La foto di copertina

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Nella foto di copertina Francesco Gregorio Quattrone, un imprenditore che si incatenato al CeDir di Reggio Calabria perché anche se riconosciuto innocente, non gli vengono restituiti i propri beni. Questa foto ci è sembrata simbolica della mancata partecipazione al referendum.

Francesco Gregorio Quattrone ha iniziato una protesta che lo vede incatenato al Centro Direzionale di Reggio Calabria, perché, privato di tutti i suoi beni, di una vita fatta di sacrifici e onestà. Assolto con formula piena, provata l’estraneità dello stesso a ogni accusa contestata Queste le parole scritte nel cartello, come sottoline il suo Avvocato Maria Domenica Vazzana:

Sono stata incaricata dal Signor Quattrone a seguire questo dramma giudiziario. Nei giorni a seguire, con grande attenzione e scrupolosità, verranno esaminati gli atti che hanno portato a ritenere legittima la privazione dei beni economici a Quattrone, che mi ha espressamente dichiarato che si ritiene vittima di un’ingiustizia. Un’odissea processuale non è mai una bella esperienza, soprattutto se a pagare ingiustamente è un innocente. Questo è il punto cruciale del dramma vissuto; dovrò procedere a una cognizione storica di tutta questa vicenda, posso anticipare che, non vi sarà alcuna esitazione nel dare una giustizia completa a Quattrone, qualora si ravvisino i presupposti previsti.
Ho incontrato un uomo dilaniato e sofferente, senza alcuna rassegnazione a ciò che ritiene ingiusto, con la coscienza pulita, ridotto a non poter essere più proprietario dei suoi beni, frutto di anni di sacrificio, che ritiene di avere un corredo probatorio non compatibile con un provvedimento di confisca, e che sarà presto al vaglio della difesa, che non esclude l’emersione di prova decisiva.
Valuteremo tutto e lavoriamo per dimostrare (almeno così auspichiamo), il diritto a tornare a essere proprietario di quanto confiscato, fiduciosi sempre nella 
giustizia giusta; il gesto del Quattrone di incatenarsi va letto come un gesto di un uomo sfinito e molto provato da ciò che ritiene ingiusto, ma che ha ancora fiducia nella giustizia e questo ci da la forza di combattere al suo fianco.