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venerdì, Febbraio 23, 2024
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Il tempo dei ricordi

Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 1° Febbraio.

Accadde che:

1896 (128 anni fa): a Torino, viene rappresentata per la prima volta l’opera di Giacomo Puccini “La bohème”, diretta dal maestro Arturo Toscanini. Si tratta un’opera lirica in quattro quadri. La stesura del libretto fu molto complessa, per la difficoltà di adeguare i vari personaggi alle rigide regole della lirica e della musica. Quando l’opera debutto ebbe un buon successo di pubblico. La critica in principio si dimostrò fredda nei confronti dell’opera di Puccini; in seguito però si allineò al generale consenso riscosso in molti teatri. L’esistenza spensierata di alcuni giovani artisti bohémien nella Parigi del 1830, costituisce l’ambientazione dei diversi episodi in cui si snoda l’intera opera.

1958 (66 anni fa): Johnny Dorelli e Domenico Modugno vincono l’8 Festival di Sanremo con il brano “Nel blu dipinto di blu”. A partire dalle dieci di sera, va in onda la terza e conclusiva serata di quel Festival della canzone italiana che, già da otto anni, si sta svolgendo a Sanremo, prima trasmesso solo in radio, in seguito anche dalle immagini tremolanti dei piccoli schermi in bianco e nero. I concorrenti si esibiscono nel salone delle feste del casinò di Sanremo, accompagnati da due differenti orchestre (dirette da Cinico Angelini e da Alberto Semprini). Tutte le canzoni sono interpretate da due voci e la maggior parte dei cantanti è impegnata con più brani. A lasciare un segno, indelebile, è la canzone che vince il festival: Nel blu dipinto di blu, titolo in seguito tante volte abbreviato nel Volare su cui si apre il ritornello. La cantano un esordiente Johnny Dorelli e, soprattutto, l’ancora semi-sconosciuto autore del brano (con Franco Migliacci), Domenico Modugno. Fin dalla prima esecuzione l’entusiasmo è inarrestabile. “Un fantasioso innamorato sogna di tuffarsi in un cielo che è blu come gli occhi della sua ragazza. È un blu mai visto tanto è blu e insieme con lei gli sembra di volare più in alto del sole, incontro alla felicità”. La canzone fa da ponte tra passato e futuro, è un ossimoro tra classicità e innovazione.

Nato oggi:

1901 (123 anni fa): nasce, a a Cadiz (Ohio), Clark Gable attore, soprannominato “re di Hollywood”. Prima di diventare uno degli attori più contesi dai produttori di Hollywood, ha dovuto affrontare una dura gavetta nel mondo dello spettacolo, spinto dagli incoraggiamenti dalle donne che lo amavano. La prima è l’attrice e regista teatrale Josephine Dillon, 14 anni di lui più anziana, che convinta che Clark Gable abbia un autentico talento lo scrittura e lo aiuta ad affinarlo. Insieme vanno ad Hollywood dove, il 13 dicembre 1924, si sposano. Grazie a lei, Gable ottiene le prime parti. Il grande successo, però, arriva nel 1939 con l’interpretazione per cui ancora oggi è identificato come simbolo: l’affascinante e rude avventuriero Rhett Butler in “Via col vento”, di Victor Fleming. Il film, tratto dal romanzo di Margaret Mitchell, lo consacra definitivamente come divo internazionale, insieme all’altra protagonista, Vivien Leigh. Ancor prima di finir le riprese, se ne va in Arizona, dove sposa in forma privata l’attrice Carole Lombard, conosciuta tre anni prima. Dopo gli avvenimenti di Pearl Harbor, nel 1942 Carol partecipa attivamente alla campagna di raccolta dei fondi di finanziamento dell’esercito americano. Durante il ritorno da un viaggio di propaganda a Fort Wayne, l’aereo con a bordo Carole Lombard si schianta contro una montagna. In un telegramma inviato poco prima di partire,  suggeriva al marito di arruolarsi: distrutto dal dolore, Clark troverà nel consiglio della moglie nuove motivazioni. Il suo ultimo film “Gli spostati”, del 1961, segna una piena rivalutazione in campo professionale. Nonostante le riprese avvenissero in luoghi molti caldi e le scene d’azione fossero al di sopra delle forze di un uomo dell’età di Gable, egli rifiutò la controfigura, sottoponendosi a un duro sforzo, soprattutto nelle scene della cattura dei cavalli. Due giorni dopo aver terminato le riprese del film, l’attore veniva colpito da infarto. Muore, a Los Angeles, il 16 novembre 1960.

 

 

 

 

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