Tinto Brass, la Meloni, Donato e La 7

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera accorata di Vincenzo Speziali, noto per tante vicende, ma ultimamente nominato Coordinatore Regionale Federativo Congiunto per la Calabria di Noi con l’Italia/Democrazia Cristiana/Popolari, Liberaldemocratici e Riformisti.

Ho avuto modo -segnalatomelo- di vedere il video postato dall’On.le Giorgia Meloni, la quale denuncia una campagna di odio nei suoi confronti e la tal cosa potrebbe, a suo parere, condivisibilmente, renderla oggetto di attenzioni violente.
È vero, questo rischio, purtroppo può accadere che si materializzi verso i leaders politici, a qualsiasi latitudine e longitudine, in ogni epoca e nessuno può sentirsi al riparo da ciò, perché vi sono minacce, le quali in luogo di una sordida propaganda, possono alterare le menti suggestionate e suggestionabili di qualsivoglia esaltato, afflitto non da delirium tremens, bensì da squilibrium demens.
L’On.le Meloni, perciò, riporta a noi -termine quest’ultimo, fuor di metafora e di ironia, quindi non in senso fascita- dicevo ci consegna un collage di ‘malefatte’ made in La 7, che oggettivamente, potrebbero indurla ad una reazione di procurato allarme -forse giustamente- in quanto ne ha diritto.
Tra l’altro, in questo strano mondo di globalizzazione senza regole né controlli, ormai potremmo essere indotti a pensare di vivere in un’ unica città -seppur globale- perciò le campagne di odio politico -che l’On.le in questione denuncia- tendono, purtroppo, alle volte, a sfociare in qualcosa di violento, come le storie étranger o foreign (parole che si traducono in italiano, dal francese e dall’inglese, con straniera), malaguratamente, insegnano.
Cionondimeno, poiché di città si parla – anche se globale- ognuna di esse ha i suoi quartieri, quindi le stesse regole, non sempre e non per forza, valgono in un altro o in tutti gli altri, perciò stemperi -l’amabilissima donzella della rinata e rinomata Garbatella- un tale grido di terrore, pure perché il ‘rione moderno e globalizzato’ nel quale viviamo si chiama Italia, dove esiste libertà di pensiero, espressione ed opinione, purché esso -patti chiari- non costituisca reato, ben inteso.
Certo, tal principio -ovvero della libertà, persino intellettuale- può essere inviso a vezzose ‘camicette vere’ -si badi bene, non ho detto nere- oppure a faccine dagli occhietti vispi e strabuzzanti, in quanto è una base miliare delle conquiste democratiche, che gli italiani votati alla DC (la quale ben li rappresentava) hanno conquistato dopo un ventennio al cui capo vi trovavamo sempre un soggettone che ricorda un provolone -mi guardo bene a dirlo in base alle sue fattezze fisiche, però poi fate voi!- e per di più, il provolone di cui sopra, era ‘appeso’ al solito balcone, prospicente ad un discutibile salone.
Ora -parliamoci chiaro!- nel nostro Paese, di vittime per campagne di odio, vi sono state e, disgraziatamente, tutti le abbiamo subite, dal vecchio MSI, fino al PCI, a fronte dei loro reciproci scontri politici -pure di marca terroristica- proprio durante gli anni di piombo, ma erano gli odi -non tra avversari, purtroppo e come dovrebbe essere-bensi` di nemici, al punto che a farne le spese furono gli italiani, assieme a noi democristiani, che in stragrande maggioranza li impersonificavamo, per di più bene.
E comunque, giusta deve essere, in tal caso, l’attenzione – riferendomi all’odio e ai suoi conseguenziali potenziali bersagli- persino attraverso proclami icastici, anche se vorrei dare un consiglio all’On.le Meloni -ed il consiglio per essere vero ed efficace, lo si porge seguendo la massima dell’ex premier di Sua Maestà Britannica e del Regno Unito, Harold Wilson, il quale sosteneva, che per essere veritiero (il consiglio per l’appunto) va sussurrato in un orecchio- perciò, di seguito, incedo senza indugio: le danno della pericolosa fascista?
Risponda così -con un ragionamento sillogisticamente ‘democristiano’ (accetti e apprezzi la buona esperienza)- ovvero: “ma come? Mi dite che sono pericolosa, magari nazista, mentre io minuta e forzuta, cioè Giorgia la fascista, appoggio politicamente a Sindaco di Catanzaro, Valerio il marxista. Che volete? Rinnego anche Donna Assunta a favore di Nilde Iotti?”
Mi creda, amabile On.le Meloni, a parte il fatto che le due signore non sarebbero paragonabili (in senso maggiore, ovviamente!) alle mie Tina Anselmi, Rosetta Jervolino o Anna Maria Nucci, almeno faccia fruttare bene questa ‘caduta degli dei’, piuttosto che lo scuarcio del sipario teatrale, cioè il mantra della sua diversità a fronte di identità e di coerenza: non si permetta più di gridarlo agli altri, perché siamo ciascuno di noi liberi, credibili ed indipendenti, all’insegna del titolo del film di un certo regista, cioè Tinto Brass, ovvero, “così fan tutti”!
Già, quanta ragione aveva Pietro Nenni, nel sostenere che “a fare a gara tra puri, trovi, sempre, uno più puro che ti epura” -e non dico che lei sia pratica di epurazioni, nemmeno dal punto di vista storico, pur se chiunque può avere la sua libera opinione!- ma, si consentirà ad un osservatore attento, quale il sottoscritto, di porgerle una riflessione tale o simile.
Accetti, perciò, il mio consiglio, le gioverà -cosi` come giova sapere che anche lei predicherà in un modo dall’Aula ai media, ma razzola diversamente (e diversificatamente) in piazza- e, in ogni modo, la ‘giustificatio’ che le ho fornito è più spendibile della Messa a Parigi di Enrico IV°, avvisandola però che non credo ad un Valerio I° a Catanzaro.
On.le Meloni, la saluto ed è già come se mi avesse ringraziato.

Vincenzo Speziali