Estate Locride: Roccella vince per distacco, Siderno è tornata, Riace un disastro

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La Locride ha avuto un’estate bellissima. Corta, ma attraente.

Elementare Watson! È Roccella la regina della bella stagione del Basso Jonio calabrese. Jazz, Fitwalking, sono stati i suoi contorni di velluto; lo squalo Jova e il Summer Festival, primi piatti stellati. Sono arrivati (finalmente) anche investimenti privati sul lungomare: si tratta di un’inversione di tendenza in una città che ha sempre campato di ventisette, bancomat pubblici a fondo perduto per gli eventi, bandiera blu e Raoul Bova. Favorita senza avversari, è andata oltre sé stessa, polverizzando addirittura i record dell’estati precedenti. Certo, visto il numero di alberghi presenti sul water front delle Grazie (tre?) definirla una capitale del turismo calabrese è veramente un’esagerazione. Tropea, Parghelia, Pizzo, Soverato e gran parte del Tirreno Cosentino sono ancora di un altro pianeta. E comunque, voto 9. Inarrivabile (nel reggino)

 Locri ha inaugurato l’anfiteatro: 3500 posti.  Spettacolo. Locri ha la festa più bella del reame: il Sunset. La città di Zaleuco dà alla Locride e non toglie. La strada segnata dal sindaco Calabrese, con il sostegno di Sainato (fino a un certo punto) Maio e Fontana, è uno stradone che inconsapevolmente sta mostrando la via alla congiunta Siderno. L’orizzonte è elevato tra le due città più importanti del territorio e la nuova via del mare (NO CEMENTO –NO CATRAME), che le unirà per sempre sull’Istmo ci mostra un futuro in comune. Parlamento a Siderno, Governo a Locri? Voto 7,5. Sguardo lungo

 A Luglio “Immersi nel blu” ha sorpreso tutti, finanche i sidernesi stessi. La manifestazione del rione dei pescatori di Siderno, una kermesse nata dal basso con gusto, è stata una boccata d’aria nuova e un trampolino di lancio di un’estate che ha avuto ogni sera un evento partecipato. Siderno Superiore è una certezza che fa star bene chi la raggiunge e chi la vive; Donisi con i suoi emigranti neomelodici (nel senso buono del termine); Portosalvo con birre, salsicce e bancarelle è un po’ October Fest, un po’ di più Ballarò. Poi l’attrattività dei due Chiringuito (Naufrago e Mantra) a ridosso di quella pista ciclabile (che inspiegabilmente è stata trasformata nel chilometro più incivile d’Italia: spazzatura, incuria, parcheggi isterici e selvaggi, polvere e inquinamento) ha messo in difficoltà (a livello di numeri) la fortezza de “Le Club” di Locri che comanda la notte da “infinite belle stagioni”.

Voto 7,5. Partecipazione.

 Sant’Agata del Bianco ha stupito anche quest’anno con il Festival “Stratificazioni”, che prende il nome dal famoso scrittore Saverio Strati, con delle serate straordinarie con protagonista Peppe Voltarelli, gli Avion Travel, Ettore Castagna, Vito Teti e tanti altri. Entrare nel borgo di questo paese, entrare nella casa di Saverio Strati, prendere un libro e leggerlo tra le panchine dei vicoli non ha prezzo.

Voto 7. Stupore

Bovalino ha lavorato alla grande (l’Infiorata, un trionfo di bellezza).  L’amministrazione Maesano ha un karma positivo, quindi bisogna approfittare, vale decisamente la pena tentare. Se lo si fa Bovalino tornerà quel luogo meraviglioso che fu negli anni 70/80.

Voto 6,5. Cambio di marcia.

 Caulonia ha ritrovato il festival (perduto). La tarantella non è un mestiere che si inventa, quindi non solo è battente e neppure solo sentimento. È un festival. E un festival è conoscenza, scenografia, pubbliche relazioni. Dietro le quinte serve chi sa. E Bonelli, l’organizzatore, in Italia e nel pianeta grandi eventi è uno che dà le carte.

Voto 6.  Ritorno al futuro

Gioiosa Superiore, San Rocco (unico), ma bisogna sperimentare qualcosa di nuovo, perché quando Gioiosa Jonica lo fa, trova sempre passaggi originali e di livello.

Voto 6.  Sipuòfaredipiù.

Gerace (alla salute). Abbiamo sentito troppo della capitale culturale e artistica della Locride. Gli artisti di strada vanno bene, ma sono un contorno. Bisogna togliere il limite di velocità e i venti milioni di finanziamento pubblico che gli soni stati destinati possono aiutare in questa direzione.

Voto 5,5. Ferma ai box per cambio gomme

Bianco si culla sui fuochi di mezza estate, ma se non vuole finire nel dimenticatoio devi darsi da fare. I capolavori social del fenomeno B’art vanno condivisi, seguiti e concretizzati.

Voto 5,5. Toneranno i cinema all’aperto, i figli delle stelle?

Marina di Gioiosa ha il Gambero Rosso (top), quindi si salva a prescindere. Se la cucina di pesce della Locride è ammirata in tutto il mondo, gran parte del merito va alla famiglia Sculli. Ma il paese deve cambiare passo. I watt ci sono, bisogna spingere rievocando i suoi meravigliosi anni ‘90.

Voto 4,5. Sapore di mare, senza sale

Riace e i 50 anni dei Bronzi. Centomila euro di finanziamenti, zero tituli. Antonio Trifoli non può essere il sindaco del paese calabrese più famoso del mondo insieme a Tropea. Non c’è stato un evento che ha fatto onore ai Bronzi. Respect, cavolo. I Bronzi sono storia, magia, futuro. Se l’attuale e inguardabile amministrazione non va subito a casa, Riace, patrimonio dell’umanità, probabilmente tornerà anonima perfino per i paesi prossimi. Un danno epocale per tutti e per il comprensorio che ha urgente bisogno dell’apporto di Riace che, a sua volta, ha bisogno di un miracolo dei Santi Cosma e Damiano.

Voto? Sottozero. Trifoli Aut