei National Historic Landmark. Sono permanentemente esposte opere risalenti all’ antichità classica e all’antico Egitto, dipinti e sculture di quasi tutti i più grandi maestri Europei e una vasta collezione di arte statunitense e moderna. Il Met possiede anche una notevole quantità di opere d’arte africane, asiatiche, dell’Oceania, bizantine e islamiche. Il museo ospita anche delle collezioni enciclopediche di strumenti musicali, abiti e accessori d’epoca e armi provenienti da tutto il mondo. Oltre all’esposizione permanente, il Met organizza ed ospita grandi mostre itineranti per tutto il corso dell’anno.

1986 (36 anni fa): Papa Giovanni Paolo II visita il Tempio Maggiore di Roma: è la prima volta nella storia che un Papa entra in una sinagoga. Accolto con gioia e a braccia aperte dal rabbino capo Elio Toaff, per molti ebrei Wojtyla è il pontefice che più ha fatto per avviare un proficuo dialogo ebraico-cristiano. L’abbraccio Giovanni Paolo II e il rabbino capo di Roma, Elio Toaff, suggellava, infatti, una visita che resterà impressa nei cuori e nei ricordi di tante persone. Quel giorno di aprile, per la prima volta un Papa varcava la soglia della Sinagoga compiendo un gesto che i suoi Successori avrebbero poi ripetuto. Tappa, dunque, di un cammino importante fatto anche delle preghiere dei Papi scritte su un biglietto e inserito nelle fessure del Muro del Pianto a Gerusalemme così come delle visite ad Auschwitz e da altri gesti. Nella ricchezza del discorso tenuto in quell’occasione, Papa Wojtyla sottolineava il legame del cristianesimo con l’ebraismo e, richiamandosi proprio alla dichiarazione del Concilio su “Le relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane”, ricordava come la Chiesa “deplora gli odi, le persecuzioni e tutte le manifestazioni dell’antisemitismo dirette contro gli ebrei ogni tempo da chiunque”. Papa Giovanni, una volta uscito dalla sinagoga, fece fermare la macchina per benedire la folla di ebrei che uscivano da quello stesso Tempio.

Nato oggi:

1808 (214 anni fa) nasce, a Firenze, Antonio Meucci inventore, celebre per lo sviluppo di un dispositivo di comunicazione vocale a distanza, che egli chiamò «telettrofono» e che diverse fonti accreditano come il primo telefono. La sua partecipazione ai moti rivoluzionari del 1831 lo costringea trovare riparo in America. Meucci raggiunge prima Cuba e poi, nel 1845, New York dove mette su una piccola azienda per la produzione di candele in paraffina. Tra il 1850 e il 1853 accoglie ed elegge a socio della sua azienda l’amico Giuseppe Garibaldi. Meucci, che ha una buona preparazione in meccanica e chimica, ha effettuato numerose invenzione e le ha anche brevettate. Ma il suo nome è legato all’invenzione principale, quella del telefono. Nel 1854 perfezionando uno strumento sperimentato a Cuba, mette a punto infatti il “telettrofono”: il primo telefono elettrico, costituito un diaframma vibrante collegato a un magnete. Gli serve per comunicare dal suo ufficio con la moglie, ammalata. Meucci brevetta il suo apparecchio nel 1871. Purtroppo, a causa della mancanza di risorse, è un brevetto temporaneo, da rinnovare ogni anno. Le sue difficoltà economiche e il rifiuto della Western Telegraph di finanziarlo gli impediscono di continuare a migliorare e, soprattutto, a far conoscere la sua invenzione. Nel 1876 il signor Alexander Graham Bell brevetta un apparecchio simile e rivendica la priorità dell’invenzione. Meucci sospetta che Bell gli abbia copiato i disegni, essendone venuto in possesso. Ne segue una lunga disputa giudiziaria, non del tutto limpida, che vede Meucci soccombere. Antonio Meucci è morto, a New York, il 18 ottobre 1889. L’11 giugno 2002, il Congresso degli Stati, Uniti ha ufficialmente riconosciuto che Antonio Meucci è stato l’inventore del telefono.