Le Olimpiadi in tempi di covid: curiosità e rischi durante i giochi olimpici

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I timori che le Olimpiadi di Tokyo si trasformino in un elemento di diffusione dei contagi, come è stato per gli Europei di calcio, sono più che motivati. Mettere 100.000 persone da ogni angolo di Pianeta per due settimane nella stessa metropoli, per poi rispedirle nei Paesi di provenienza è una buona sintesi di tutto ciò che finora ci è stato sconsigliato di fare. Il sogno di qualunque virus, una pacchia per il Coid-19.

Carlo Maria Muscolo – Ora che le Olimpiadi di Tokyo sono ufficialmente cominciate, possiamo aspettarci due generi di bollettini quotidiani: quello sulle medaglie e quello dei nuovi casi di covid nel villaggio olimpico. Nei giorni scorsi erano 75 i contagi registrati tra le persone accreditate per le Olimpiadi. Con la serrata campagna di screening prevista per atleti e personalee considerando che la covid è spesso asintomatica, è normale che emergano casi anche tra persone sane,ed anche vaccinate. È passato un anno dal primo rinvio per covid, ma la situazione pandemica in Giappone è più allarmante ora,rispetto a 12 mesi fa. Il Paese è di nuovo in stato di emergenza per la crescita di casi più significativa da sei mesi a questa parte. A una settimana dalla cerimonia di apertura, il 15 luglio, nella sola Tokyo ci sono stati 1.308 nuovi contagi: un numero non troppo elevato per gli standard occidentali,ma preoccupante per il Giappone. Anche se il Paese è riuscito a “limitare” i casi di Covid-19, l’80% di queste morti è avvenuto nel 2021. Inoltre, a causa di una sonnolenta campagna vaccinale, soltanto il 18% della popolazione giapponese adulta è pienamente vaccinato.Dunque, itimori che le Olimpiadi di Tokyo si trasforminoin un elemento di diffusione dei contagi, come è stato per gli Europei di calcio, sono più che motivati. Mettere 100.000 persone da ogni angolo di Pianeta per due settimane nella stessa metropoli, più volte epicentro dei contagi in Giappone, per poi rispedirle nei Paesi di provenienza è una buona sintesi di tutto ciò che finora ci è stato sconsigliato di fare, il sogno di qualunque virus, una pacchia per il SARS-CoV-2. Nonostante le precauzioni è quasi scontato che i Giochi favoriscano la diffusione della variante Delta, ma il rischio è che l’evento serva anche da calderone per mischiare, generare e diffondere nuove varianti virali.

Proprio in questi giorni l’OMS ha lanciato l’allarme sulla “Forte probabilità che emergano nuove e forse più pericolose varianti,che potrebbero essere ancora più difficili da controllare”. Qui di seguito, alcune curiosità sulle misure anti-covid previste alle Olimpiadi:

  • Non necessariamente, né per entrare in Giappone né per partecipare alle Olimpiadi, gli atleti devono essere vaccinati. Ma ci si aspetta che circa l’80% dei residenti al Villaggio Olimpico lo sia.
  • Comunque,gli atleti vaccinati non saranno trattati diversamente da quelli non vaccinati.
  • Gli atleti e il loro seguito devono arrivare non prima di cinque giorni dell’inizio delle loro gare. Prima della partenza sono richiesti due test anti-covid (uno entro 96ore e uno entro 72 ore dal volo) e bisogna certificare l’esito negativo di entrambi. All’arrivo in Giappone ci si sottopone a un altro test rapido alla dogana prima di essere condotti al Villaggio Olimpico o ai rispettivi hotel da veicoli ufficiali di Tokyo 2020. Atleti e visitatori internazionali o giapponesi devono scaricare un’app che permette al governo di tracciare i loro movimenti e compiere il contacttracing. Gli atleti devono lasciare il Giappone non più tardi di 48 ore dopo aver completato la lorogara o essere stati eliminati.
  • Gli atleti non devono fare la quarantena. Possono gareggiare da subito, ma per evitare il periodo di isolamento devono acconsentire a “Operare sotto un più alto livello di supervisione”, vale a dire accettare che i loro spostamenti e cellulari vengano monitorati.
  • Per il resto lesoliteregole:distanziamento, mascherine sempre (tranne quando si mangia, si beve, ci si allena, si compete e si dorme), niente strette di mano. Niente mezzi pubblici salvo circostanze eccezionali. Ci si sposta soltanto nei luoghi in precedenza approvati dalle autorità, secondo un piano che non può essere modificato. Bisogna sempre comunicare la propria posizione per rendere possibile il contacttracing, e lasciare attivo il GPS del cellulare.
  • Tutti i partecipanti ai Giochi, dagli atleti ai responsabili della sicurezza, saranno testati a intervalli regolari. Agli atleti saranno richiesti due test antigenici al giorno, uno al mattino e uno al pomeriggio. Nel caso uno di questi fosse positivo, su quel campione di saliva sarà effettuato il più accurato test molecolare (tampone PCR).Se anche questo fossepositivo, l’atleta dovrà sottoporsi a un tampone nasale e orofaringeo vero e proprio.
  • Un atleta che risultasse positivo, verrebbe immediatamente messo in quarantena e gli spetterebbe la medaglia “Minima” della competizione che stava per fare (per esempio almeno una medaglia d’argento, se a causa della covid perde la finale). Chiunque sia stato senza mascherina a meno di un metro di distanza per 15 minuti viene considerato contatto ravvicinato.Nonostante le regole stringenti ele misure per lo stato di emergenza, è inevitabile che un evento internazionale come le Olimpiadi spinga le persone a interagire, incontrarsi, mescolarsi in hotel, ristoranti, mezzi di trasporto. Pur avendo deciso di non ammettere spettatori alle gare, purtroppo il rischio di un rimbalzo di casi in Giappone e, in seconda battuta, nel resto del mondo, è fondato. La pandemia ci ha insegnato che quello che accade in un luogo si allarga anche al resto del Pianeta come fanno i cerchi nell’acqua,e non saranno cerchi olimpici.