Il tempo dei ricordi

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Ripercorriamo, insieme, gli avvenimenti e i personaggi più importanti che hanno segnato la data del 15 Giugno.

Accadde che:

1444 (577 anni fa): Cosimo il Vecchio fonda la Biblioteca Laurenziana sul progetto di Michelangelo Buonarroti, che contiene una delle principali raccolte di manoscritti al mondo. Essa custodisce 68.405 volumi a stampa, 406 incunaboli, 4.058 cinquecentine e, soprattutto, 11.044 pregiatissimi manoscritti, nonché la maggiore collezione italiana di papiri egizi. Vi si accede dai chiostri della basilica di San Lorenzo a Firenze, da cui il nome Laurenziana. Medicea deriva, invece, dal fatto di essere nata dalle collezioni librarie di membri della famiglia Medici. In cima alla scalinata un grande portale introduce al vasto salone di lettura, uno dei pochi ambienti cinquecenteschi al mondo ad essersi conservato pressoché integro: qui tutto è originale, dal soffitto in legno di tiglio intagliato da Giovan Battista del Tasso, sulla base dei disegni michelangioleschi, alle splendide vetrate con gli stemmi medicei progettate da Giorgio Vasari, per finire con il bellissimo pavimento in cotto rosso e bianco disegnato da Niccolò Tribolo, allievo del Buonarroti. Gli stessi banchi lignei, detti plutei, che corrono in due file parallele ai lati della sala, vennero realizzati seguendo i disegni di Michelangelo. Essi avevano la duplice funzione di leggio e di custodia: i codici venivano conservati orizzontalmente nei ripiani inferiori ed erano liberamente consultabili assicurati al banco per mezzo di catene. Nel nucleo originario dei codici, conservati ancora oggi nella biblioteca, si riflette il colto clima umanistico della corte di Cosimo il Vecchio e di Lorenzo il Magnifico. I preziosi manoscritti di letterati greci e latini testimoniano l’interesse per gli autori classici sorto alla corte medicea, grazie all’influsso della filosofia neoplatonica.

1667 (354 anni fa): avviene la prima trasfusione di sangue su un umano effettuata da Jean-Baptiste Denys, medico del re Luigi XIV. Il paziente per l’occasione fu un adolescenti di 15 anni, che ricevette la trasfusione di sangue di pecora. Il giovane sopravvisse all’operazione e così il dottore eseguì una seconda trasfusione similare, su un operaio. Tuttavia non tutti i pazienti successivi sopravvissero, tra questi il principe svedese Gustav Bonde. Denys dovette rinunciare alla professione medica, in seguito alla denuncia della moglie di un paziente deceduto, che lo aveva accusato di omicidio. Nel 1678 la Società Parigina dei Medici dichiarò illegale la pratica della trasfusione, dal momento che non era ancora possibile garantire sufficienti condizioni di sicurezza. Lo stesso provvedimento sarà preso, poco dopo, dall’ Inghilterra e dallo Stato Pontificio. Passano anni, decenni senza che si verifichino tentativi documentati fino a quando nel 1818 James Blundell, un ostetrico inglese, curò un’emorragia post-partum utilizzando il sangue del marito, ricevuto dalla sua paziente con grande successo con la tecnica della trasfusione braccio a braccio. Si arrivò a comprendere che con il sangue umano, a differenza di quello animale, i rischi erano minori, anche se le possibilità di reazioni anche mortali rimasero alte. Le prime trasfusioni di sangue risalgono all’età degli Egizi, quando vengono pensate per impedire l’invecchiamento del faraone; pratica conosciuta anche da Greci e Romani.

Nato oggi:

1920 (101 anni fa): nasce a Roma Alberto Sordi attore, regista, comico, sceneggiatore, compositore, cantante e doppiatore. Fra i più importanti attori del cinema italiano, considerato uno dei più grandi interpreti della commedia e tra i massimi esponenti della romanità cinematografica. La sua avventura artistica inizia con alcuni programmi radiofonici popolari e lavorando come doppiatore. Sin dal 1936, affronta diversi campi dello spettacolo: fantasista, comparsa in alcuni film, imitatore da avanspettacolo, boy di rivista e appunto doppiatore. Il suo debutto nel mondo mediatico risale al 1948 quando, presentato alla neonata EIAR (poi diventerà RAI) dalla scrittrice Alba de Cespedes, conduce un programma radiofonico di cui è anche autore, “Vi parla Alberto Sordi”. Grazie a queste esperienze ha dato vita a personaggi come il signor Coso, Mario Pio ed il conte Claro (o i celebri “Compagnucci della parrocchietta”), personaggi che sono la base primaria della sua grande popolarità.  Il 1951 è anche l’anno della grande occasione, del salto di qualità: passa dalla dimensione delle riviste e dei film leggeri a caratterizzazioni più importanti, soprattutto considerando quelle a fianco di un grande maestro quale Fellini. Successivamente, darà vita ad una galleria di ritratti quasi tutti negativi, con l’intento di tratteggiare di volta in volta i difetti più tipici ed evidenti degli italiani, a volte sottolineati con fare benevolo, altre volte invece sviluppati attraverso una satira feroce. Senza contare le innumerevoli e magistrali interpretazioni in tantissimi altri film che, nel bene o nel male, hanno segnato il cinema italiano. Le situazioni e i personaggi rappresentati dall’attore sono talmente ampi e vari che egli può legittimamente affermare di aver contribuito fattivamente alla conoscenza storica dell’Italia. L’attore ha affermato che “Senza volermi sostituire ai manuali didattici, vorrei dare un contributo alla conoscenza della storia di questo Paese. Non foss’altro perché, in duecento film, con i miei personaggi ho raccontato tutti i momenti del Novecento”. Muore, all’età di 82 anni, il 24 febbraio del 2003 nella sua villa di Roma, dopo una grave malattia, durata sei mesi.