La scrittrice Comandè si aggiudica il Premio Letterario

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Il 19 agosto, la scrittrice Palma Comandè con il suo romanzo “La Padrina“, edito da Rubettino, si è aggiudicata la Prima edizione del Premio Letterario città di San Giovanni in Fiore, con la rassegna “ Leggere ed essere” . Per l’occasione l’abbiamo intervistata, ed ecco cosa ha raccontato.

Quali emozioni ha provato nel ricevere questo premio?

L’emozione è stata forte, vibrante, specie quando, nella lettura della motivazione, si è sottolineato che “La Padrina” è stato votato all’unanimità. E poi c’era il luogo, la millenaria Abbazia Florense, ad emozionare fino alle lacrime con quel farti sentire parte della storia.

La giuria quale motivazione le ha dato?

La Giuria ha sottolineato che ho scavato con grande maestria nelle profondità dell’ essere, mostrando due facce della stessa medaglia, due aspetti apparentemente simili in realtà antitetici, che finiscono col contrapporsi. Infatti, la protagonista giovane del romanzo, dopo una vita condizionata dalla visione conservatrice, tesa al malaffare e al dominio, della nonna, la Padrina, proprio quando ogni speranza di libertà e riscatto sembra persa, riuscirà a trovare la luce. È un romanzo che mostra coi fatti quanto il Procuratore di Catanzaro, dottor Gratteri, afferma sempre nelle sue conferenze, ossia che il malaffare non conviene. È, inoltre, un romanzo di lotta e di riuscita. Segno che si può uscire dal tunnel.

Per chi non ha ancora letto il suo libro  “La Padrina”, come lo presenterebbe?

“La Padrina” è un’opera realistica e coraggiosa, che mostra le perversioni mentali e psicologiche di una cultura, quella ‘ndranghetistica, votata alla crescita in danaro e potere, ed alla distruzione dell’uomo nei suoi bisogni fondamentali: libertà e giustizia. È un libro definito pedagogico per i messaggi che contiene e gli stimoli intellettuali che dà, dunque da leggere e da portare nelle scuole onde trasmettere, accanto alla crudezza dei fatti, la luce del riscatto tramite azioni e scelte oculate e responsabili da parte di ciascuno.

È stato difficile tratteggiare donne dalla  forte personalità?

No, non è stato difficile. È stato emotivamente impegnativo poiché si tratta di figure verosimili, frutto di un’osservazione attenta di un mondo a me antitetico del quale m’interessava  comprendere, più che le dinamiche affaristiche, le dinamiche psicologiche di adattamenti e rifiuti, di rinunce e bisogno di libertà.

Quali saranno i suoi prossimi progetti?

Sono progetti comunque realistici, frutto di osservazione e studio della realtà nelle sue forme evolutive che portano a precise scelte: di stare o di andare, sulla base di visioni personali stimolate da esigenze materiali o immateriali. Diciamo che m’interessa sempre L’uomo, nelle sue molteplici manifestazioni. E i fatti, la cultura e i luoghi (geografici o del cuore) sono i pretesti narrativi per scavare nelle sue profondità e scoprire le dinamiche che ne guidano le scelte e le azioni, in Calabria come in qualsiasi altro luogo del mondo. Sto, comunque, lavorando ad un altro romanzo.