Intervista esclusiva al tuffatore olimpionico Giovanni Tocci

229

L’atleta calabrese, che si è qualificato nella categoria tuffi per le prossime Olimpiadi, si racconta in un’intervista esclusiva a Riviera Web.

Alle prossime Olimpiadi di Tokyo, in programma dal 23 luglio all’8 agosto, parteciperà il tuffatore calabrese Giovanni Tocci, grazie alla conquista del quinto posto, nella gara di tuffi da 3 metri, avvenuta proprio nella capitale giapponese, con il sorprendete punteggio di 412.68.

Chi è Giovanni Tocci

Giovanni nasce a Cosenza il 31 agosto 1994, cresce ad Arcavacata, frazione del comune di Rende. Con la Cosenza Nuoto muove i suoi primi passi, specializzandosi in tuffi dal trampolino da 1 e 3 metri. Oltre alla passione per l’acqua, Giovanni si laurea nel 2018 in Lingue e Culture moderne.

Conquista la sua prima medaglia d’oro nel 2009 negli Europei Juniores, con la specialità del trampolino da 1 metro. Conquista diverse medaglie nel corso degli anni, come il bronzo ai mondiali di Budapest nel 2017 o l’argento agli europei di Glasgow nel 2018. Per il tuffatore è la seconda apparizione alle Olimpiadi, nel 2016 partecipò arrivando sesto.

La qualifica per le Olimpiadi

Per Giovanni è la seconda partecipazione alle gare olimpioniche, avvenuta grazie alla conquista del quinto posto ottenuto nella Coppa del Mondo di tuffi durante la gara del 2 maggio, svoltasi proprio all’Aquatics Centre della capitale giapponese.

Cosa significa arrivare alle Olimpiadi?

“Arrivare alle Olimpiadi è qualcosa di davvero emozionante. È il sogno di ogni atleta. Sono orgoglioso di poter rappresentare non solo l’Italia ma tutta la mia terra.”

Quanto stato difficile arrivare a questo traguardo?

“Sicuramente dietro ogni traguardo ci sono tanti sacrifici e tante rinunce però la gioia di poter raggiungere i propri obiettivi ripaga sempre tutto.
Non posso negare che sia stato difficile sia perchè venivo da due infortuni che mi hanno tenuto lontano dall’acqua per circa 4 mesi sia a causa della situazione in cui purtroppo stiamo vivendo che ha reso tutto più difficile.”

I tuoi infortuni hanno condizionato la preparazione per queste olimpiadi?

Si, purtroppo a causa dei miei due infortuni ho dovuto interrompere la preparazione in acqua. Ho continuato quotidianamente ad allenarmi in palestra, facendo tutto ciò che potevo e che riuscivo a fare affinchè rimassi in forma. È stato un periodo difficile ma grazie ad esso la soddisfazione di raggiungere il traguardo prefissato è stata ancora più grande.

Per raggiungere questi livelli credi che la tua regione offra le giuste opportunità, strutture, allenatori e professionalità?

“Io mi ritengo molto fortunato perchè sono nato nell’unica città del meridione in cui è presente l’attività tuffistica. Sono seguito da un’allenatrice di origine ucraina, Lyuba Barsukova che insieme a suo marito Olexander Barsukova hanno molta esperienza anche in campo olimpico.
Mi auguro che si possa investire sempre di più su questo sport che regala sempre fortissime emozioni.”

Secondo te cosa bisognerebbe fare per incentivare i più giovani a praticare il tuo stesso sport?

“Credo che per far avvicinare i più giovani a questo sport bisognerebbe parlarne maggiormente. Ciò aiuterebbe a farlo conoscere e a creare curiosità non solo nei piccoli ma anche nei genitori.”

È la tua seconda volta che partecipi alle olimpiadi, è più emozionante?

“Ho sicuramente una consapevolezza in più però l’emozione rimane sempre fortissima. ”

Agli Europei hai conquistato un ottimo terzo posto, sfiorando l’argento, quanto è importante questo premio in vista dei giochi olimpici?

“Il bronzo Europeo è stato per me molto importante, una grande iniezione di fiducia e un forte stimolo per le Olimpiadi.”

Che obiettivi hai per il futuro?

“Per adesso mi concentro sulla preparazione in vista dei Giochi Olimpici e spero di arrivare a Tokyo nel migliore dei modi. A tal proposito, ringrazio il Gruppo Sportivo Olimpico dell’Esercito di cui faccio orgogliosamente parte in qualità di atleta militare, la Federazione Italiana Nuoto e il Cosenza Nuoto che continuano a supportarci per il raggiungimento dei nostri sogni.”