Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 28 Aprile.

Accadde che:

1937 (84 anni fa): a Roma, avviene l’inaugurazione di Cinecittà, compiuta da Benito Mussolini. La costruzione di Cinecittà è stata una scelta del regime fascista, che ha investito molto nel cinema come strumento di propaganda dell’identità italiana, da una parte e delle opere del regime stesso, dall’altra. Queste motivazioni, però, non hanno escuso la crescita di notevoli qualità tecniche e narrative nel cinema italiano di quell’epoca. Ma l’idea di Cinecittà nacque, anche, in conseguenza di un evento puntuale, la distruzione per un incendio degli studi Cines nel quartiere San Giovanni di Roma, nel 1935. Gli studi di Cinecittà hanno ospitato le riprese di migliaia di film italiani e non italiani, diventando il simbolo del periodo più celebre e illustre del cinema italiano, tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Sono gli studi cinematografici più grandi d’Europa e sono i secondi, al mondo, dopo quelli di Hollywood.

1945 (76 anni fa): Benito Mussolini e la compagna Clara Petacci vengono catturati a Dongo, mentre tentano di espatriare in Svizzera. Intorno alle 4 del pomeriggio, Benito Mussolini vengono uccisi, a Giulino di Mezzegra (in provincia di Como), con una serie di colpi di mitra e di pistola esplosi da un commando partigiano. Nel corso degli anni, sono state formulate molte versioni, alcune decisamente fantasiose, sullo svolgimento e sui reali mandanti dell’esecuzione. Tra le ipotesi formulate dagli storici revisionisti, vi è quella che ipotizza l’intervento di uno o più agenti segreti inglesi, incaricati di uccidere Mussolini per recuperare un ipotetico carteggio intercorso tra il duce e il Primo Ministro inglese Churchill. Una tesi questa che non  ha mai del tutto convinto gli storici e che ha trovato molti oppositori, secondo i quali il presunto carteggio tra Mussolini e Churchill è “Una leggenda” revisionista, per togliere al Duce la responsabilità della guerra. Probabilmente non si saprà mai come effettivamente si sia svolta l’esecuzione, i dubbi su chi abbia sparato per primo e su chi abbia effettivamente ucciso il Duce e la sua amante resteranno per sempre irrisolti.

Scomparso  oggi:

1953 (68 anni fa): muore a Chicago Michele Pane poeta. Nato ad Adami di Decollatura (Catanzaro) nel 1876, a 18 anni, già maestro elementare, parte per l’America. Nel 1906 fonda e dirige “La Calabria letteraria”di breve durata; mentre  nel 1921 dà vita alla rivista “Il lupo”. Esordisce nel campo della poesia con “Viole e ortiche”, composizioni poetiche scritte in dialetto calabrese. In seguito pubblicherà “Accuordi”e “Sorrisi”. Nel 1987 escono, a cura di Antonio Piromalli e Giuseppe Falcone, edite da Rubbettino “Le poesie di Michele Pane”. Dall’esame dei suoi versi risulta evidente la vicinanza ai poeti simbolisti europei, soprattutto a Giovanni Pascoli. I temi sono quelli delle memorie infantili, dei bozzetti campestri descritti con un linguaggio ricco di onomatopee e di analogie, carico di significati simbolici, in un dialetto che non aveva tradizioni letterarie alle spalle.