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domenica, Marzo 3, 2024
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Il tempo dei ricordi

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 9 Dicembre.

Accadde che:

1959 (64 anni fa): viene ritrovata la tomba dell’ “Atleta di Taranto”, databile al 500/480 a.C., conservata oggi presso il MArTA, Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Lo scheletro fu rinvenuto casualmente, durante la costruzione delle fondamenta di un edificio. La tomba, che accoglie il corpo, è particolarmente decorata a dimostrazione della bravura dell’atleta raffigurato come un uomo leggendario, vincitore, per ben quattro edizioni delle Panatenaiche, della difficile ed eclettica gara del Pentathlon. Lo scheletro è pervenuto ai nostri giorni in perfette condizioni e ciò ha permesso la ricostruzione dell’aspetto fisico dell’atleta. La sua altezza era pari a circa 170 centimetri, un’altezza eccezionale per quell’epoca storica e la sua massa è stata stimata sui 77 chilogrammi. La sua grandiosa struttura ossea, massiccia, forte e con spalle larghe gli ha permesso di eccellere nello sport. È stato addirittura possibile ricostruire il suo aspetto estetico: aveva capelli ricci e castani proprio come i suoi occhi. Gli studi hanno permesso di conoscere anche il regime alimentare, aspetto molto importante perché punto di forza di un atleta. La sua alimentazione era costituita da un grande apporto proteico fornito dalla consumazione di pesce azzurro e, a volte, anche di carne.  Nella sua dieta alimentare non mancavano cereali e frutta ricchi di carboidrati ed un’elevata quantità di verdura. La morte è avvenuta quando l’atleta aveva circa 30 anni e sono due le possibili cause: un esagerato affaticamento sportivo che portò ad un prematuro deterioramento delle ossa causando l’artrosi, oppure un avvelenamento da arsenico, provocato magari da un suo rivale sportivo.

1992 (31 anni fa): viene annunciata la separazione tra i principi di Galles Carlo e Diana. Con un discorso teso alla Camera dei Comuni, l’allora primo ministro conservatore John Major annuncia “l’amichevole” separazione tra Carlo e Diana. Fine della favola, sebbene in principio si cerchi di mitigare la potenza dirompente dell’evento, precisando che i principi di Galles non intendono in alcun modo divorziare, che un giorno lei sarà comunque regina e che semplicemente vivranno divisi e divise saranno le loro agende. Era il 24 febbraio del 1981, quando Buckingham Palace diede l’annuncio dell’atteso fidanzamento del principe del Galles. Nel luglio dello stesso anno avrebbe sposato la giovane Diana Spencer, appena ventenne. Undici anni dopo un altro annuncio: quel matrimonio era ufficialmente terminato. Tutti quanti, fatta eccezione per i due figli della coppia, William e Harry, sapevano già da parecchio tempo che quella relazione non funzionava. L’unione tra il principe Carlo e Diana fu sin dall’inizio segnata da voci, tormenti, dubbi e intromissioni. Dopo due figli, nati rispettivamente nel 1982 e nel 1984, i problemi e le incomprensioni già presenti non diminuirono. Anzi, dall’86 entrambi ebbero relazioni extraconiugali. Per altri sei anni continuano i tormenti. Il culmine si raggiunse quando, il 7 giugno del 1992, sul Sunday Times uscì una prima, lunga anticipazione del libro “Diana Her True Story” di Andrew Morton. Nello scritto, Lady D appariva come la vittima di un matrimonio fallito per colpa di un terzo incomodo. La maggior parte del popolo si schierò con la sua principessa. Una settimana dopo arrivò la seconda parte della storia e ciò causò definitivamente l’ira di Elisabetta II e del marito Filippo. Carlo e Diana furono chiamati a corte, e sebbene lei continuasse a negare di aver contribuito a quel libro, in realtà aveva fornito a Morton delle registrazioni. La regina e il principe consorte, volendo evitare fino all’ultimo lo scandalo di un divorzio reale, invitarono i due a sei mesi di riflessione e a fare un ultimo viaggio riconciliatore in Corea del Sud. Ma anche quello fu un fallimento: Diana chiese non solo camere separate, ma anche piani diversi in albergo; ed in pubblico, quando Carlo provò ad avvicinarsi lei si discostò freddamente. Al ritorno, la decisione definitiva di separarsi.

Scomparso oggi:

2020 (3 anni fa): muore, a Siena, Paolo Rossi calciatore. Nato, a Prato, il 23 settembre 1956 con la nazionale italiana si è laureato campione del mondo nel 1982. Approda al calcio professionistico giocando nel ruolo di ala destra con la Juventus, La svolta della carriera avviene con il trasferimento in comproprietà al Lanerossi Vicenza; qui l’allenatore Fabbri scopre le sue potenzialità di attaccante. Nella stagione 1976-1977 Rossi trascina il Vicenza alla promozione in Serie A. Vince il titolo di capocannoniere con 24 reti segnate e viene selezionato dal Commissario Tecnico della Nazionale Enzo Bearzot, per far parte dei mondiali argentini del 1978. Qui Paolo dimostra di essere una delle rivelazioni del torneo. Nella stagione 1979-80, Rossi passa in prestito al Perugia, qui la sua immagine si macchia di un grave fatto: viene coinvolto nello scandalo del calcio-scommesse e squalificato per tre anni, ridotto poi a due anni. La squalifica termina proprio in vista del mondiale di Spagna 1982. Nelle prime partite Paolo Rossi è in ombra, solo nelle fasi finali si dimostra assoluto protagonista: segna 3 gol contro il Brasile, 2 reti in semifinale contro la Polonia e una storica rete in finale contro la Germania. È Paolo Rossi il capocannoniere del torneo planetario. Questo straordinario risultato gli vale il soprannome di “Pablito”. Da lì a poco sarà scelto come vincitore del Pallone d’oro 1982. Tornato al calcio italiano, Rossi gioca tre anni con la Juventus vincendo ancora molto: una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Coppa Intercontinentale. Poi passa al Milan e infine al Verona. Qui chiude la carriera a soli 31 anni, a causa del fatto che il suo fisico in carriera ha dovuto subire molti infortuni. Insieme a Roberto Baggio e Christian Vieri detiene il record italiano di marcature nei mondiali a quota 9 gol. È stato il primo giocatore in assoluto ad aver vinto nello stesso anno il mondiale, titolo di capocannoniere di tale competizione e Pallone d’oro. Occupa la 42esima posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secoli, ed è inserito dal 2016 nella Hall of Fame del calcio italiano. Per quanto riguarda la sua vita sentimentale, è stato sposato con Simonetta Rizzato e dalla loro unione è nato Alessandro. Dopo il divorzio si è sposato una seconda volta con la giornalista Federica Cappelletti, dalla quale ha avuto due figlie. Si è spento all’età di 64 anni, a causa di un tumore ai polmoni. Queste sono le parole pronunciate dalla moglie Federica ad un anno dalla scomparsa: “Lui è sempre dentro di me. Sono ancora arrabbiata con Dio, ma il Papa mi ha detto che è giusto così perché anche la sofferenza è una forma di preghiera. Mi conforta il fatto che Paolo sia stato felice e amato fino all’ultimo. Non si è mai sentito solo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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