La risposta è… nei proverbi! Detti calabresi per ogni occasione

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Da “u mastru pignataru menti a manica aundi voli” a “Nta ogni mandra c’è na pecura rugnusa ”, ecco un prontuario di saggi proverbi nostrani che fanno dei nonni calabresi i più perspicaci al mondo!

 

Avete mai provato a raccontare un problema a vostro nonno? Se vive ancora in Calabria e gli piace passare il tempo nell’orto, vi ascolterà mentre beve un bicchiere di vinello, o mentre pota la vite, o mentre raccoglie peperoni verdi. Mio nonno, pace all’anima sua, era di poche parole, ma quelle che pronunciava erano antiche come la terra e sapide come i suoi peperoni verdi. Quando andai a parlare con lui, me lo trovai davanti, con i pantaloni di tela e la camicia sbottonata, che piantava i pomodori. Allestimmo senza volerlo una specie di strana sceneggiatura, sullo sfondo del sole che tramontava.

“Hai l’orto più bello di tutti, quest’anno” mi complimentai. Cominciavo sempre le nostre conversazioni con un complimento, perché lui era un tipo permaloso.

Infatti si impettì: “Janaru siccu, massaru riccu” fece.

“Sì, è anche merito del clima; ma si vede che tu lo curi molto.”

Dansi da terra ca a terra ti duna.

“Tutta salute!”

Carni i porcu e cavuli i l’ortu, cui non si mangia si trova mortu.

“La nonna non viene a darti una mano?”

Mio nonno abbassò gli occhi e sospirò: “Duru cu duru non fabbrica muru.

“Ma dai, non esagerare! State insieme da 43 anni! Sarete andati d’accordo, no?”

L’amuri cumincia cu u cantu e finisci cu lu piantu” disse lui, lirico.

“Senti … dovrei chiederti un consiglio, sono un po’ in difficoltà” confessai, timido.

Palumbeglia muta non po’ esseri servuta.

“Lo sai che sono fidanzato con Anna …”

L’omu valenti a manu du pezzenti” commentò il nonno, scuotendo amaramente la testa.

“Perché non ti è mai piaciuta Anna?”

Pilu russu malu culuri: o birbanti o tradituri ” disse, riferendosi ai lunghi capelli rossi della mia fidanzata.

“Comunque lei vorrebbe sposarsi.”

Puru i pulici ndannu  a tussi!

“Ma io non credo di essere pronto.”

Cu mejjiu si conza u lettu, mejjiiu si curca.

“Non posso sempre temporeggiare, nonno! Lei sta aspettando che mi convinca.”

Ndi dissi lu surici a la nuci: “Dammi tempu ca ti perciu”!

“Solo che io, nel frattempo,  ho conosciuto Betta …”

Mio nonno saettò verso di me uno sguardo interessato: “«Frittu», dissi u pisci quandu si vitti mpanatu.

“E veramente ci stiamo già frequentando, anche se a lei non ho detto che sono fidanzato con Anna” ammisi.

Cu mangia cu dui ganghi, prestu s’affuca” mi avvertì il nonno.

“Non fare il menagramo, nonno!”

Cu simina spini, nommu vaji a scarza” si corresse lui, più diplomatico.

“Betta mi ha promesso che posso prendermi tutto il tempo che voglio senza che lei mi metta fretta.”

Quandu u diavulu t’accarizza, l’anima voli .

“Mi ha detto che è paziente e devota e che mi aspetterà.”

A mari vantatu non iri u pischi!”.

“Dici che non mi devo fidare? Anche Anna mi diceva le stesse cose.”

Na vota si futti a vecchia!” disse lui, serafico.

“È proprio un brutto guaio, nonno” mi lamentai con la testa tra le mani.

Jjù scuru da menzanotti non poti veniri” disse lui, dandomi una pacca sulla spalla.

“Lo so che devo prendere una decisione. Il punto è che se scelgo Anna, ferisco Betta. Se scelgo Betta, invece, faccio soffrire Anna.”

Cu suffri d’amuri non senti doluri.

“Mi stai dicendo che posso fare quello che mi pare?”

Non fari mali ca è peccatu, non fari beni ca è sprecatu.

“Non hai un consiglio?”

Cocila comu voi, sempi cucuzza resta” disse mio nonno, preoccupato. E poi aggiunse: “Mbascia juncu, ca a sciumara passa”.

“Lo so: mi sono cacciato in una brutta situazione, ma non so come venirne fuori.”

Cu non si movi, su mangiuanu i muschi.

“Forse potrei chiedere aiuto a mia sorella Manuela; può parlare lei con una delle due.”

Mara cu non si raspa chi so mani!

“Devo vedermela io, eh?”

Cu jioca sulu non si ncagna mai.”

“Allora scelgo tutte e due” scherzai.

A cammisedda chi non ti voli, sciuppila e iettila.

“Ma piaccio a entrambe” confessai, vanitoso.

Ama cui ti ama e rispunti a cui ti chiama.

“In effetti hai ragione, la storia con Anna è più autentica. Io penso che lei mi ami di più. Anche se ultimamente non me lo dimostra.”

A omu ngratu e a cavulu sfiurutu, chillu chi si fai esti perdutu.

“Sì, ultimamente mi sono comportato male con lei” ammisi pentito.

Quandu u maritu voli u si mina da mujjeri, dici ca a lumera non è accenduta bbona.

“Forse hai ragione.”

A raggiuni è di fissa.

“Sono fortunato ad avere un nonno saggio come te” dissi, grato.

Nci voli fortuna puru a cacari, sennò si ngruppa lu budellu e mori” convenne lui.

“Come hai fatto a stare così tanto tempo con la nonna senza avere, diciamo così, tentazioni …?”

“Bah … o tegnu u fijjiolu o vajiu all’acqua.

“Sono d’accordo, una cosa per volta; ma è possibile che sia stato un santo per 43 lunghissimi anni?”

Mejjiu pani e cipulla a casa tua ca carni e pisci a casa d’attri.

“Ho capito. Prenderò esempio da te. Scelgo Anna!”

Cu nesci tundu non mori quatratu!” esclamò il nonno, finalmente fiero di me.

“Solo che mi dispiace un po’ per Betta.”

Cu non poti mangiari carni, si mbivi u brodu.

“Certo, troverà qualcun altro.” Conclusi, un po’ rincuorato. “Vorrei salutare la nonna prima di andare via” aggiunsi, e la chiamai. Lei venne fuori svelta svelta, con il fazzoletto rosso e blu annodato sotto il mento e la gonna sporca di farina. Mi salutò con la mano, poi scese nell’orto per spiccare il basilico, calpestando malamente le piantine di prezzemolo del nonno.

“Attenzione Maria, attenzione! Omu gelusu mori cornutu ” scosse la testa il nonno.

“Non ho il basilico per cucinare!” gridò la nonna.

“Ma devi rompermi tutto il prezzemolo per raccogliere il basilico?”

“Eeeeeh! A gallina faci l’ovu e o gallu s’abbruscia lu culu!” replicò la nonna e se ne tornò dentro casa, svelta com’era arrivata.

“Nonno, reagisci! Cu pecura si faci, u lupu sa mangia ” lo provocai.

Quandu u sceccu non voli u mbivi, è inutili u si frischi ” sospirò lui, arreso.