Il tempo dei ricordi

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Foto: rai cultura

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 12 Settembre.

Accadde che:

1953 (69 anni fa): John Kennedy sposa Jackie Bouvier. Lui all’epoca era solo senatore del Massachussetts, ma da lì a poco sarebbe diventato Presidente degli Stati Uniti. Lei, Jackie Bouvier, proveniva da una delle famiglie più benestanti di New York, ed era giornalista del Washington Times-Herald, destinata a diventare un’icona di stile. Presenti alla cerimonia 800 ospiti, tra cui senatori, diplomatici e personaggi di spicco della mondanità. Oltre agli 800 invitati alla cerimonia in chiesa, erano 400 gli ospiti attesi al ricevimento. Per i 1200 fortunati, un buffet alla Hammersmith Farm, la tenuta principe della famiglia di Jackie, dove la sposa trascorse la sua infanzia. Tra i momenti più importanti del matrimonio la benedizione speciale che hanno ricevuto durante il rito religioso. Durante la messa, infatti, il cardinale Cushing, all’epoca arcivescovo di Boston, celebrò i riti del matrimonio facendo riferimento a una “speciale benedizione del papa”.

1979 (43 anni fa): alle Universiadi di Città del Messico, il podista italiano, Pietro Mennea fissa il nuovo record mondiale nei 200 metri. Il suo tempo è di 19 secondi e 72. Il record del velocista azzurro, già allora soprannominato “la Freccia del sud”, andò incontro a una longevità straordinaria: 6.129 giorni, da quel 12 settembre 1979 al 23 giugno 1996, quando il texano Michael Johnson corse in 19”66. Raccontano che quel giorno, dopo la gara, il professor Carlo Vittori, allenatore di Mennea, rimase impietrito per dieci minuti buoni, seduto in tribuna, con gli occhi sbarrati. Qualche anno dopo confidò che in quegli istanti aveva visto e rivisto nella propria testa almeno un centinaio di volte la gara di Mennea, senza trovare una sola imperfezione, una gara perfetta dunque, corsa senza respiro per tutti i 200 metri. A Emanuela Audisio, di Repubblica, Mennea ha detto: “Non ho rimpianti. Rifarei tutto, anzi di più. E mi allenerei otto ore al giorno. La fatica non è mai sprecata. Soffri, ma sogni”.

Scomparso oggi:

1981 (41 anni fa): muore, a Milano, Eugenio Montale poeta, scrittore, traduttore, giornalista, critico musicale, critico letterario e pittore. Nato, a Genova, il 12 ottobre 1896 è stato uno dei più importanti poeti italiani. Frequenta l’istituto tecnico commerciale e si diploma in Ragioneria nel 1915. Tuttavia, coltiva i propri interessi letterari, frequentando le biblioteche della sua città. La sua è una formazione da autodidatta: Montale scopre interessi e vocazione attraverso un percorso senza condizionamenti. Le lingue straniere e la letteratura sono la sua passione. Nel 1925, pubblica “Ossi di Seppia”, di cui fa parte la lirica intitolata “Meriggiare pallido e assorto”, una delle più note e apprezzate di Montale.  La poesia è ambientata presso il muro di un orto, dove il poeta si ferma ad osservare l’ambiente circostante. È mezzogiorno, il sole è rovente e la natura esplode con i suoni e i colori tipici dell’estate. Il poeta percepisce il verso dei merli tra i rami secchi, e i serpenti che strisciano nel terreno in modo appena percettibile. Il poeta raggiunge fama internazionale, attestata dalle numerose traduzioni in svariate lingue delle sue poesie. Nel 1967 viene nominato senatore a vita. Nel 1975 arriva il riconoscimento più importante: il Premio Nobel per la Letteratura. Una delle sue frasi più belle è la seguente: “La vita deve essere vissuta non pensata, perché la vita pensata nega se stessa e si mostra come un guscio vuoto. Bisogna mettere qualche cosa dentro questo guscio, non importa che cosa”.