Incendio a Catanzaro: padre e figlio lasciano la terapia intensiva

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Foto: il quotidiano del sud

Vitaliano Corasoniti e il figlio di 16 anni, scampati all’incendio della propria abitazione,  scoppiato nella notte tra il 21 e il 22 ottobre, a Catanzaro, sono fuori pericolo. L’incendio, invece, ha provocato la morte dei tre fratelli Saverio, Aldo Pio e Mattia.

I due, infatti, hanno lasciato la Terapia intensiva dell’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro, dove si trovavano ricoverati per l’intossicazione da fumo, e sono passati in reparto, dove sono tenuti sotto osservazione: il padre si trova ora in Medicina, il figlio in Pediatria. Restano, invece, stazionarie le condizioni delle altre due ferite: la madre delle vittime, Rita Mazzei, ricoverata al Centro grandi ustioni di Bari, e la sorella Zaira Mara, ricoverata in rianimazione pediatrica all’ospedale Santobono di Napoli.

Nei prossimi giorni, intanto, si svolgerà un nuovo sopralluogo all’interno dell’appartamento per eseguire nuovi accertamenti tecnici. Ci sarà, infatti, da prelevare il contatore dell’energia elettrica, da cui dovranno eventualmente emergere picchi anomali di consumo e a che ora di quella notte il contatore si sia staccato a causa dell’incendio.

Al momento le ipotesi di reato al vaglio della Procura sono quelle di omicidio e disastro colposo. Sarebbero escluse sia la fuga di gas, sia un’origine dell’incendio dall’esterno dell’abitazione, anche perché i primi accertamenti avrebbero appurato che le fiamme si sarebbero sprigionate dal soggiorno, dove erano accatastati numerosi cartoni. I primi sopralluoghi hanno accertato anche la presenza di mazzette di banconote, in gran parte carbonizzate, ora anche queste al vaglio degli inquirenti.