Il tempo dei ricordi

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Foto: Russia beyond

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 22 Aprile.

Accadde che:

1500 (522 anni fa): la flotta portoghese, comandata dal navigatore aristocratico Pedro Alvares Cabral avvista la costa nord-orientale del Brasile. Il 15 febbraio del 1500, Cabral viene nominato comandante in capo di una flotta che doveva raggiungere l’India e insieme agli altri capitani, avrebbero comandato 13 navi e 1.500 uomini. La flotta lascia Lisbona, il 9 marzo, del 1500 e per sfruttare i venti ed evitare le correnti della costa africana, Cabral ricorre alla tecnica di navigazione conosciuta dai portoghesi e detta volta do mar (letteralmente: virata del mare); questa tattica lo indirizza verso una rotta molto occidentale e la corrente equatoriale dell’Atlantico fa il resto. Il 9 aprile le navi attraversano l’equatore e il 22 aprile gettano l’ancora nel punto più orientale della costa brasiliana. Cabral decide di proseguire la navigazione lungo la costa alla ricerca di un ancoraggio adatto che trova il giorno successivo a Porto Seguro, una sessantina di chilometri più a sud dell’attuale città di Bahia. Per celebrare l’avvenimento, i portoghesi costruiscono una massiccia croce di legno, mentre Cabral verifica che la nuova terra si trovi a est della linea di demarcazione tra Portogallo e Spagna, così come era stato specificato nel trattato di Tordesillas: a est territori di pertinenza portoghese, a ovest spagnola. Il Brasile, che avrebbe assunto questo nome da quello locale del legno, rientrava pienamente nella sfera d’influenza assegnata al Portogallo.

1967 (55 anni fa): a Torino, debutta la Fiat 125. Progettata in diciotto mesi dall’ ingegnere Carlo Giacosa, la Fiat 125 nasce come prodotto di punta della nota casa automobilistica torinese che sperava, lanciando una nuova macchina, di bloccare il calo delle vendite registrato negli ultimi mesi. Accessibile per il suo costo e innovativa per le sue prestazioni, la Fiat 125 fu accolta positivamente dal pubblico e divenne in breve tempo una delle macchine più vendute tanto che ne seguirono svariati modelli. La nuova berlina Fiat era tra le poche auto della sua categoria con l’abitacolo senza parti di lamiera in vista. Infine, la Fiat 125 fu una delle primissime automobili a montare di serie il tergicristallo con comando ad intermittenza.

Nato oggi:

1870 (152 anni fa): nasce, a Simbirsk (Russia) Lenin, pseudonimo di Vladimir Il’ič Ul’janov, è stato un rivoluzionario e politico. Protagonista del ventesimo secolo, è stato il leader della Rivoluzione d’Ottobre, grazie a cui verrà fondato il primo stato sovietico. Studente eccellente, dopo il diploma si iscrisse alla facoltà di legge da cui venne, però, espulso per le sue idee politiche troppo radicali; quindi completò i suoi studi senza frequentare i corsi, laureandosi nel 1891. Trasferitosi a San Pietroburgo,  divenne un rivoluzionario di professione, ed in seguito ad agitazioni rivoluzionarie,  fu arrestato ed esiliato in Siberia, dove sposò Nadezda Krupskaja. Dopo il confino siberiano Lenin, che adottò questo pseudonimo nel 1901, trascorse la maggior parte del decennio successivo in diversi paesi dell’ Europa occidentale, dove si distinse come figura di spicco del movimento rivoluzionario internazionale, divenendo poi il leader della fazione bolscevica del POSDR (Partito Operaio Socialdemocratico Russo). Nel 1917, appoggiato dai tedeschi, che speravano in un indebolimento dei russi dal punto di vista militare, Lenin tornò in patria dove iniziò il suo lavoro di opposizione contro il governo provvisorio che aveva rovesciato il regime zarista, diventando il capo di quella che passò alla storia come la Rivoluzione d’Ottobre: dopo quasi tre anni di guerra civile, i bolscevichi  assunsero il controllo totale del paese. Quando i suoi sforzi per trasformare l’economia russa in un modello socialista raggiunsero una fase di stallo, egli seppe introdurre una nuova politica economica, per la quale venivano nuovamente autorizzate le imprese private.  Nel 1918 sopravvisse ad un attentato, ma rimase gravemente ferito e, nel 1922, fu colpito da un ictus da cui non si riprese mai completamente. Nei suoi ultimi anni, si preoccupò molto sia per l’eccessiva burocratizzazione del regime, sia per il crescente potere del suo futuro successore, Iosif Stalin. Morì, a Ul’janovsk (Russia), il 24 gennaio 1924.