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venerdì, Febbraio 23, 2024
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Il tempo dei ricordi

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 22 Dicembre.

Accadde che:

1971 (52 anni fa): un gruppo di medici e giornalisti fonda, a Parigi, Medici Senza Frontiere. Si tratta di una delle organizzazioni internazionali non governative più grandi impegnate nelle aree di conflitto, che porta assistenza medico-umanitaria alle popolazioni colpite da fame, malattie e guerre. La sua storia inizia in Nigeria, nel periodo più acuto della cosiddetta crisi del Biafra. Migliaia di civili morirono di fame e stenti; quella del Biafra è ricordata come una delle peggiori crisi umanitarie di tutti i tempi. Per mesi, volontari e medici provarono a raggiungere la regione senza riuscire a superare il blocco dell’esercito nigeriano, che intanto accusava le organizzazioni umanitarie di cercare di introdurre armi per sostenere i ribelli.  I primi anni di vita dell’organizzazione furono duri e di formazione. Ansiosi di mettere in pratica quello che avevano imparato e la loro visione incentrata su un’azione umanitaria immediata e apolitica, i medici e i volontari del piccolo nucleo originale si trovarono ben presto ad affrontare grandi crisi umanitarie e catastrofi naturali. La prima missione ufficiale di MSF fu a Managua, in Nicaragua, dove nel 1972 un fortissimo terremoto distrusse la città e causò tra le 10.000 e le 30.000 vittime. Nel 1974, fu la volta dell’Honduras, in soccorso della popolazione colpita dall’uragano Fifi.  Nel 1999, MSF venne insignito del premio Nobel per la pace in riconoscimento del “lavoro umanitario pioneristico realizzato in vari continenti», di una «ONG che tende la mano attraverso le frontiere, i conflitti e il caos politico.”

1980 (43 anni fa): vengono emesse le condanne per i responsabili dello Scandalo delle partite truccate. Milan e Lazio vengono retrocesse in Serie B, altre squadre vengono pesantemente penalizzate e molti giocatori, tra cui Paolo Rossi, vengono squalificati o radiati. Lo scandalo italiano del calcioscommesse del 1980, noto anche come Totonero, fu uno scandalo che colpì il calcio italiano nella stagione agonistica 1979-1980 e vide coinvolti giocatori, dirigenti e società di Serie A e B, i quali truccavano le partite di campionato attraverso scommesse clandestine che, per la FIGC, rappresentavano casi di illecito sportivo. Tra tutti i club oggetto d’indagine, il Pescara fu l’unico assolto nonostante l’accusa avesse chiesto una penalizzazione, mentre i restanti furono assolti su richiesta stessa del procuratore federale. Nonostante il calcio italiano fosse già incappato in casi extrasportivi nei decenni precedenti, il Totonero è considerato il primo, grande scandalo di illeciti e partite truccate nella storia della disciplina per via del numero di club e calciatori coinvolti e annessa risonanza mediatica. Arrivano le camionette della Polizia e della Guardia di Finanza negli stadi. Terminate le partite, negli spogliatoi, scattano le manette. Pellegrini dell’Avellino, Girardi del Genoa, Cacciatori, Giordano, Manfredonia e Wilson della Lazio, Merlo del Lecce, Albertosi e Giorgio Morini del Milan, Magherini del Palermo, Casarsa, Della Martira e Zecchini del Perugia, vengono arrestati e tradotti nel carcere romano di Regina Coeli. Paolo Rossi del Perugia, Giuseppe Savoldi del Napoli, Giuseppe Dossena del Bologna e Giuseppe Damiani (detto Oscar) del Napoli, ricevono ordini di comparizione. I giocatori arrestati sono presto scarcerati e in estate arriva la sentenza della “giustizia” sportiva. Lazio e Milan sono retrocesse in Serie B, Avellino, Bologna e Perugia sono penalizzate di cinque punti per il campionato 1980/81. Felice Colombo, presidente del Milan, viene inibito a vita. L’unica squadra coinvolta a non essere penalizzata dalla giustizia sportiva è la Juventus. Niente retrocessione, nessun punto di penalizzazione, neppure un giocatore squalificato.Le immagini degli arresti e delle camionette di Polizia e Guardia di Finanza presenti negli stadi sono famose ancora oggi per essere state riprese in diretta nel corso della trasmissione sportiva 90º minuto.

Nato oggi:

1928 (95 anni fa): nasce, a Torino, Piero Angela divulgatore scientifico, giornalista, conduttore televisivo e saggista, con una breve carriera professionistica iniziale anche come musicista jazzista e pianista. Figlio del medico e antifascista Carlo Angela, Piero negli anni ’50 entra in Rai come cronista e collaboratore del Giornale Radio. Dal 1955 al 1968 è corrispondente del Telegiornale, prima a Parigi e poi a Bruxelles. Alla fine del 1968 gira una serie di documentari, dal titolo “Il futuro nello spazio”, dedicati al progetto “Apollo” che avrebbe portato i primi astronauti sulla Luna. A partire dal 1971 e per tutto il resto della vita cura centinaia di programmi educativi utilizzando e reinventando sempre formule diverse, con un linguaggio curato, sempre attento e sempre in evoluzione. Nel 1981 realizza l’idea della rubrica scientifica “Quark”, prima trasmissione televisiva di divulgazione scientifica rivolta al pubblico generale. Il programma ha un successo notevole e darà vita ad altre trasmissioni: “Quark speciale”, “Il mondo di Quark”, “Quark Economia”, “Quark Europa.” Negli anni 1986 e 1987 porta la scienza nel Palazzetto dello Sport di Torino, davanti a un pubblico live di 8.000 spettatori: realizza due grandi programmi in prima serata affrontando i problemi del clima, l’atmosfera e gli oceani. Dal 1995 è autore e conduttore di “Superquark”. Dal 1999 “Superquark” dà origine agli “Speciali di Superquark”, puntate monotematiche su argomenti di grande interesse scientifico, sociale o psicologico. “Ulisse”, dal 2001, è un altro fortunato programma di divulgazione condotto da Alberto Angela, di cui Piero assieme al figlio è autore. Per la sua attività di divulgatore scientifico,  ottiene diversi riconoscimenti in Italia e all’estero, tra i quali il prestigioso premio internazionale “Kalinga” dell’Unesco, oltre a diverse lauree honoris causa. Muore, a Roma, il 13 agosto 2022. Una delle sua frasi più significative è la seguente: “Il peggior nemico della cultura è la noia, la mancanza di chiarezza, o l’assenza di creatività.”

 

 

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