Il tempo dei ricordi

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Foto: corriere

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 5 Luglio.

Accadde che:

1810 (212 anni fa): a Bologna, viene inaugurata l’Arena del Sole. Pagando l’iperbolica somma di diciassette centesimi per il biglietto, i bolognesi inaugurarono quello che fu definito il più popolare teatro d’Italia. L’Arena del Sole, a cielo aperto e con la sua struttura classicheggiante adorna di gradinate e ringhiere. Pietro Bonini, era riuscito ad ottenere licenza di costruire un teatro nell’area dell’antico convento delle monache Domenicane di Santa Maria Maddalena, situato fra le strade di Galliera, della Maddalena, dei Falegnami e del Borgo San Giuseppe. La scelta era stata ben ponderata, perché i locali delle monache si trovavano a pochi passi dalla frequentatissima piazza d’Armi (ora piazza VIII Agosto), piena di attrazioni e luogo di mercato e dal giardino della Montagnola, frequentato di giorno da una notevole folla di gente d’ogni estrazione sociale. Bonini per questo suo teatro puntò particolarmente sul popolo, ed ebbe ragione; proprio le classi meno abbienti, furono il pubblico fedelissimo dell’Arena, al quale non di rado si mescolavano anche i borghesi e gli intellettuali della città. In realtà, la promiscuità fra il popolo e la borghesia non fu mai totale, poiché i borghesi e i benestanti occupavano di solito le sedie di platea, mentre i popolani e studenti gremivano le gradinate. Agli inizi l’Arena del Sole ospitò spettacoli piuttosto sgangherati; successivamente subentrarono anche famose compagnie.

1946 (76 anni fa): il sarto francese Louis Réard presenta ufficialmente un costume da bagno femminile in due pezzi che lascia la pancia scoperta: il bikini. Il nome richiama l’atollo di Bikini nelle Isole Marshall, nel quale negli stessi anni gli Stati Uniti conducevano test nucleari. Reard era convinto che l’introduzione del nuovo tipo di costume avrebbe avuto effetti esplosivi e dirompenti sulla società e sui costumi, al pari di quanto avveniva nell’esotico atollo. il successo del bikini fu una strada in salita. Réard fece fatica perfino a trovare una modella che accettasse di indossare il costume: troppo succinto, troppo poco tessuto. Lo stilista ingaggiò, così, una spogliarellista del Casino de Paris, Michelle Bernardini, che non aveva alcun problema a mostrarsi al pubblico seminuda. La presentazione ufficiale avvenne alle Piscine Molitor di Parigi: media e pubblico salutarono la nuova invenzione con stupore. Eppure, quel capo continuava ad essere troppo audace per le donne di tutto il mondo. Per quasi un decennio il bikini fece fatica a decollare, anche perché duramente osteggiato dal Vaticano (che lo dichiarò “peccaminoso”) e bandito da Spagna, Portogallo, Italia, Belgio e Australia. In molti Stati, restò fuori legge fino al 1959. Le cose cominciarono a cambiare quando Brigitte Bardot ne indossò uno nel 1956 sul set del film “E Dio creò la Donna”. D’un tratto, le dive del cinema indossarono il bikini: nel 1962 Ursula Andress, la bond girl ne sfoggiava uno; perfino Miss Italia 1947, Lucia Bosè, vinse il concorso indossando un due pezzi. Fu allora che il fenomeno del bikini non poté più essere controllato. Esso diventò simbolo della pop culture e della rivoluzione sessuale degli anni Sessanta.

Scomparso oggi:

1899 (123 anni fa): muore, a Napoli, Francesco Saverio Arabia saggista, poeta e drammaturgo. Nato, a Dipignano (Cosenza), il 24 marzo 1821, è stato avvocato prima e poi magistrato. Amò le belle lettere, tra le sue opere: “Poesie” e “Tommaso Campanella, opera teatrale”. Le poesie sono documento di quel che potesse l’educazione classica su certi ingegni napoletani fioriti tra il ’40 e il ’60, ma il classicismo non gli impedì di narrare in versi storie e leggende claustrali e cavalleresche. Egli fu tra i primi banditori, nel Mezzogiorno, di una poetica nuova che armonizzava il gusto classico della forma con una più libera ispirazione.  A Napoli fece parte di quel gruppo di intellettuali che frequentava la scuola del marchese Basilio Puoti. Tra il 1845 e il 1858 collaborò a giornali e riviste di tendenza liberale, oltre che con lavori di diritto, con composizioni poetiche. Nel 1858 fondò, con il fratello Tommaso, lo “Spettatore napoletano”, un giornale di evidenti tendenze liberali, che dovette cessare le pubblicazioni per l’atteggiamento repressivo del governo del Regno delle Due Sicilie. Nel 1860, dopo l’unità d’Italia, entrò in magistratura e divenne uno dei più influenti giuristi italiani. Nel 1892 venne nominato senatore del Regno d’Italia.