Il tempo dei ricordi

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Foto: google artse colture

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 4 Agosto.

Accadde che:

1944 (78 anni fa): una soffiata, di un informatore olandese, porta la Gestapo in un’area sigillata di un magazzino di Amsterdam dove si nascondono Anna Frank e la sua famiglia. Anna e la sua famiglia furono deportati nei campi di concentramento.  Nel 1933, Otto ed Edith Frank e le figlie Margot e Anna fuggirono dalla Germania nazista e si stabilirono nei Paesi Bassi. Ma nell’estate del 1942 per gli ebrei olandesi la vita era sempre più dura, così decisero di nascondersi nei piani superiori dell’azienda di Otto Frank ad Amsterdam. A loro si unì un’altra famiglia. Per più di due anni hanno vissuto in clandestinità, costretti in spazi angusti. Quella mattina, alle ore 10:45, la Gestapo arrivò nell’azienda e iniziò la ricerca, fino a scoprire il passaggio di una libreria. All’interno tutti gli abitanti della dependance segreta erano riuniti nella camera dei Frank con le mani in alto e, vennero portati via uno a uno. Nel marzo del 1945, Anne e Margot contrassero il tifo nel campo di concentramento di Bergen-Belsen e non si ripresero più; anche la madre non sopravvisse all’olocausto. Unico sopravvissuto della famiglia fu il padre Otto, che nel giorno in cui apprese il destino delle figlie, gli fu consegnato il diario di Anna dicendo: ”Ecco l’eredità di tua figlia Anna per te”. Il diario di Anna Frank, da allora, è stato tradotto in oltre 70 lingue e ha venduto oltre 30 milioni di copie.

1991 (31 anni fa): la nave da crociera greca Oceanos naufraga al largo della costa del Sudafrica. Il giorno prima, la nave lasciò il porto East London, Sudafrica diretta a Durban. Salpò nonostante le avverse condizioni meteo, incontrando onde alte circa 9 metri e un vento di 40 nodi. Verso le 21:30, al largo della costa del Transkei avvenne un’esplosione nella sala macchine e la nave perse la forza di propulsione. Il direttore di macchina informò il comandante che la nave stava imbarcando acqua, inondando la stanza del generatore elettrico e, di conseguenza, stava andando alla deriva. Resosi conto dell’accaduto, l’equipaggio, in preda al panico, non chiuse le paratie stagne inferiori e non lanciò nessun allarme lasciando i passeggeri all’oscuro dell’accaduto fino a quando gli stessi non si resero conto della gravità della situazione. In questa fase, secondo molte testimonianze, molti membri dell’equipaggio, tra cui il capitano avevano già indossato i giubbotti di salvataggio ed erano pronti ad abbandonare la nave, apparentemente incuranti della sicurezza dei passeggeri. Fortunatamente alcune navi nelle vicinanze risposero all’SOS lanciato dal chitarrista e intrattenitore di bordo, mettendo in atto una massiccia operazione di soccorso, utilizzando sedici elicotteri per riuscire a evacuare i 225 passeggeri che non avevano potuto lasciare la nave con le scialuppe di salvataggio. Alla fine dell’operazione tutte le 571 persone che erano a bordo erano state tratte in salvo. Alle 15: 30 circa del 4 agosto, l’Oceanos si inclinò su un fianco, la poppa si alzò verticalmente e la nave affondò. Le ultime cinque persone, tra cui tre animatori, erano state tratte in salvo pochi minuti prima.

Scomparsa oggi:

1849 (173 anni fa): muore, a Mandriole (Ravenna), Ana Maria de Jesus Ribeiro, meglio conosciuta come Anita Garibaldi, rivoluzionaria brasiliana. Nata, a Laguna, Santa Catarina (Brasile), il 30 agosto 1821 diventa una ragazza molto intelligente. Il padre muore presto così come tre dei suoi fratelli, per cui la madre deve occuparsi della famiglia molto numerosa, che è precipitata in una situazione di estrema indigenza, da sola. All’età di quattordici anni sposa Manuel Giuseppe Duarte. Intanto, nel 1839 Giuseppe Garibaldi giunge nella città di Laguna con l’obiettivo di conquistarla in modo tale da fondare la Repubblica Juliana. La sera stessa conosce Ana, rimanendo molto affascinato dalla sua bellezza e dal suo carattere. Presto, però, deve lasciare la città di e Ana, dopo avere abbandonato il marito, decide di partire con lui, seguendolo nelle sue avventure. Combatte accanto al compagno e ai suoi uomini, difendendo le armi in occasione delle battaglie via terra e via mare. Nel 1840 partecipa con gli uomini di Garibaldi alla battaglia di Curitibanos, in Brasile, contro l’esercito imperiale. In quest’occasione diventa prigioniera delle Forze nemiche. Crede però che il compagno sia morto in battaglia, per cui chiede ai suoi nemici di poter cercare nel campo di battaglia le spoglie dell’uomo. Non trovando il cadavere, riesce con grande astuzia a fuggire a cavallo per poi ritrovare l’uomo in una fazenda. Nel momento in cui scappa a cavallo è incinta di sette mesi e, il 16 settembre, nasce il loro primo figlio che viene chiamato Menotti per ricordare l’eroe italiano Ciro Menotti. Dodici giorni dopo la nascita del figlio, la donna chiamata Anita, riesce a salvarsi nuovamente dal tentativo di cattura da parte delle truppe imperiali che hanno circondato la sua casa. Dopo quattro giorni, passati nel bosco, viene ritrovata insieme al figlio da Garibaldi e i suoi uomini. Nel 1842 i due si sposano a Montevideo. All’arrivo in Italia, Garibaldi deve partire alla volta di Milano in occasione dello scoppio dei moti risorgimentali.  In seguito, Anita decide di partire verso Roma, avendo l’obiettivo di vedere il marito. Quindi torna sul terreno di battaglia molto presto, perché il Papa avendo il sostegno degli eserciti spagnolo, borbonico e francese, mira alla riconquista di Roma. I garibaldini tentano di difendere eroicamente Roma con tutte le loro forze, ma la superiorità degli eserciti che aiutano il Papa è devastante. La Repubblica Romana cade in mano nemica dopo quattro settimane dalla sua nascita. Anita in quel momento si trova al fianco del marito e, dopo essersi tagliata i capelli e vestita da uomo, decide di combattere insieme a lui. Durante il viaggio contrae la malaria e nonostante potesse essere anche aiutata dalle popolazioni che le offrono la loro ospitalità, decide di continuare il viaggio. Giunti a Mandriole Anita, dopo essere stata stesa su un letto, muore. Viene sepolta senza nome nel cimitero di quel paese. Dopo dieci anni, Garibaldi si reca, a Mandriole, per avere le spoglie dell’amata moglie e portarle nel cimitero di Nizza. Nel 1931, il corpo di Anita viene trasferito per volontà del governo italiano nel Gianicolo, a Roma. Accanto a questo, è stato eretto in suo nome anche un monumento che la rappresenta a cavallo con il figlio in braccio.