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venerdì, Aprile 12, 2024
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La moneta fuori corso degli immigrati

Filippo Veltri ci parla di una storia poco conosciuta, ma affascinante, sulla nostra terra e l’immigrazione.

Quella che stiamo per raccontarvi è un’altra vicenda della Calabria poco conosciuta ma esemplare. Esemplare di che? Di tante cose che potevano, potrebbero, andare in un modo e che invece vanno in tutt’altra direzione; di come taluni si impegnano per davvero ma sono frenati e poi fermati e alla fine pagano pure un prezzo altissimo! Storia che rimanda a quella conosciutissima di Mimmo Lucano di Riace.

Ce la racconta Ilario Amendolia, che qui sulla Riviera non ha bisogno di presentazione ma noi la facciamo lo stesso: ionico di Caulonia, saggista e penna di rilievo nel panorama non solo calabrese ma nazionale. Ilario è stato anche un uomo politico di primo piano nella sua Caulonia, altro centro di rilievo storico della Locride come Riace, che dista tra l’altro pochi chilometri. Lui questa storia la definisce così: ‘’storia di una moneta non antica ma “fuori corso “e fuorilegge “.
Il bonus -moneta che pubblichiamo è stato, infatti, stampato dalla casa editrice di Mimmo Garreffa nel 2010 ed è stata usata dagli immigrati ospiti a Caulonia.
La moneta è stata usata in versione diversa a Riace e Caulonia per acquistare il cibo e beni dì prima necessità. Era un modo per integrare gli ospiti e dare loro la possibilità di scegliere cosa mangiare e come spendere i soldi.
‘’Un’esperienza di assoluta avanguardia – dice Amendolia – che ebbi l’opportunità di illustrare nella riunione dei Comuni di Europa che si tenne nel 2010, al castello dell’Ovo a Napoli ed io fui incaricato dal Ministero dell’interno di illustrare la nostra esperienza’’.
Esperienza troppo avanzata per non essere fermata. Ed infatti prima Amendolia e poi Mimmo Lucano (che pagò un prezzo molto più pesante) furono fermati. Come è finita (per ora) la vicenda giudiziaria di Lucano e’ noto ma quella moneta rappresenta in un certo senso il simbolo di un modello cercato e attuato di concreta solidarietà. Di accoglienza e non di sfruttamento, di aiuto all’economia locale persino.
La moneta di Caulonia ha come sfondo l’affresco bizantino che si può ammirare in tutta la sua bellezza a Caulonia centro insieme ad una copia dell’artista Luigi Gallo collocata dinanzi alla Chiesa di San Zaccaria e sempre nel centro di può vedere il busto a Tommaso Campanella realizzati da Luca Carni. Artista quest’ultimo molto apprezzato anche fuori dai confini regionali. Il filosofo calabrese, autore della Città del Sole è ben evidente nella moneta di Caulonia.
Infine le parole della Rivoluzione francese “Libertà, Uguaglianza, fraternità” a cui ‘’abbiamo aggiunto – dice ancora Amendolia – il nostro “No al razzismo”.
Campeggia su tutto la scritta che richiama alla Repubblica Rossa di Caulonia del 1945.Niente è stato lasciato al caso.
La moneta è un momento alto del Progetto Caulonia, che si collocava all’ interno  del progetto d’urto della Locride, oggi più che mai tornato d’attualità.

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