In Calabria la sinistra sta viaggiando allegramente verso il precipizio

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Irto che urta. Boccia non boccia. Letta non lotta

La situazione della Calabria è drammatica. Mi direte non è una novità. È vero. Tuttavia a nessuno sfugge che siamo all’ultimo tornante. Dopo non c’è la discesa, bensì il precipizio nel quale allegramente precipiteremo. Non è come prima perchè a differenza delle altre volte c’è una novità che va colta e dispiegata in tutte le sue potenzialità. Si tratta del N.G.Eu

Più noto come Recovery Fund. Una notevole dotazione finanziaria che potrebbe dare, finalmente, un volto alla nostra Regione. Non dico nuovo, perchè non esiste un volto vecchio da rinnovare. Semplicemente la Calabria è priva di un volto, nel senso di un elemento identitario che serva ad individuare gli aspetti socio-economici della nostra realtà. Non c’è un modello di sviluppo, non esiste un tessuto sociale, partiti e sindacati non sono rappresentati neanche dalle sigle. Forse solo da nomi, che in realtà rappresentano solo essi stessi. Spesso ci siamo offesi per una narrazione del nostro vissuto esclusivamente legata alla criminalità ndranghetista. È vero. Ma cosa abbiamo saputo narrare di diverso? Burocrazia corrotta ed inefficiente, sanità inesistente, istituzioni latitanti, sovrapposizioni istituzionali, erogazione di finanziamenti a pioggia, senza una benchè minima idea progettuale.

In questo contesto che costituisce il terreno di coltura del peggiore trasformismo, assistiamo ad un indecoroso balletto di autocandidature alla Presidenza della Regione. Tutti Governatori autoproclamati. Forse per Grazia Divina. Certamente senza la volontà della Regione. O della Ragione. Tanzi si autoproclama paladino del buongoverno e accusa di ogni nefandezze nei suoi confronti Oliverio, ex presidente della Regione. Salvo poi a scoprire i messaggi di tutt’altro tenore e verità, pubblicati dallo stesso Oliverio.

Scripta manent. De Magistris, noto ex PM catanzarese che più volte ha scambiato lucciole con lanterne, si autocandida. È stato Sindaco di Napoli per due consiliatura. Non può essere ricandidato. Et voilà. Torna in Calabria, la terra che ama. Non sappiamo se ricambiato. Ma in Calabria non c’è un viatico. Funziona così: mi alzo al mattino, prendo il caffè, leggo il giornale. Poiché la noia mi assale decido di candidarmi in Calabria. Notoriamente terra di passaggio e di conquista. Tanzi lo accoglie a braccia aperte. Si dividono le massime responsabilità. Tu Governatore, io Presente del Consiglio. Come se le prestigiose cariche fossero cotolette da scongelare dal frigo di casa. Nella loro disponibilità. A prescindere. Poi litigano, non certo sul modello di sviluppo, ma sul seggio in caso di probabile sconfitta. A proposito di Amore. In questo caso accompagnato dall’attaccamento. Al seggio. Poi viene Salvini e dice che Spirlì è un genio. Panico tra i normodotati. Nella confusione da Roma Occhiuto fratello, che non è figlio unico come quello del nostro immenso Rino Gaetano, annuncia la sua Candidatura. Del resto la povera Jole, a cui mando un bacio affettuoso e un fiore, era stata candidata per l’inagibilità politica di Occhiuto senior. Lascio in fondo il PD perché, non avendo l’estro di Kafka o di Pirandello, faccio fatica a raccontare cosa sta accadendo. Riassumo quello che ho capito. Nicola Irto, faccia pulita e profilo competente, viene indicato all’unanimità ( di chi e di quanti?) a rappresentare il centro- sinistra. Avviene il tutto parecchi mesi fa. Diciamo che si sono messi avanti con il lavoro. Strada facendo ci si accorge che Irto diventa Urto. La sinistra interna ( ? ), I potenziali alleati 5, trovandoli, stelle? Boh ?

Scende il Deus ex machina come in tutti le tragedie greche. Viene da Roma ed a dispetto del nome non Boccia. Anzi riunisce i numerosi PD (? ah, ah) ed annuncia, udite udite, che Irto non è in Urto con il Centro. Poi, in cauda venenum, annuncia udite udite, che sarà alla destra del Padre (Letta), nelle trattative. Ora tutto si può dire dei calabresi, tranne che siano fessi. In sostanza Boccia che non boccia ha proposto ad Irto che non Urta, si sedersi al tavolo, di mettersi il cappio al collo e tirarlo forte. Naturalmente accanto a Letta. Vuoi mettere … . Il commissario Graziano, che a dispetto del nome è conosciuto in Calabria solo per le disgrazie combinate, decide di … congelarsi. Il commissario Freezer.

Ma si cerca un nome comune per un mezzo gaudio. Meglio donna, dice Letta, ma promette che non Lotta. Anna Falcone va bene a sinistra. Peccato. Si scopre che è candidata col De … Allora la Jasmine Cristallo, bel viso da Sardina?

Ma no. La Calabria è cultura. Un editore.

Rubbettino? Va bene, ma no c’è Donzelli. E poi hanno detto no dopo aver detto sì a Ciconte. Non si può. E allora che si fa? Torniamo a Talarico, il cravattaro. Diciamo emblematico.

Che dire a questo punto per continuare la farsa, mi candido anch’io.

Buona domenica

 

Ciccio Riccio