Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data dell’8 Giugno.

Accadde che:

452 (1569 anni fa): Attila, re degli Unni, invade l’Italia. Devastò Aquileia e giunse fino alla Pianura Padana, dove si attestò presso Mantova, alla congruenza tra il fiume Po e il Mincio. Qui venne raggiunto, anziché dall’esercito romano, da una missione diplomatica inviata dal senato romano e capeggiata da Papa Leone I. Dopo l’incontro con il pontefice, Attila, il “Flagello di Dio” (così definito dalla tradizione occidentale) si ritirò con il suo esercito, rinunciando di fatto a conquistare Roma. La leggenda, nata successivamente, racconta che furono la figura sacrale e le parole del papa a convincere Attila a rinunciare ai suoi propositi di conquista. Più probabilmente, a farlo recedere fu la minaccia degli eserciti dell’ imperatore d’Oriente, Valentiniano III o per la  stanchezza delle truppe. Infatti, in breve tempo, esse consumarono tutte le riserve di cibo e di foraggio che i campi potevano offrire. Costretti a mangiare cibo scarso e andato a male e a bere l’acqua del fiume inquinata dalle bestie uccise che vi galleggiavano, si erano ammalate di dissenteria. Attila ritornò in Romania, qui l’anno seguente fu assassinato da alcuni parenti proprio la notte del matrimonio con Ildico, una delle sue molte mogli. Il suo vastissimo dominio, privo di qualunque struttura statale, si dissolse rapidamente.

1984 (37 anni fa): esce nelle sale Ghostbusters – Acchiappafantasmi, pellicola scritta e interpretata da Dan Aykroyd e Harold Ramis, diretta da Ivan Reitman. Il film con i quattro strambi Acchiappafantasmi di New York, è diventato immediatamente un culto, aggiudicandosi per anni il primato di commedia col maggiore incasso di tutti i tempi. L’idea del film nasce dalla passione di Dan Aykroyd per i fenomeni paranormali: da qui l’idea di una commedia con al centro i fantasmi. Scrivendo i personaggi di Peter Venkman, Winston Zeddemore e Louis Tully, Aykroyd, che si era cucito addosso quello di Raymond “Ray” Stantz, aveva in mente rispettivamente l’amico John Belushi, con cui aveva realizzato “The Blues Brothers”, Eddie Murphy e John Candy. Le cose andarono però diversamente: Belushi morì prima della realizzazione del film, Murphy rifiutò per girare Beverly Hills Cop, mentre Candy rifiutò per divergenze artistiche. Il fantasma verde chiassoso e affamato, presente in Ghostbusters, è stato creato da Aykroyd come omaggio all’amico scomparso John Belushi.

Scomparso oggi:

1999 (22 anni fa): muore a Roma Corrado Mantoni conduttore televisivo, autore televisivo e conduttore radiofonico italiano. Nato a Roma il 2 agosto 1924 ha lasciato la sua firma, sia come presentatore sia come autore, su molti dei più memorabili programmi televisivi italiani a partire dagli anni cinquanta, divenendo una presenza fissa e familiare del piccolo schermo e uno dei personaggi televisivi più amati di sempre. È per questo considerato uno dei padri fondatori della televisione in Italia, insieme a Mike Bongiorno e Raimondo Vianello. Prima che in televisione, fu molto attivo in radio, dove lavorò per oltre quarant’anni, divenendo anche qui uno dei personaggi più popolari e apprezzati (fu lui ad esempio che annunciò eventi storici come la fine della seconda guerra mondiale o la vittoria della Repubblica al referendum del 2 giugno 1946). Svolse, pur se con minore intensità, anche l’attività di attore e doppiatore. Tra i suoi programmi più celebri sono da ricordare “Il pranzo è servito” e “La corrida”: quest’ultimo remake televisivo, della fortunata omonima trasmissione radiofonica, condotta e ideata dallo stesso Corrado dalla fine degli anni sessanta fino alla fine degli anni settanta, è considerato il suo cavallo di battaglia. Nel corso della carriera ricevette numerosi complimenti da parte di celebri addetti ai lavori: venne stimato da Umberto Eco, che lo definì “Il Goffredo Mameli dei nostri tempi, lo showman che porta in TV il Paese reale”; e disse, ancora, Eco: “Corrado è l’Italia, perciò l’Italia lo ama”. Corrado fu anche difeso da Indro Montanelli, sul Corriere della Sera, quando vi furono interpellanze parlamentari a causa della frase che pronunciò in TV, ovvero L’Italia è una repubblica fondata sulle cambiali. Si congedò dalla conduzione televisiva, durante l’ultima puntata della sua Corrida, il 20 dicembre 1997 quando recitò una poesia di commiato con gli occhi visibilmente lucidi, all’insaputa di tecnici, autori e produttori. Ecco uno dei suoi pensieri: “La stessa vita è un attimo fuggente. Ma sto filosofeggiando. Ognuno di noi dovrebbe farsi un esame di coscienza e non dirsi “Sono bravo”, a meno di non essere un Charlie Chaplin, un Roberto Rossellini, un Vittorio De Sica: pochi di noi possono lasciare un segno nella vita dello spettacolo come, per esempio, ha fatto Ettore Petrolini, che continua ad aleggiare su ciascuno di noi che conduciamo o scriviamo programmi. Penso che se dall’aldilà vedessi scritto ‘Via Corrado Mantoni’, su una strada, mi verrebbe da ridere, perché credo che passato il mio momento la gente se ne scorderà.“