Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 22 Maggio.

Accadde che:

1906 (119 anni fa): i fratelli Wright due ingegneri e inventori statunitensi, annoverati tra i più importanti aviatori dell’epoca pionieristica, brevettano il loro aeroplano. Si trattava di un semplice sistema di controllo del volo su tre assi (imbardata con il timone, beccheggio con l’equilibratore, rollio con una non meglio precisata variazione della geometria del bordo d’uscita delle ali). Il rollio era regolato con l’impiego dello svergolamento alare, ma era stata prevista anche la possibilità di usare altri metodi e il brevetto ricopriva infatti anche l’alettone, ma su questo particolare esiste una lunga discussione, infatti molti pionieri dell’aviazione rifiutarono di pagare i fratelli Wright i diritti per l’impiego dell’alettone. I due ingegneri adottarono la strategia, quella di saltare prima di volare, cioè di studiare con attenzione i problemi di aerodinamica delle superfici e di controllo del volo, per dedicarsi solo in seguito all’installazione di un motore sui velivoli. La morte dell’aeronauta britannico Percy Pilcher, in un incidente con un aliante nel 1899, non fece che rafforzare la loro convinzione che lo sviluppo di un metodo efficace per gestire un aeroplano in volo era la chiave verso il successo, nonché verso la possibilità di volare in relativa sicurezza. Quando cominciarono i loro esperimenti, i Wright ritenevano che quello del controllo fosse l’unico problema riguardante la costruzione di un aeroplano ancora sostanzialmente insoluto: gli altri due, quello della portanza generata dalle ali e della propulsione fornita dal motore, erano stati sostanzialmente risolti. Secondo alcuni studiosi, l’invenzione di un efficace sistema di controllo sui tre assi fu in effetti il più importante dei contributi che i fratelli Wright diedero al progresso del volo umano, nonché il fattore più importante che contribuì a portarli al successo in questo campo. Nessuno dei due fratelli si sposò mai. Una volta, Wilbur disse: «Non ho abbastanza tempo per una moglie e un aeroplano»

1939 (82 anni fa): Germania e Italia firmano il Patto D’Acciaio, stipulato a Berlino, nella Cancelleria del Reich, alla presenza di Hitler e dello Stato Maggiore tedesco. un’alleanza difensiva-offensiva, che Mussolini aveva inizialmente pensato di battezzare Patto di Sangue, ma che poi aveva più prudentemente chiamato Patto d’Acciaio. Il testo dell’accordo prevedeva che le due parti contraenti fossero obbligate a fornirsi reciproco aiuto politico e diplomatico in caso di situazioni internazionali, che mettessero a rischio i propri interessi vitali. Questo aiuto sarebbe stato esteso anche al piano militare qualora si fosse scatenata una guerra. I due Paesi si impegnavano, inoltre, a consultarsi permanentemente sulle questioni internazionali e, in caso di conflitti, a non firmare eventuali trattati di pace separatamente: fu per questa ragione che la Germania, nel 1943, ritenne un tradimento dell’Italia la firma dell’armistizio di Cassibile. La durata del trattato era inizialmente fissata in dieci anni. Nell’ampio preambolo veniva garantita l’inviolabilità della frontiera fra Terzo Reich e Regno d’Italia del Passo del Brennero e si riconosceva l’esistenza di uno “Spazio vitale” dell’Italia, che la Germania si impegnava a non infrangere. L’Italia, conscia della propria impreparazione militare, voleva rassicurazioni sul fatto che i tedeschi non avessero intenzione di iniziare a breve una nuova guerra europea. I tedeschi tranquillizzarono l’Italia. Vittorio Emanuele III, nonostante la decisione di Mussolini, continuò a manifestare i propri sentimenti antigermanici e il successivo 25 maggio, al ritorno di Ciano da Berlino, commentò che «I tedeschi finché avran bisogno di noi saranno cortesi e magari servili. Ma alla prima occasione, si riveleranno quei mascalzoni che sono”.

Scomparso oggi:

2010 (11 anni fa): muore a Gioiosa Jonica (Reggio Calabria) Gaetano Briguglio letterato e filosofo. Nato a Gallico (Reggio Calabria) il 24 settembre 1943 è stato un uomo di prodigiosa moralità, spendendo la sua intera vita per il riscatto del Mezzogiorno e della Calabria. Pensatore marxista senza deviazioni, docente di filosofia di grande fascino, ha portato la sua attenzione d’intellettuale vero sui problemi del Sud e sulla cultura meridionale. È stato anche un poderoso critico cinematografico. Tra i suoi saggi: “Il carcere militare in Italia” e “Introduzione a M.La Cava, corrispondenze dal Sud Italia”.