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martedì, Febbraio 27, 2024
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La CIA avverte i politici italiani

Marco Antonellis, Il Giornale d’Italia, ci parla delle “direttive” made in U.S.A. per il nostro Paese in merito a politica estera e nuovi equilibri geopolitici europei.

Marco Antonellis

L’intelligence USA mette nel mirino le forze politiche italiane. Giorgia Meloni usa le crisi internazionali per mascherare la fragilità dell’esecutivo. Palazzo Chigi manda segnali ai palestinesi: c’è di mezzo la sicurezza nazionale.

Il gioco è facile: partire subito con le riforme costituzionali per voltare immediatamente pagina e far dimenticare a italiani e giornaloni una manovra economica senza capo né coda. Soprattutto, l’obiettivo di Giorgia Meloni è quello di evitare che i partiti della maggioranza comincino a proporre emendamenti. Meglio dunque parlare d’altro. Pure i bambini sanno che si tratta di una manovra economica fragilissima. Se qualcuno cominciasse con il rito degli emendamenti tutta l’impalcatura crollerebbe e la stessa tenuta della maggioranza avrebbe messo a rischio. “L’anno scorso i tempi erano strettissimi per via del governo appena entrato in carica e quindi la manovra per la gioia di Giorgia Meloni era blindata. Quest’anno a palazzo Chigi stanno facendo lo stesso giochetto sfruttando l’ondata emotiva delle crisi internazionali” spiega un importante ministro del governo. Insomma, le crisi internazionali per mascherare la fragilità dell’esecutivo. “Giorgia Meloni è la prima premier donna e questo è un record positivo ma non è la prima ad aumentare l’Iva. L’ultimo a fare l’aumento generalizzato dell’Iva fu Enrico Letta esattamente dieci anni fa. Giorgia si è limitata ad un aumento selettivo: sull’Iva dei pannolini, degli assorbenti, del latte in polvere. Una scelta secondo me profondamente sbagliata”. Lo scrive il leader di Italia viva, Matteo Renzi, nella sua e-news.

Nei giorni scorsi i componenti del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica sono volati a Washington. Appena arrivati i membri del Comitato hanno in programma diversi incontri con le commissioni omologhe del Congresso Usa, oltre ai rappresentanti della Cia (ne parleremo diffusamente più avanti), del Pentagono e della Casa Bianca. Convitato di pietra dei colloqui però è stata un’altra questione che sta molto a cuore alle forze politiche italiane: le interferenze russe in vista delle prossime elezioni europee. Washington ha già fatto sapere (e anche durante questi incontri lo ha ribadito) che terrà l’occhio molto da vicino la questione. Biden vuole monitorare attentamente le prossime elezioni europee e non è disposto a fare sconti, nemmeno ai paesi alleati. I partiti, soprattutto alcuni, dovranno fare molta attenzione se vorranno evitare brutte sorprese (anche riguardanti il passato). Stavolta lo Zio Sam non sarà disposto a perdonare.

È arrivata nella notte – dall’ambasciatore Maurizio Massari, rappresentante permanente all’Onu – la notizia dell’astensione dell’Italia sulla risoluzione Onu per una tregua umanitaria a Gaza con la sospensione dei combattimenti. “Era la più equilibrata tra le posizioni possibili, per evitare una escalation” difende la scelta da Acqualagna la premier Giorgia Meloni. La verità è un’altra. Le ragioni sono di sicurezza nazionale. Palazzo Chigi vuole essere molto prudente in questa fase. Essere troppo schierati contro la Palestina è un prezzo che nessuno vuole pagare. Sono finiti i tempi del salvacondotto per il bel paese. Adesso chi sbaglia paga. Per questo l’Italia ha preferito dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte ed astenersi alle Nazioni Unite. C’è paura di ritorsioni. Meglio dunque mandare qualche segnale anche a palestinesi e paesi arabi. Ascoltando, cosa che Palazzo Chigi ha fatto diligentemente, i consigli di forze militari e fonti di intelligence.

 

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